giovedì 25 agosto 2016

Valtorta: all'Ultima Ora ¾ della Chiesa rinnegherà




Sebirblu, 25 agosto 2016

I tempi che stiamo vivendo, indubbiamente sono drammatici per il pianeta Terra. Presentano incognite sempre maggiori, e nubi minacciose incombono sul genere umano,  ogni  giorno  più  consapevole  della  fugacità  della  vita.

Così, in tanta oscurità, l'unico lume che spesso viene cercato si trova nei vaticini vecchi  e  nuovi  che  via  via,  sotto i nostri occhi,  in  gran parte  si  stanno avverando.

Su questo, San Paolo ci ammonisce: "Non spegnete lo Spirito. Non disprezzate le profezie; ma esaminate ogni cosa e ritenete il bene" (1 Tess. 5, 19-22).

Certo, è necessario discernere; ma nel momento in cui lo Spirito è riuscito a prevalere sulla materia e a dominarla tenendola sotto controllo, emerge quella Luce atta a penetrare le tenebre e a diradare le nebbie dei condizionamenti, dei dubbi e dei falsi luccichìi che portano soltanto fuori strada.

Non è il caso dei messaggi di Maria Valtorta che sebbene, come tutti i veggenti, faccia da filtro con il suo bagaglio culturale, le convinzioni profonde ed il proprio livello evolutivo, ha lasciato agli uomini del nostro tempo un'Opera poderosa e illuminante sugli scenari attuali.

Ecco, a conferma dell'ultimo articolo da me pubblicato (QUI), cosa le disse il Signore nel lontano 1943.


Tradimento di Pietro

All'Ultima Ora ¾ della Chiesa rinnegherà il Cristo

Dice Gesù:

"Quando faccio dire a Sofonia che Io porterò via ogni cosa dalla Terra, gli faccio profetare ciò che avverrà nell'antivigilia del tempo ultimo, quello che poi annunciai parlando, velato sotto la descrizione della rovina del Tempio e di Gerusalemme, della distruzione del mondo, e ciò che profetò Giovanni nella sua Apocalisse.

Le Voci si rincorrono. Anzi posso dire che, come in un edificio sacro elevato a testimoniare la gloria del Signore, esse salgono di pinnacolo in pinnacolo, da profeta a profeta prima del Cristo, sino al culmine maggiore su cui parla il Verbo durante il suo vivere d'uomo, per poi scendere di nuovo di guglia in guglia, nei secoli, per bocca dei profeti susseguenti al Cristo.

È come un concerto che canta le lodi, le volontà, le glorie del Signore, e durerà sino al momento in cui le trombe angeliche aduneranno i morti dai sepolcri e i morti dello spirito, i viventi della terra e i viventi del Cielo, perché si prostrino davanti alla visibile Sua Gloria e odano la parola di Dio, quella Parola che innumerevoli hanno respinta o trascurata, omessa, schernita, disprezzata, quella Parola che venne come "Luce nel mondo, e che il mondo non volle accogliere preferendo le Tenebre".

Io sono il Vertice dell'edificio di Dio. Parola più alta e vera della Mia non può esserci. Ma il Mio Spirito è nella bocca delle "parole" minori, poiché ogni cosa che parla di ciò che è di Dio, è parola ispirata da Dio.

La carestia e la mortalità delle epidemie saranno uno dei segni precursori della Mia seconda Venuta. Punizioni create per punirvi e richiamarvi a Dio opereranno, con la loro dolorosa potenza, una delle selezioni fra i figli di Dio e di Satana.

La fame causata dalle rapine e dalle guerre maledette, volute senza giustificazione di indipendenze nazionali ma per sola ferocia di potere e superbia di demoni in veste d'uomini, sarà dovuta all'arresto, per volere di Dio, delle leggi cosmiche, per le quali il gelo sarà aspro e protratto, il calore bruciante e non mitigato da piogge, le stagioni invertite, perché avrete siccità nel periodo delle piogge e piogge alla maturazione delle messi.

Per cui, ingannati da subiti tepori o da insolite frescure, fioriranno fuori tempo gli alberi e si ricopriranno, dopo aver già generato, di nuovi inutili fiori che spossano la pianta senza frutto ‒ poiché ogni disordine è nocivo e conduce a morte, ricordatevelo, o uomini ‒ la fame tormenterà crudelmente questa razza proterva e nemica di Dio.




Gli animali, privi di fieni e di biade, di grani e di semi, periranno per fame, e per la fame dell'uomo saranno distrutti senza conceder loro il tempo di procreare. Uccelli del cielo, pesci, mandrie e greggi saranno assaliti da ogni parte per dare ai vostri corpi il cibo che la terra non partorirà più per voi che scarsamente.

Le mortalità create da guerre e pestilenze, da terremoti e nubifragi, precipiteranno nell'aldilà buoni e malvagi. I primi per punizione vostra che, privati dei migliori, sempre più peggiorerete, i secondi per punizione loro che avranno, prima dell'ora prevista, l'inferno per loro dimora.

La vittima preparata dal Signore per purificare l'altare della Terra profanato dai peccati di idolatria, di lussuria, di odio, di superbia, sarete voi, uomini che perirete a mille e a diecimila sotto la falce aguzza dei fulmini divini. Come erba falciata su un prato in aprile, cadrete gli uni sugli altri: i fiori santi mescolati a quelli velenosi, i morbidi steli mescolati ai pungenti rovi.

La mano dei miei angeli sceglierà e separerà i benedetti dai maledetti, portando i primi al Cielo e lasciando i secondi ai tridenti dei demoni per la pastura dell'inferno. Esser re o mendicanti, sapienti o ignoranti, giovani o vecchi, guerrieri o sacerdoti, non costituirà differenza e baluardo contro la morte. Il castigo vi sarà, e tremendo.

L'occhio di Dio sceglierà i destinati sollevando le "Luci" perché non soffrano più della caligine creata dagli uomini sottomessi e congiunti a Satana, levando le "tenebre" generatrici  di  tenebre perché possedute  dal  padre  delle  Tenebre: Satana.


"... l'uno sarà preso e l'altro lasciato..." (Lc. 17, 30-37)

L'occhio di Dio, che penetra nei palazzi, nelle chiese, nelle coscienze ‒ e non c'è sbarrame e ipocrisia che gli impedisca di vedere ‒ scruterà nel cuore della Chiesa: Gerusalemme di ora, scruterà nel cuore delle anime e scriverà il singolo decreto per gli ignavi, gli indifferenti, i tiepidi, i ribelli, i traditori, gli omicidi dello Spirito, i deicidi.

No, non pensate che Dio non vi farà né male né bene per le vostre opere. Io ve lo giuro, lo giuro a Me stesso, lo giuro per la mia Giustizia, lo giuro con triplice giuramento, Io vi farò del bene per il bene che farete e del male per il male da voi compiuto. Se a voi le immondizie della vostra vita da bruti fanno crosta agli occhi dell'anima per impedirle di vedere Dio, a Dio nulla fa velo.

Appesantirò la Mia mano su coloro che di esser nel fango si beano e che nel fango vogliono restare nonostante ogni invito ed ogni mezzo dato loro per uscirne. Diverranno  fango  nel  fango, poiché  del  fango  del  peccato  fanno  il  cibo  preferito dalla  loro  fame  impura.

Il giorno si avvicina, figli che avete rinnegato il Padre. Il tempo della Terra è lungo e breve nello stesso tempo.

Non era forse ieri che godevate di un onesto benessere dato dalla pace e dalle opere pacifiche frutto di pane e lavoro? Non era forse ieri, o voi che vivete in quest'ora tremenda, che fruivate della gioia familiare non smembrata e distrutta, la gioia dei figli intorno al desco del padre, del talamo: lo sposo presso la sposa, il padre curvo sui bimbi come maestro e amico?


Morgan Weistling

Ed ora? Dov'è tutto ciò? Rapido come uccello che vola in lidi lontani, quel tempo è passato. Era ieri... Ora vi volgete e vedete che il numero dei giorni, che l'orrore moltiplica con la sua sanguigna intensità, ve ne separa. Vi rifugiate nel ricordo, ma cumuli di macerie e distese di tombe distruggono la sua dolcezza con la realtà del presente.

Oh! uomini, uomini che insultate Dio con voci di bocca e di cuore credendovi lecito farlo, udite, uomini, la Voce di Dio, straziata e straziante, che già tuona sul mondo poiché non le giova parlarvi attraverso i suoi servi ed amici, e che vi annuncia l'ira Sua, e che vi chiama ancora, perché di punirvi ne soffre.

Prima che la cecità degli spiriti vostri sia totale, venite al Medico e alla Luce. Prima che il sangue sia tanto da diventare lago di morte, venite alla sorgente della Vita. Radunate le vostre misere capacità di amore e volgetele a Dio. L'Amore vi perdonerà per quelle briciole, avanzo delle rapine della carne e di Satana, che voi offrirete a Lui.

A Dio vanno date le primizie e la totalità dei beni. Ma posto che questo non avete saputo fare, o figli che mi siete costati la vita, date al Signore grande, pietoso, potente, quello che ancora vi resta. Nella vostra povertà di spirito, povertà non evangelica ma umana, strappatevi dal cuore l'ultimo pìcciolo, negate alla materia quel resto e datelo a Me.

So che a un mio diletto costa meno il sacrificio della vita, poiché l'Amore lo inebria, di quanto non costi a voi la donazione di un bacio. E per il vostro sforzo, inadeguato all'offerta, vi darò premio altrettanto inadeguato al dono. Ve lo darò, purché veniate.

Chi ben lavorò nell'ultima ora sarà ammesso al Regno come colui che resse l'aratro fino a cadere su di esso, dalla sua aurora alla sua anticipata sera. D'avere dimora diversa in Cielo non vi rammaricherete; là non sono le meschinità delle invidie umane.

Ma conquistate questo Cielo che ho creato per voi e che vi ho aperto con la morte di Croce (cfr. QUI; ndr). Venite al Signore prima che Egli venga su voi con la Sua maestà di Giudice.

Ai Miei diletti dico: restate nella via che avete scelta. Turbini e tempeste non potranno farvi perdere la mèta che Io Sono, il cui Cuore è aperto per ricevervi con il bacio dell'Amore più vivo.




Lasciate che cadano regni e popoli, e divenga cenere e maceria ciò che ora si crede potente e lecito per impartire leggi e dottrine... solo polvere stritolata dalla Volontà e dalla Legge di Dio.

Nel Mio breve regno sul mondo sarò Io che regnerò, Io e i resti del Mio popolo, ossia i fedeli veri, quelli che non hanno rinnegato il Cristo e ricoperto il Suo segno con la tiara di Satana. Cadranno allora le bugiarde deità dello strapotere, i dettami osceni rinneganti Iddio, Signore onnipotente.

La Mia Chiesa, prima che l'ora del mondo cessi, avrà il suo fulgido trionfo. Nulla è diverso nella vita del Corpo Mistico di quanto non fosse nella vita del Cristo. (Cfr. QUI e QUI; ndr).

Vi sarà l'osanna alla vigilia della Passione, l'osanna quando i popoli, presi dal fascino della Divinità, piegheranno il ginocchio davanti al Signore. Poi verrà la Passione della Mia Chiesa militante, e infine la gloria della Risurrezione eterna in Cielo.

O beatitudine di quel giorno in cui saranno finite per sempre le insidie, le vendette, le lotte di questa Terra, di Satana, della Materia! La Mia Chiesa, nel penultimo giorno, sarà allora composta di veri cristiani. Pochi come all'inizio, ma come allora santi. Finirà in santità come in santità cominciò.

Fuori resteranno i mentitori, i traditori, gli idolatri. Quelli che all'ultimo momento imiteranno Giuda e venderanno la loro anima a Satana nuocendo al Corpo mistico di Cristo. In essi la Bestia avrà i suoi luogotenenti per la sua ultima guerra.

E guai a chi in Gerusalemme, negli ultimi tempi, si renderà colpevole di tale peccato. Guai a coloro che in essa sfrutteranno la loro veste per utile umano. 

Guai a coloro che lasceranno perire i fratelli e trascureranno di fare della Parola che ho loro affidata pane per le anime affamate di Dio. Guai!

Io non farò differenza tra chi rinnegherà apertamente Iddio e chi Lo rinnegherà con le opere. 

E in Verità vi dico, con dolore di Fondatore eccelso, che all'ultima ora i tre quarti della Mia Chiesa Mi rinnegheranno e li dovrò recidere dal tronco come rami morti e corrotti da lebbra immonda.

Ma voi che rimarrete in Me, udite la promessa del Cristo. Attendetemi con fedeltà e amore ed Io verrò a voi con tutti i miei doni. Col dono dei doni: Me stesso. Verrò a redimere e a curare. Verrò ad illuminare le Tenebre, a vincerle e a fugarle.




Verrò ad insegnare agli uomini, ad amare e ad adorare il Dio eterno, l'Altissimo Signore, il Cristo santo, il Padre, il Figlio, lo Spirito di Sapienza. Verrò a portarvi non la pace di questo mondo, eterno distruttore della Pace, ma la Pace del Regno che non muore.

Esultate, o miei servi fedeli. Questo vi dice la bocca che non mente. Voi non avrete più a temere alcun male perché porrò fine al tempo del Male, anticiperò questa fine per pietà dei Miei benedetti.

Esultate soprattutto voi, miei amati di ora. Per voi, ancor più sollecito sarà l'Avvento cristico e il Suo abbraccio di gloria. Per voi già si aprono le porte della Città di Dio e ne esce il Salvatore vostro per venirvi incontro e darvi la Vita vera.

Ancora un poco, e per voi verrò. Come per Lazzaro, l'amico mio, io vi chiamerò uno ad uno: "Vieni fuori!". Fuori da questa vita della Terra che è tomba per lo Spirito incarcerato nella carne. Fuori! Nella Vita e nella libertà del Cielo.

Chiamatemi col vostro amore fedele. Esso sia la vampa che fonde le catene della materia e dà allo Spirito la libertà di venire presto a Me. Emettete la più bella invocazione scritta da uomo: «Vieni, Signore Gesù!»."

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it


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