venerdì 19 giugno 2015

L'ASPETTO ESOTERICO ATTESTA IL VERO SU MEDJUGORJE!



Tomasz Alen Kopera

Sebirblu, 18 giugno 2015

Gentili Lettori, 

in occasione di quanto il Papa ha esternato recentemente sulle apparizioni di Medjugorje, che hanno amareggiato moltissimo tutti coloro che da quel luogo hanno ricevuto soltanto del Bene, specialmente per la loro Fede rifiorita, ma talvolta anche per veri e propri miracoli di guarigione fisica, sento il dovere di esporvi quanto da me scoperto, intuitivamente, nel corso della mia ricerca spirituale.

Ogni evento che si manifesta sulla scena del mondo nasconde sempre un motivo esoterico che si inserisce in una trama più ampia di cause e di effetti e, in questo frangente, forma un immenso mosaico raffigurante la storia dell'Umanità e dell'intero Universo.

Non dimentichiamoci che Dio è Sapienza Assoluta e che, per questo, il "caso" non esiste MAI! Ma prima di iniziare a spiegarvi di cosa si tratta, premetto una piccola parte di ciò che ha riportato il quotidiano "la Repubblica" del 9 giugno 2015:




Papa Francesco sulle apparizioni: "Alla fede non servono veggenti"

Dopo il viaggio a Sarajevo, il Pontefice torna sull'argomento delle visioni nell'omelia a Santa Marta e pur senza mai citare Medjugorje parla di chi ha sempre bisogno di novità nell'identità cristiana e chi attende quelli che annunciano «la lettera odierna della Madonna»: "Non annacquate la fede cristiana in una religione soft".

Città del Vaticano.  ‒ Papa Francesco menziona ancora le apparizioni e i veggenti, criticando chi dimentica coloro che sono stati scelti, «unti»; quelli che hanno la «garanzia» dello Spirito.

Critica, con un interrogativo ironico, quelli che si chiedono: "Ma dove sono i veggenti che ci dicono oggi la lettera che la Madonna manderà alle 4 del pomeriggio?... Questa non è identità cristiana ‒ sottolinea il Papa ‒ L'ultima parola di Dio si chiama Gesù e niente di più".


Orbene, nel lontano 24 giugno 1981, giorno dedicato a San Giovanni Battista, appariva per la prima volta la Vergine Maria a sei giovani veggenti in un paesino tra i monti (Medjugorje vuol dire proprio questo) della Bosnia-Erzegovina.




Ma prima di proseguire debbo, necessariamente, fare una doverosa premessa affinché possiate avere un quadro più preciso mettendo al giusto posto ogni tessera del puzzle.

INDISPENSABILE PREAMBOLO

Il Vangelo di Matteo (17, 1-9) narra della Trasfigurazione del Cristo sul Monte Tabor:

"Sei giorni dopo, Gesù prese con sé Pietro, Giacomo e Giovanni suo fratello e li condusse in disparte, su un alto monte. E fu trasfigurato davanti a loro; il suo volto brillò come il sole e le sue vesti divennero candide come la luce. Ed ecco apparvero loro Mosè ed Elia, che conversavano con Lui... " [...]

Cominciamo col notare la presenza di questi tre apostoli che in molte occasioni evangeliche affiancavano la vita del Cristo come ad apporne un sigillo sostanziale.

PIETRO  ‒  rappresenta come sappiamo la Chiesa temporale, la Chiesa del Rito.

GIACOMO  ‒  è colui che ha fondato la Prima Chiesa di Gerusalemme tra la Comunità cristiana.

GIOVANNI ‒ ne è il Prosecutore, con l'instaurazione della Chiesa Mistica dopo il disfacimento di quella petrina.

Dallo schema seguente, formato da due triangoli opposti che delineano la Stella di David, ossia la discendenza davidica di Gesù, di Sua Madre e di Giuseppe, abbiamo l'emblema dell'avventura umana.

Il Triangolo con la punta rivolta in basso (con Pietro come fondamento in Roma che, inchiodato come martire alla croce, ha chiesto di essere girato a testa in giù), raffigura il Nuovo Testamento, ossia i due millenni di storia del Cristianesimo e l'inizio con Giovanni dell'ultimo periodo di mille anni, come descritto nell'Apocalisse.




Il Triangolo con la punta rivolta in su rappresenta il Vecchio Testamento, dalla Manifestazione dei Profeti (durata 4000 anni) fino all'avvento del Cristo-Amore e alla successiva possibilità di innalzamento dello Spirito, raffigurato dalla Trasfigurazione.

In totale 7 millenni: 4 per il tempo dei Profeti ‒ 2 per la Manifestazione Cristica ‒ 1 per gli ultimi mille anni come riportato nell'Apocalisse.

Sul Tabor, ai lati del Cristo splendente nella sua veste candida, appaiono Mosè ed Elia.

MOSÈ  ‒  emblema della PRIMA LEGGE data da Dio con i Dieci Comandamenti.

ELIA ‒ cioè GIOVANNI BATTISTA (nota), l'ultimo dei Profeti, ripresentatosi al momento opportuno per annunciare al mondo ‒ "la Voce che grida nel deserto" ‒ la "SVOLTA" portata dal Redentore a riscatto del genere umano, schiavo del Maligno sin dai tempi della Caduta; QUI e QUI.



La Trasfigurazione di Carl Heinrich Bloch

NOTA ESSENZIALE AL PROSPETTO COMPLESSIVO 

Dal Vecchio Testamento (2Re 2, 7-13) si legge che Elia e il suo discepolo Eliseo si fermarono al fiume Giordano. Elia prese il mantello, lo arrotolò e percosse con esso le acque, che si divisero di qua e di là; i due passarono sull'asciutto. Mentre passavano, Elia disse ad Eliseo:

«Domanda che cosa io debba fare per te prima che sia rapito lontano». Eliseo rispose: «Due terzi del tuo Spirito diventino miei». Quegli soggiunse: «Sei stato esigente nel domandare. Tuttavia, se mi vedrai quando sarò rapito lontano da te, ciò ti sarà concesso; in caso contrario non l'avrai».

Mentre camminavano conversando, ecco che un carro e cavalli di fuoco si interposero fra loro due. Elia salì nel turbine verso il cielo. [...] ed Eliseo non lo vide più. Allora questi strappò le proprie vesti in due parti, quindi raccolse il mantello che era caduto ad Elia (simbolo della Missione che passava da Elia ad Eliseo), e tornò indietro fermandosi sulle rive del Giordano.




Ora consideriamo il punto in cui Malachia (3, 23) profetizza: «Ecco, io invierò il Profeta Elia prima che giunga il giorno grande e terribile del Signore» ‒ ed è per questo che Pietro Giacomo e Giovanni chiedono al Cristo, di ritorno dal Monte Tabor dopo la Trasfigurazione: «Perché gli scribi dicono che prima deve venire Elia?»

In Mt. 11, 13-14, il Cristo dice: «Poiché tutti i profeti e la legge hanno profetizzato fino a Giovanni. Se lo volete accettare, egli è l'Elia che doveva venire».

E proseguendo in Mt. 17, 11-13, Gesù risponde alla loro domanda:

«Certo, Elia deve venire a ristabilire ogni cosa. Ma io vi dico: Elia è già venuto e non l'hanno riconosciuto; anzi, gli hanno fatto tutto quello che hanno voluto [...]». Allora i discepoli capirono che egli aveva parlato loro di Giovanni il Battista.

Come si vede, Gesù stesso attesta la reincarnazione di Elia nella persona di Giovanni Battista come annunciatore della Sua Venuta. Egli è anche l'ultimo dei Profeti.




Dunque, tornando al discorso di prima sullo schema dei triangoli, proviamo a tracciare un'ipotetica linea verticale da Elia fino a Giovanni nel triangolo inferiore e identifichiamo questi come quell'Eliseo sul quale, attraverso il "mantello" erano state trasfuse le Energie divine per il proseguimento della Missione.

Perciò Giovanni l'Apostolo che prima era Eliseo, il discepolo di Elia, con la sua investitura è diventato il Prosecutore della parabola Cristica.

Ricapitolando:

ELIA  =  GIOVANNI BATTISTA  =  IL PRECURSORE
ELISEO  =  GIOVANNI APOSTOLO  =  IL PROSECUTORE.

Quest'ultimo, come detto dal Cristo, doveva restare nel mondo fino al completamento dell'evoluzione umana e contribuire ad edificare la Nuova Chiesa Mistica sorta dalle ceneri dell'attuale, già in evidente declino:

"Or Pietro, voltatosi, vide che li seguiva il discepolo che Gesù amava, quello che durante la cena era reclinato sul petto di Gesù e aveva chiesto: «Signore, chi è colui che ti tradisce?». Al vederlo, Pietro disse a Gesù: «Signore, e di costui che ne sarà?». Gesù gli rispose: «Se voglio che lui rimanga finché io venga, che te ne importa? Tu seguimi!» (Gv. 21, 20-22)."

Tracciando adesso un'altra immaginaria linea verticale da Mosè a Giacomo, avremo rispettivamente:

La PRIMA LEGGE Mosaica, quella detta del Taglione ‒ "Occhio per occhio e dente per dente".

La SECONDA LEGGE che ha completato e superato la Prima, ossia quella dell'Amore e del Perdono instaurata dal Cristo ed  attuata da Giacomo con la nuova Chiesa di Gerusalemme.

Nello schema dunque:

MOSÈ   sta a   GIACOMO

come

ELIA = GIOVANNI BATTISTA    sta ad   ELISEO = GIOVANNI APOSTOLO.




IL NESSO ESOTERICO CON MEDJUGORJE

La Chiesa di S. Giacomo, ormai famosa in tutto il mondo, è stata edificata in ben 35 anni per mezzo di immensi sacrifici da parte della comunità locale, ma il fatto straordinario è che quando l'architetto la progettò (un frate francescano) e dette inizio ai lavori di costruzione, ci fu chi disse che era troppo grande e sproporzionata per un villaggio (Medjugorje) così piccolo.

Ma l'architetto francescano ribatté, profetizzando il futuro: "Verrà il giorno in cui questa Chiesa non riuscirà a contenere i fedeli che verranno qui dai quattro angoli della Terra". E così è stato.

LA  VERGINE MARIA  
è  apparsa  la  prima  volta  a  Medjugorje  il  24 giugno 1981, 
giorno di SAN GIOVANNI BATTISTA, 
sul Monte Podbrdo, nella circoscrizione della 
Parrocchia di SAN GIACOMO, 
e già così, per chi ha gli occhi per vedere, 
prendiamo atto che un disegno straordinario voluto dal Cielo 
ha iniziato a manifestarsi.

(Cfr. il Triangolo interno nello schema soprastante)

Ma ciò che risulta veramente incredibile è la strana "coincidenza" dei nomi dei sei veggenti:

VICKA IVANKOVIĆ  ‒  il cognome significa GIOVANNI

MIRIJANA DRAGIČEVIĆ  ‒  il nome significa MARIA

MARIJA PAVLOVIĆ ‒  il nome significa MARIA

IVAN DRAGIČEVIĆ  ‒  il nome significa GIOVANNI

IVANKA IVANKOVIĆ ‒  il nome e il cognome significano entrambi GIOVANNI

JAKOV ČOLO  ‒  il nome significa GIACOMO

Per concludere, aggiungo che il Cristo rivolgendosi a Sua Madre e a Giovanni che erano ai piedi della Croce disse:

"Donna, (non usa il termine Madre ma Donna, sigillando così il rapporto fra Dio e Creatura) ecco Tuo Figlio!" (Riferendosi a Giovanni che, rimanendo nel Tempo, rappresentava tutta l'Umanità).

E rivolto a Giovanni aggiunse:

"Figlio, ecco tua Madre!" (Gv. 19, 26-27).

Eredità sublime! In quell'attimo il Cristo affidava a Maria Santissima tutta l'Umanità della quale diventava Madre-Spirito e, nel contempo, chiedeva a Giovanni-Umanità di prendersene cura e considerarla come Madre.



William Dyce  (1806 - 1864)

Tanto è vero che l'Apostolo la condusse con sé ad Efeso per il resto dei suoi giorni, mentre suo fratello Giacomo fondava la Prima Chiesa tra i discepoli di Cristo a Gerusalemme.

Come si vede, è come se la Sapienza Divina avesse voluto apporre il Suo Sigillo sulle apparizioni di Medjugorje, checché ne dica la Chiesa di Roma e il suo attuale Pontefice che, a mio avviso, potrebbe anche esimersi dai suoi commenti sarcastici che denigrano lui agli occhi di tutti e rattristano molto coloro che invece sperano ancora in un suo positivo pronunciamento ufficiale.


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