sabato 31 gennaio 2015

Perché il Dolore? Va affrontato o bandito?




Sebirblu, 31 gennaio 2015

Non cercate risposte al perché del dolore presso medici, scienziati o sacerdoti! Non ve le potranno dare... a meno che non ne siano stati colpiti essi stessi ed abbiano cominciato a cercare nelle profondità dell'Essere.

"Infatti la Scienza non ha capito che la sofferenza ha una funzione fondamentale di equilibrio nell'economia della vita e che come tale non si può eliminare [...] perché risponde ad un vasto ordine di causalità in cui bisogna rintracciare le spinte prime e lontane.

E queste sono nella sostanza degli atti umani, nella natura individuale, e quindi fintanto che l'uomo non saprà compiere lo sforzo di superare sé stesso, il dolore sarà parte integrante della sua vita con funzioni evolutive fondamentali." (Tratto da «La Grande Sintesi» di Pietro Ubaldi).

In questa nostra società rimasta ancora primitiva nei suoi valori sostanziali, il dolore è quella presenza che bisogna estirpare a tutti i costi.

La Legge di Causa e d'Effetto, chiamata in oriente «Karma», è quasi completamente sconosciuta e, più grave ancora, non viene per nulla considerata dalle Chiese cristiane.

La Croce portata dal Cristo, emblema del dolore, sembra non abbia più nulla da insegnare al mondo, tutto preso dagli egoismi ed interessi personali, noncurante ed incosciente, scaltro e profittatore.




Proprio quella Croce, invece, dovrebbe far riflettere che nessuna esistenza è priva di patimenti e di affanni, e tutto questo per il raggiungimento di qualcosa a cui non si pensa: l'Evoluzione. (Per approfondire QUI).

La stessa Scienza materialista è tutta proiettata alla sua eliminazione, senza curarsi di studiarne le cause, se non in chiave esclusivamente fisica. Tutto questo razionalismo non vede purtroppo le connessioni più semplici e spontanee.

Il tramando annuncia che "Chi semina vento raccoglie tempesta" (Osea 8,7). L'essere umano, rimasto agli istinti primordiali del furto e della guerra, provoca con il suo comportamento una reazione proporzionata alla causa che innesta, e l'effetto ricadrà inesorabilmente su di lui.

Gesù nel Vangelo più volte dice: "Va e non peccare più affinché non ti accada di peggio", mettendo chiaramente in evidenza il rapporto tra il movente e la conseguenza relativa.


"Va, e non peccare più affinché non ti accada di peggio" Gv. 5,14 

Mentre l'Ubaldi (per conoscerlo meglio QUI) ancora scrive:

"[...] Le verità vengono elargite, ma lo sfruttamento degli ideali è vecchio quanto l'uomo e la società è abituata a considerarli come menzogne.

[...] Di fronte alle tante esposizioni di cose elevate vi è la propria miseria morale e materiale, cosicché esse sono retorica, e questa nostra è la realtà che accetta come vero quello in cui tutti credono: la festa del proprio ventre e la vittoria con qualunque mezzo.

La parola resterà al dolore, unico eterno martellatore di destini e forgiatore di anime [...].

Per avviarsi alla soluzione del problema è basilare il perfezionamento morale, il compimento della maturazione biologica dell'uomo; è necessario salire con Cristo sulla Croce e rifare sulle basi dell'Amore la vita individuale e collettiva.

È indispensabile saper ritrovare nella sofferenza una forza amica di cui si comprendono cause e finalità, utilizzandola per la propria Ascensione.

Il dolore è l'imprescindibile fatica per evolversi, l'essenza e la ragione della vita; contiene il germe della sempre più alta felicità che l'uomo deve guadagnarsi. Questi equilibri sono insopprimibili e necessari al respiro dell'Universo".

A questo punto la società replica: "Fin qui tutto è logico! Ma come imputare ad un bambino che soffre di tumore o di violenze, un qualsiasi comportamento scorretto o colpevole?" Nessuna madre può essere consolata dicendole: "Abbi fede! Anche il Cristo ha sofferto sulla Croce!"

Già! Ma con quale criterio soprannaturale viene scelto a «caso» un bambino piuttosto che un altro? La tanto decantata Giustizia Divina dove sarebbe? Non è più coerente ammettere, indagando a fondo, che quell'Anima abbia provocato la reazione in una vita vissuta male in precedenza?

Nel Vangelo abbiamo vari fatti che riportano a questa Verità, eppure non la vogliamo vedere!


Jacques  Joseph  Tissot,  detto James  1836-1902

"Ma Io vi dico: Elia è venuto e non l'hanno riconosciuto [...]. Allora i discepoli compresero che aveva parlato loro di Giovanni Battista." Mt. 17, 12-13.

Lo stesso Matteo riporta un'altra precisazione di Gesù sul medesimo soggetto: 

"Poiché tutti i profeti e la Legge hanno profetato fino a Giovanni. E se lo volete intendere, egli è quell'Elia che doveva venire. Chi ha orecchi oda!" Mt. 11, 13-14.

E ancora in Gv. 9, 1-41 troviamo: - E (Gesù) passando vide un uomo cieco sin dalla nascita ed i Suoi discepoli Gli domandarono: "Rabbi chi ha peccato, lui o i suoi genitori perché lui nascesse cieco?"

Come si vede, tale domanda conferma la credenza nel concetto reincarnativo, ossia un'azione disarmonica dal conseguente effetto «boomerang» ricadente sullo stesso individuo. E più avanti, nell'identico brano, al versetto 34, c'è scritto: "[...] Sei nato interamente nel peccato e vuoi insegnare a noi?"


Gesù e il cieco nato di Simon Dewey

Lo stesso S. Agostino nelle sue "Confessioni" esclama:

"Dimmi, Signore Misericordioso, se mai la mia infanzia sia succeduta a qualche altra esistenza ormai morta; forse quella che vissi nel grembo della madre mia? E prima di codesto periodo, oh mio Dio e mia dolcezza, fui in qualche luogo, fui qualcuno?" Libro I, cap.VI.

Ritornando dunque al tema centrale dell'argomento «dolore», possiamo constatare che non può essere disgiunto, per una questione di logica, dalla reincarnazione.

Rimarrebbero altrimenti insoluti molti quesiti e bisognerebbe rifugiarsi, come fa la Chiesa, nel mistero più profondo, senza poter dare spiegazioni credibili a nessuno.

Infatti essa l'ha negata con un decreto definitivo nel 553 d.C. sotto l'imperatore Giustiniano (II Concilio di Nicea e V in generale), quando fu dato l'ostracismo ad Origene  per  eresia.

Egli fu il più grande Padre della Chiesa, conosciuto in Alessandria e in tutta l'area mediterranea per la sua erudizione, profonda ed illuminata Conoscenza spirituale e somma sensibilità.

Il testo della sentenza che avrebbe per sempre oscurato la Luce della Verità fu questo: "Se qualcuno difende la fantomatica preesistenza delle Anime e la mostruosa  restaurazione  che  ne  segue,  su  di  lui  sia  anatema".

Per l'esattezza, la controversia iniziò nel 325 d.C. (sotto l’imperatore Costantino, epoca del I Concilio di Nicea) basata sugli scritti di Origene che era trapassato soltanto  nel  254  d.C.


Costantino - 1° Concilio di Nicea - 325  d.C.

Concludendo, è l'Anima che nel momento in cui decide di ritornare ad avere un corpo fisico, per esigenze evolutive, sceglie per sintonia vibrazionale l'ambiente, i genitori e le prove da superare più o meno dolorose, tutte però proporzionate al suo grado di sopportazione.

Richiesta che viene effettuata in rapporto a "debiti" o "errori" passati che la porteranno a livelli successivi di espansione spirituale, a più ampi orizzonti di pensiero, sino al definitivo "Ritorno a Casa".

Ecco dunque, in sintesi, la funzione del dolore ed il suo percorso:

Errore–Dolore–Espiazione–Evoluzione–Ascesa–Catarsi (o purificazione totale), e definitivo  rientro  al  Punto  d'Origine  dopo  la  Caduta  iniziale.

Finalmente l'Anima, dopo tanto ed affannoso peregrinare, termina così la sua estenuante fatica e raggiunge di nuovo l'Armonia del Tutto, dalla quale era partita da tempi immemorabili.


giovedì 29 gennaio 2015

La Cabala dietro le stragi di P. Fontana e Bologna




Sebirblu, 29 gennaio 2015

Gentili Lettori, ho deciso di tradurre questo articolo, in quanto penso che molti giovani non avendo vissuto e quindi nemmeno approfondito la conoscenza sui travagliati "anni di piombo" che hanno devastato l'Italia il secolo scorso, debbano doverosamente averne un quadro d'insieme.

Certo, il testo è molto sintetico, ma è sufficiente per far comprendere la continuità tragica che tuttora persiste e incombe sull'intera Umanità, purtroppo ancora restia a rendersi conto dell'incubo infernale in cui è immersa.


L'Attacco Terrorista Francese - Immagine parziale a rispetto dei lettori - di Deesillustration.com

La gran parte degli atti terroristici 
sono perpetrati dallo Stato

Henry Makow, 18 gennaio 2015

Gli attacchi sotto falsa bandiera come quello di Charlie Hebdo devono essere posti nel contesto di una serie di azioni terroristiche omicide in Europa occidentale nel corso degli anni 1950-1990.

Queste ondate di terrore furono provocate dalle agenzie di intelligence dei paesi NATO, che sono tutte al servizio degli Illuminati.

Il programma chiamato: "Operazione Gladio", creò l'illusione di una minaccia comunista, esattamente come i "Terroristi Islamici" sponsorizzati dalla CIA e dal Mossad, ai giorni nostri.

Gli attacchi criminali sotto falsa bandiera servono da pretesto alla creazione di uno stato poliziesco mondiale (giudeo-massonico) della Cabala.

I retroscena dell'Operazione Gladio cominciarono ad emergere in Italia nel '90, dopo più di 40 anni di azioni clandestine.




Alcuni membri del progetto rivelarono che programmi simili esistevano nella maggior parte dei paesi, se non tutti, dell'Europa Occidentale. Queste reti oscure erano implicate in attività anticomuniste incluse delle agitazioni antidemocratiche ed atti terroristici sotto falsa bandiera.

[Avevano la qualifica di "stay behind" (QUI) perché avrebbero dovuto condurre una guerriglia nel caso di invasione comunista.]

Nella sua opera uscita nel 2004, "Le Forze Armate Segrete della NATO", con tutta probabilità il libro più ostentatamente ignorato dai media, Daniele Ganzer dimostra che il terrorismo diretto contro il popolo dagli eserciti segreti finanziati e gestiti dalla NATO rende conto soltanto ai livelli più alti di tale Organismo, come a quelli del MI6 e della CIA, piuttosto che ai rispettivi governi.

Per di più, queste ricerche hanno avuto la convalida dalle inchieste giudiziarie in Italia, in Svizzera e in Belgio e sono state anche oggetto di dibattito (e di condanna) al Parlamento europeo.

Lo scandalo è nato in Italia nel 1984, quando un giudice italiano, Felice Casson, riaprì il dossier dell'auto-bomba di Peteano, nel 1972, e scoprì una serie di anomalie nell'indagine iniziale.

L'atrocità che era stata attribuita originariamente alle Brigate Rosse, era in effetti stata opera di un'organizzazione di estrema destra chiamata Ordine Nuovo.

Inoltre, in base alla scoperta nel 1972 vicino a Trieste di un deposito occulto d'armi contenente esplosivi di tipo C4, identici a quelli che erano stati utilizzati nell'attentato suddetto, l'inchiesta di Casson rivelò che l'attacco in questione era stato perpetrato dai servizi segreti militari, il SID (Servizio Informazioni Difesa), in collaborazione con Ordine Nuovo.




L'obbiettivo era di addossare la responsabilità dell'azione criminosa all'estrema sinistra militante delle Brigate Rosse. Il terrorista di estrema destra, Vincenzo Vinciguerra, fu arrestato e condannato, poi confessò di avere posizionato la bomba.

L'investigazione del giudice Casson rivelò pure che l'attentato di Peteano era la prosecuzione di una serie di crimini efferati che presero il via nel Natale 1969, il più conosciuto dei quali fu quello di Piazza Fontana a Milano, che uccise 16 persone e ne ferì 80.

Questa campagna di terrore culminò il 2 agosto 1980 con l'esplosione di un'enorme bomba nella sala d'attesa della stazione di Bologna che causò 85 morti e 200 feriti. Fu uno dei più grandi attacchi terroristici dei tempi moderni nell'Europa continentale.


La strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980

La Strategia della Tensione

Nel corso del suo processo, Vincenzo Vinciguerra rivelò che, oltre al fatto di screditare i gruppi politici di estrema sinistra, esisteva uno scopo più oscuro dietro gli attentati, ossia provocare un clima di paura tra le masse.

Tutto ciò era definito con il termine «Strategia della Tensione», perché aveva l'obbiettivo di generare un'atmosfera di terrore che avrebbe spinto la gente a fare appello al governo per proteggersi.

Vincenzo Vinciguerra durante il processo dichiarò: "Bisognava attaccare dei civili, la popolazione, donne e bambini, degli innocenti, degli sconosciuti lontani da ogni preoccupazione politica.

La ragione era molto semplice, perché mirava a fare in modo che le persone e tutto il popolo italiano si rivolgessero allo Stato per garantire la propria sicurezza."

In un documentario della BBC vengono descritti gli obbiettivi nella maniera seguente: «Destabilizzare al fine di stabilizzare... » «Provocare tensione nei paesi per promuovere delle tendenze politiche e sociali reazionarie, conservatrici... »

Nel 1990, il giudice Casson ricevette l'autorizzazione del Presidente del Consiglio, Giulio Andreotti, di proseguire le sue ricerche negli archivi dei servizi segreti militari italiani, il SISMI (Servizio Informazioni Sicurezza Militare), dove scoprì la prova dell'esistenza della rete Gladio e i suoi legami con la NATO e gli Stati Uniti.


Sede della NATO

Come rivelato da Andreotti, l'esercito segreto Gladio era molto ben armato. L'equipaggiamento fornito dalla CIA era celato in 139 nascondigli attraverso tutti i paesi, nelle foreste, nei campi, e persino sotto le chiese e i cimiteri.

Secondo le spiegazioni dello stesso, i depositi di Gladio includevano: «Armi da pugno, munizioni, esplosivi, granate, coltelli e daghe, mortai da 60 mm, parecchi fucili, emittenti radio, binocoli ed altri attrezzi vari... »

Lo Scandalo si propaga

Nell'ottobre del 1990, il Primo Ministro greco, Andreas Papandreou, confermò l'esistenza di una rete Gladio in Grecia. In Germania, un programma televisivo rivelò come vecchi membri delle Forze Speciali SS di Hitler avessero fatto parte di una rete tedesca dell'Ombra.

Il Parlamento belga formò un comitato speciale per un'indagine sulla veridicità – confermata dal Ministro della Difesa – di una rete Gladio belga.

In Turchia, l'anziano Primo Ministro Bulent Ecevit andò ancora più lontano, ammettendo che un esercito segreto era stato implicato in atti di tortura, massacri, assassini e colpi di stato ed inducendo il Ministro della Difesa dell'epoca a dichiarare: «Ecevit avrebbe fatto meglio a tenere la bocca chiusa!»

In tutto, dodici paesi dell'Unione Europea ne furono coinvolti e il 22 novembre 1990 il Parlamento relativo iniziò un dibattito sul problema.

L'avvio fu dato dal parlamentare greco Ephremidis:

"Signor Presidente, il sistema Gladio ha condotto le sue operazioni durante quattro decenni sotto nomi diversi.

Ha agito clandestinamente, e noi possiamo attribuirgli tutti i tentativi di destabilizzazione, gli atti provocatori e le continue azioni terroristiche che hanno avuto luogo nei nostri paesi nel corso di tutto questo tempo."


Parigi - 11 gennaio 2015.  La marcia dei capi di stato e di governo (sic!) contro il terrorismo.

Ephremidis criticò aspramente l'intera rete occulta: "Il fatto è che fu introdotta dalla CIA e dalla NATO, le quali con la pretesa di difendere la democrazia non facevano altro, in realtà, che minarla e utilizzarla per i loro propri scopi malefici... "



lunedì 26 gennaio 2015

A Te... che soffri di Solitudine e di Depressione




Anima cara,

..... sì, proprio Tu, che soffri di solitudine e di depressione costanti, ascolta quello che ti giunge quale soccorso all'arsura che ti brucia il cuore.

Tu sei un Essere speciale perché Scintilla Divina che vibra nell'Universo. Non sei inutile! Anche se il tuo sé personale suggerisce subdolamente che tu sia un fallimento.

Ogni creatura vivente è indispensabile a tutto il complesso che la circonda e senza di lei, piccola vite in un immenso ingranaggio, l'insieme sarebbe compromesso.

Coraggio! La cosa più urgente per te ora, è di conoscere meglio te stessa.

"Dio è presente e dimora sostanzialmente in qualsiasi Anima, anche in quella del più grande peccatore di questo mondo" - scrive San Giovanni della Croce nell'opera: "Salita al Carmelo".




Mentre Amadeus Voldben nel suo libro "La Presenza Divina in noi" a pag. 105 dice:

"In verità l'esistenza umana è come un andare nell'oscurità della notte fra i sentieri tortuosi che abbondano nelle vie degli uomini. È arduo trovare la via giusta a causa del nostro scarso discernimento e della nostra ignoranza che è la vera tenebra.

Inoltre, spesso si smarrisce la via quando le passioni imperversano. Senza una luce che orienti, è impossibile procedere con sicurezza, poiché il cammino non solo è poco agevole, ma più spesso è pieno di ostacoli, di triboli e di spine.

Le piccole luci che guidano sono spesso soltanto delle lucciole che si accendono e si spengono, ma non danno una vera Luce. Per questo si brancola senza scopo, ignorando la Meta.

L'inganno delle false luci può condurre a precipizi. Le fate morgane dell'io della personalità, che fanno balenare immagini di traguardi ambiziosi, fatti solo di egoismi, conducono verso direzioni sbagliate con enormi danni e dolorosi ricominciamenti su cammini impervi.

La sola Luce che porta alla destinazione giusta è quella che emana dalla parte più elevata di noi stessi, quella dell'Io spirituale che è la Presenza Divina in noi.

Soltanto Essa va seguita senza incertezza. L'altra, quella della personalità, va scartata o attentamente vagliata."



Il Loto si fa strada, attraverso l'acqua, dal limo alla luce del sole...
Per questo è il simbolo emblematico del Risveglio Interiore.

Dunque, anche se tu non lo sai, Dio, l'Altissimo, vive in te e con te condivide ogni cosa. Ma se tu non Gli chiedi nulla, aspetta pazientemente che ti rivolga a Lui in piena fiducia. "Pulsate et aperietur vobis" (Bussate e vi sarà aperto).

Il Signore sa quello che è necessario per te, come per tutti noi, quindi non ti aspettare che esaudisca i tuoi desideri se questi non sono in linea con i Suoi disegni, per una tua maggiore evoluzione e per il tuo bene che, per ora, non puoi capire.

A questo punto qual è allora la domanda principale da porGli?

"Signore, fatti scoprire da me, aiutami a trovarTi!" D'altra parte, rispettivamente in Mt 11, 28 e in Gv. 15, 5 Lui ci dice: "Venite a Me, voi che siete affaticati e stanchi ed Io vi consolerò" e "...senza di Me voi non potete far nulla".




Due punti basilari che, senza indugi, ci sospingono ad agire. Se noi stiamo male andiamo da Lui! Anche perché senza di Lui non possiamo risolvere niente.

Sappi cara Anima... che se ti lasci prendere dalla disperazione e dallo sconforto, la tua situazione peggiorerà sempre più, perché c'è una legge che attrae a sé, per sintonia, vibrazioni analoghe.

Quindi come una calamita, tu attirerai inevitabilmente pensieri sempre più negativi che alla fine potrebbero annientarti. (Vedi QUI).

Dio, come sappiamo, ha tre Virtù chiamate Teologali: Fede, Speranza e Carità (che è l'Amore) e se tu, come è vero, sei una Sua piccola particella, vuol dire che in te ci sono anche la fede, la speranza e la carità, seppur in maniera relativa e non assoluta.

Ridesta dunque, con volontà ferrea, chiedendo a Lui l'aiuto, quella Scintilla che vive in te, in modo che lo Spirito, unico Sovrano, possa prendere in mano la situazione e farti uscire dal gorgo nel quale ti trovi.

Vittorio Alfieri pronunciò un giorno quella fatidica frase che diceva: "Volli, sempre volli, fortissimamente volli!" Nulla è impossibile ad un'Anima determinata in se stessa!

Abbi fede! Ora, può darsi che tutto ti appaia difficilissimo, ma devi sapere che Dio è Bontà Infinita e l'ha dimostrato duemila anni fa sacrificandosi ed immolandosi sulla Croce anche per te!

Lui è l'Amore per antonomasia ed anche questo scritto che stai leggendo (ti sembrerà strano) te lo manda Lui, perché ogni cosa nel Cielo e sulla Terra è retta dalla Sapienza Assoluta e nulla, ma proprio nulla è dovuto al caso.




Nessuno di noi è solo! Purtroppo però spesso si è convinti di esserlo e così ci precludiamo una nuova vita fatta di serenità e di opportunità diverse, perché come si dice: "Il sereno viene dopo la tempesta".

Auguro dunque a te, Anima cara, una ripresa completa delle tue facoltà intellettive e spirituali che ti porteranno indubbiamente alla vittoria sulle basse forze disgreganti e distruttive del tuo io inferiore.

Che lo Spirito si risvegli finalmente e riprenda la Sua Signoria legittima, perché noi non siamo stati creati per la Terra ma per gli infiniti ed eterni spazi del Cielo come giustamente scrisse il nostro sommo Poeta:

"Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza". (da La Divina Commedia - Inferno, canto XXVI).

Che Dio ti benedica e ti protegga!

                                                                                                                        Sebirblu


venerdì 23 gennaio 2015

La Vita durante il Sonno e l'Uscita dal Corpo


Dorian Vallejo

Sebirblu, 23 gennaio 2015

Chissà quanti fra voi, Lettori cari, hanno sperimentato almeno una volta il fatto di trovarsi fuori dal corpo fisico e poi non hanno avuto il coraggio di dirlo a nessuno pensando di passare per pazzi. 

Ebbene, questo articolo può risultare utile non solo a voi, nel caso aveste ancora qualche dubbio sull'accaduto, ma soprattutto a coloro che sono ancora totalmente digiuni della realtà spirituale che affianca e compenetra continuamente quella fisica.

D'altra parte, è ormai giunto il momento di prendere contezza della nostra vera natura e comportarci di conseguenza, se vogliamo davvero che questo mondo migliori e cambi radicalmente!    


Josephine Wall

La Vita durante il sonno e l'Uscita fuori dal corpo

Quando un uomo si addormenta, i suoi principi superiori si ritirano dal suo organismo con il veicolo astrale; il corpo fisico e il corpo eterico restano sul letto, mentre il corpo astrale fluttua nell'aria al di sopra di essi. (Per approfondimenti QUI e QUI).

Durante il sonno l'uomo usa il corpo astrale al posto di quello fisico, perché solo quest'ultimo è dormiente, non necessariamente l'individuo stesso.

Abitualmente il corpo astrale separato dal corpo fisico ne conserva la forma, per cui la persona è facilmente distinguibile da tutti coloro che la conoscono fisicamente.

Nel caso di un uomo poco evoluto, egli può essere tanto addormentato nel corpo astrale quanto in quello fisico, avendo solo un minimo di coscienza spirituale.

È incapace di allontanarsi dal suo veicolo di materia che riposa e se qualcuno tentasse di indurlo a farlo probabilmente si sveglierebbe subito in preda a grande paura.

Il suo corpo astrale è una massa quasi informe, una nube vagamente ovoidale, con contorni irregolari e mal definiti che ondeggia pigramente al di sopra del corpo fisico immerso nel sonno; l'insieme è oscuro ma sempre riconoscibile.

La situazione cambia quando l'individuo è maggiormente sviluppato, perché l'aspetto interiore si presenta più delineato e distinto essendo una riproduzione fedele del veicolo fisico.

Un uomo di questo tipo non è incosciente nel suo corpo astrale, anzi è molto dinamico nel pensiero. Tuttavia, può accadere che non ponga la dovuta attenzione a ciò che lo circonda e questo avviene perché è talmente assorbito nella sua attività mentale da non vedere nulla.

Qualunque siano stati i suoi pensieri durante la giornata, generalmente non li interrompe allorché si addormenta, ed è circondato da un muro così denso di sua propria costruzione (le forme-pensiero, QUI; ndr) da non accorgersi per niente di quanto lo circondi.

Occasionalmente, un violento urto arrivato dall'esterno o qualche forte desiderio proveniente dall'interno lacerano la cortina di nebbia e gli consentono di ricevere un'impressione precisa. Ma anche così, la barriera si ricostruisce subito ed egli continua a sognare senza vedere alcunché.


Christophe Vacher

Nel caso di un uomo ancor più evoluto, quando l'involucro fisico dorme, il suo corpo astrale, ben definito e organizzato, ne esce, ed egli conserva tutta la sua coscienza, servendosene come di un veicolo, assai più comodo del corpo fisico.

Un tale uomo è del tutto consapevole e può spostarsi liberamente e con grande rapidità a qualsiasi distanza, senza turbare il suo organismo nel sonno. Può congiungersi ad amici, incarnati o disincarnati, scambiare con loro delle idee, sempre che anch'essi siano svegli sul piano astrale.

Può incontrare persone più progredite di lui e ricevere da esse avvertimenti e istruzioni, ma può aiutarne altre meno evolute, ed è soggetto ad ogni specie di influenze, buone o cattive, confortevoli o deprimenti.

Ha la possibilità, inoltre, di stringere amicizia con individui abitanti in altre parti del mondo; assistere a conferenze o tenerne, e se si tratta di uno studioso, può incontrarne altri e con loro scambiare pareri e concetti che si presentano difficili sul piano terreno.

Un medico, per esempio, durante il sonno può studiare e supervisionare dei casi che lo interessano in modo speciale, ed acquisire così nuove nozioni che potranno giungere alla sua coscienza di veglia sotto forma di intuizione.

Il mondo astrale è la patria delle passioni ed emozioni e coloro che vi si abbandonano possono sperimentarle con una potenza e un'acutezza fortunatamente sconosciute nell'ambito fisico.

Di conseguenza, sentimenti come affetto o devozione vi risultano di gran lunga più intensi e profondi, ma anche le eventuali sofferenze aumentano di pari passo. Tutto questo, però, può essere agevolmente dominato dalla mente e in un istante allontanato con la volontà.

Raggiungere la piena consapevolezza nel corpo astrale significa aver compiuto notevoli progressi. Quando poi un uomo sia riuscito a gettare un ponte sull'abisso che separa le due dimensioni, i giorni e le notti non esistono più per lui, poiché egli vive una vita la cui continuità non è mai interrotta.




Gli spostamenti del veicolo astrale sono così rapidi che lo spazio e il tempo sono praticamente superati. In circa tre minuti si può fare il giro della Terra.

Un individuo che si addormenta con la ferma intenzione di compiere un certo tipo di lavoro spirituale, certamente si impegnerà ad attuarlo durante il sonno appena sarà libero dal suo corpo grossolano.

Terminata la sua opera, probabilmente l'offuscamento dei suoi pensieri egocentrici si ricostruirà di nuovo, a meno che egli sia abituato ad intraprendere altre azioni quando si muove al di fuori del cervello fisico.

Ciascuno di noi dovrebbe prendere ogni sera la decisione di fare qualcosa di utile sul piano astrale: confortare qualcuno che sia afflitto, utilizzare la volontà per infondere forza ad un amico debole o ammalato, calmare una persona eccitata o isterica oppure prestare altro servizio del genere.

È assolutamente certo che se ne ottiene un risultato, e se l'aiutatore osserva con attenzione, riceverà sul piano fisico dei segni che mostreranno l'efficacia del suo intervento.

È molto forte la necessità di soccorritori astrali: ogni aspirante può essere ben sicuro che non appena egli sarà ritenuto adatto, il suo risveglio non verrà ritardato di un solo giorno.

Constatiamo dunque che la vita di veglia e quella durante il sonno costituiscono in effetti un'unica esistenza.

Nel corso dell'addormentamento se ne ha coscienza avendo presente i due aspetti, e questo accade perché la memoria astrale include quella fisica, ma non sempre quest'ultima mantiene il ricordo delle esperienze vissute spiritualmente.




La discontinuità di coscienza tra i due piani è dovuta sia alla mancanza di sviluppo del corpo astrale, sia all'assenza di un minimo legame eterico tra il corpo astrale e il corpo fisico denso.

Questo legame è costituito da un tessuto a trama stretta di materia atomica, attraverso il quale le vibrazioni devono passare; esso produce un istante d'incoscienza simile ad un velo fra il sonno e la veglia.

Talvolta, nel momento del risveglio si prova una vaga sensazione di aver fatto delle esperienze ma senza averne un ricordo preciso. Ciò vuol dire che se ne è avuta consapevolezza, ma il cervello non è stato sufficientemente ricettivo per registrarne la memoria.

Altre volte l'uomo, nel suo veicolo astrale, può riuscire ad impressionare temporaneamente il corpo eterico e quello fisico tanto da conservarne il ricordo, ma questo viene di solito provocato da lui stesso quando necessita di tenere a mente qualcosa che ritiene importante.

Pochi esseri, allorquando agiscono nel corpo astrale, si preoccupano di sapere se al risveglio se ne rammenteranno o no, e quasi sempre non amano ritornare nel corpo fisico. Questo rientro dà una sensazione limitativa, come l'avvilupparsi in un mantello spesso e pesante.

Con il passare del tempo, le persone più sviluppate ed evolute costruiscono un ponte eterico tra il piano fisico e quello astrale, in modo che risulti una perfetta continuità di coscienza fra le due dimensioni.

Per tali individualità, la vita cessa di presentarsi come una successione di giorni consapevoli e notti d'oblio, ma diventa un "continuum" e la memoria dell'esperienza notturna, costante.

Vi sono poi fatti che impressionano così vivamente il corpo astrale da imprimersi anche sul cervello fisico come avviene per le acquisizioni nuove di qualsiasi tipo che daranno le risposte a quesiti o a problemi presenti nella vita di veglia. Ecco perché si dice che "La notte porta consiglio".




Ma affinché questo si produca è necessario, prima di addormentarsi, dirigere il pensiero verso la questione che si desidera risolvere in modo da "preparare il terreno" affinché la soluzione giunga a noi nitida e precisa, tanto da ricordarcela al risveglio.

La vita durante il sonno, inoltre, viene considerevolmente modificata in seguito allo sviluppo mentale.

Ogni impulso inviato dalla mente al cervello fisico deve passare attraverso il corpo astrale, e siccome la costituzione energetica di quest'ultimo è molto più sensibile alle vibrazioni-pensiero di quella cerebrale, ne viene maggiormente influenzato.

Pertanto, se si desidera progredire celermente nella padronanza di sé sul piano astrale, è indispensabile imparare a controllare la mente e i pensieri, aiutandosi anche con la concentrazione, in modo da diventarne i padroni e non i servi.

Generalmente, quanto più il cervello sarà educato a rispondere ad impulsi mentali ben guidati, tanto più verrà facilitato il legame tra la coscienza fisica e quella astrale.

Occorre perciò che il cerebro diventi sempre più uno strumento obbediente all'uomo e funzionante sotto il dominio della sua incondizionata volontà.

Relazione adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Estratto dal libro "Il Corpo Astrale" di Artur Powell

domenica 18 gennaio 2015

Tramite Ned Dougherty: Un Avvertimento dal Cielo!


Dale Terbush

Gentili Lettori, 

vi trasmetto un recentissimo messaggio, ricevuto da una persona di cui ho già ampiamente parlato perché protagonista di una straordinaria esperienza di premorte che gli ha totalmente cambiato la vita.

Mi riferisco a Ned Dougherty, ex proprietario di un night-club, che dopo la sua NDE ha dedicato tutto se stesso all'Opera spirituale e al risveglio delle coscienze. Troverete questa affascinante storia QUI.

Da allora, continua ad essere strumento di comunicazioni celesti che collimano perfettamente con il quadro generale planetario di altri gettiti profondamente mistici, e dunque da accogliersi con la dovuta considerazione.

L'avviso che vi propongo giunge dall'Arcangelo Michele ed è diretto all'Umanità intera. Esso è sorprendentemente simile nei contenuti a quanto pubblicato qualche giorno fa nel post "Angeli in Astronave: Messaggio dalla Donna Sublime".




S. Michele Arcangelo tramite Ned Dougherty, 2 gennaio 2015

"Ecco un avvertimento per i popoli del mondo! Siete ora pienamente entrati nell'Era della Fine dei Tempi. Niente di ciò che esisteva in passato sopravviverà ai cambiamenti e ai cataclismi che si produrranno sul vostro pianeta.

Gli errori dell'Umanità sono ormai arrivati sulla bilancia della Giustizia eterna e il loro peso ha ridefinito il piano che Dio ha da sempre previsto per l'Umanità… Siete stati avvertiti attraverso profezie attuali ed antiche.

In questo nuovo anno vedrete in che modo emergeranno gli eventi finali e tutti dovranno riconoscere che l'avvenire del genere umano cambierà irrevocabilmente come l'Eterno ha deciso, e il Male sarà finalmente epurato dalla faccia della Terra…

Sarete testimoni e assisterete alla distruzione dell'economia mondiale, alla caduta del dollaro e al ritorno ad un'esistenza dedita all'agricoltura.

Tutto ciò è la conseguenza dell'arbitrio umano, ma soprattutto dell'avidità e della avarizia dei servitori di Satana che hanno minato la prosperità e la libertà individuali già da lunghissima data.

Ora è il momento per il Padre celeste di "staccare la spina" ai servi del maligno che hanno manipolato e controllato i popoli. È necessario eliminare il potere che hanno creato su di voi, per consentire al Nuovo Cielo e alla Nuova Terra di diventare il futuro dell'Umanità.


Josephine Wall

Nel frattempo, come effetto, ci saranno molta sofferenza ed angoscia tra voi. All'inizio parecchi reagiranno con rabbia agli accadimenti che avranno luogo, anche contro l'Altissimo.

Tuttavia il Cristo, il Figlio del Padre, si manifesterà in modo da darvi l'ispirazione per sopravvivere a questi ultimi scenari e con il vostro discernimento osserverete la Sua volontà in azione.

Vedrete come le tenebre saranno dissolte dalla Luce di Dio Padre per mezzo del Figlio Suo, il Redentore del mondo. Spetta a voi, potenti guerrieri oranti e credenti nella Divinità Redentrice, portare avanti i messaggi del Padre e del Figlio…

L'oppressione che l'Umanità ha subito sulla Terra non esisterà più. I Satanisti saranno trattati (come meritano) dal vostro Signore e Salvatore. I loro crimini verranno soppesati dalla Giustizia Eterna...

È necessario che vi prepariate a tempi difficili. Durante questo nuovo anno, i segni di enormi trasformazioni diventeranno talmente significativi da avere un forte impatto nelle vostre vite e nelle vostre economie.

Bisogna che siate pronti per tali eventi, seguendo con la voce dello Spirito la visione che ciascuno di voi riceverà dai Regni celesti per consentire anche ai vostri familiari ed amici di superare le difficili lotte economiche che vi stanno davanti.

Nel prossimo futuro ci saranno grandi e significativi sconvolgimenti terreni sul vostro pianeta ma, ancora una volta, tutti coloro che operano per la Luce saranno guidati sul modo di comportarsi in questi tempi definitivi.


Gilbert Williams

I seguaci di Satana, i leader mondiali che vi hanno oppresso, possiedono i loro piani personali per affrontare l'avvenire. Ne sono a conoscenza, e intendono apportare ulteriori restrizioni e schiavitù al popolo di Dio.

Essi però non sanno che saranno sconfitti, perché le genti preparate saranno sostenute e poste nella condizione di non condividere i disegni del Cielo con i nemici di tutto ciò che è buono.

Vi viene soltanto chiesto di essere vigili e di perseverare nel riflettere sempre l'Amore Divino che è in voi.

Il Padre per mezzo del Cristo userà la Forza dello Spirito Santo per comunicare interiormente con ognuno dei Suoi Segnati… Alla fine i figli di Dio saranno vittoriosi sul Male del mondo, e il Nuovo Cielo e la Nuova Terra si riveleranno! Grazie a Dio!"



martedì 6 gennaio 2015

Angeli in Astronave: Messaggio dalla Donna Sublime




Sebirblu, 3 gennaio 2015

Gentili Lettori, ecco a voi un capitolo veramente magnifico del famoso libro del "contattista" Giorgio Dibitonto "Angeli in astronave". Penso infatti che questa persona sia genuina ed umile (come da intervista QUI), e meriti tutta la credibilità e la stima possibili.

Come molti di noi sanno, il tempo in altre dimensioni non esiste, e siccome i fatti qui preconizzati non sono ancora accaduti ma potrebbero verificarsi proprio quest'anno, ho deciso di pubblicare questo accorato appello, rivolto a tutta l'Umanità, affinché rifletta e ne prenda coscienza.




La Donna Sublime

L'incontro successivo avvenne nella grande pianura, fra i campi di grano. Avevamo impiegato molte ore per giungere fin là in automobile. Come sempre, eravamo guidati dal contatto cosmico.

Il tempo era bello e faceva caldo. Il sole era oscurato a tratti da qualche grossa nuvola. Giunti sul posto, lasciammo la vettura e ci addentrammo a piedi fra i campi.

La volta celeste appariva ampia rispetto a quella che si vede dai luoghi montani ai quali eravamo abituati negli incontri precedenti. Assistemmo subito al passaggio di varie formazioni di dischi, un numero di mezzi spaziali che ci lasciò sbalorditi.

Ad ogni loro comparsa si produceva un rombo straordinariamente imponente e piacevole, che vibrava come un'immensa stereofonia celeste.

Poi vedemmo l'astronave venire da un punto del cielo. Si avvicinò e restò sospesa a qualche centinaio di metri dal suolo coperto di spighe dorate: ne uscì un disco cosi grande e bello come mai avevamo visto prima.

Tina, come sempre, dava in esclamazioni di gioia. L'oggetto dello spazio si posò sul piccolo prato che divideva in due il campo di grano.




Ne uscirono Raffaele, Firkon, Orthon, Kalna, Ilmuth e una giovane donna di una bellezza straordinaria, che ci colpì profondamente.

Vestivano tutti semplicemente con tute larghe e abiti lunghi fino alle caviglie. Il tessuto pareva leggero e senza cuciture e i colori variavano dal beige all'azzurro, dal violetto al blu.

La donna vestiva di un azzurro pallido, la sua chioma era castano-bionda e le fluiva fin sulle spalle. Indossava un paio di sandaletti che parevano dorati, ma il colore dava riflessi cangianti, per cui a volte apparivano colori che non saprei descrivere.

Dal suo aspetto dimostrava circa venticinque anni di età. I suoi occhi, di colore azzurro, erano dolcissimi ed esprimevano una bellezza e una bontà indicibili. Tutto il suo Essere emanava una soavità ed una grandezza sublimi.

Si mosse con molta grazia, naturalezza e semplicità verso di noi. «Siate i benvenuti a questo nostro incontro che desideravamo da tempo», disse con voce carezzevole.

Raffaele suggerì che ci sedessimo all'ombra di un grande albero, che sorgeva al limitare del praticello fra due campi di grano. Il grande disco era a poche decine di metri da noi, e potevamo vederlo soltanto stando in piedi, perché da seduti eravamo sovrastati dalle spighe di frumento.




Ognuno trovò un posto abbastanza comodo. La dolce fanciulla sedette su una lieve balza coperta di ciuffi d'erba. Raffaele disse che l'astronave, la quale ci appariva ancora immobile nel cielo, era protetta da un campo magnetico che la rendeva invisibile ad occhio umano.

I Fratelli espressero la loro gioia di essere con noi e noi facemmo altrettanto. Poi si fece silenzio e la dolce Signora delle stelle disse:

«Quando vi sarà dato di viaggiare nello spazio sulle nostre astronavi, vi diremo altre cose che ci sta a cuore trasmettervi. Questa missione ha il compito di darvi delle cognizioni e di farvi fare esperienze che vi pongano in grado di trasmettere ai vostri fratelli della Terra il nostro messaggio.

Tutta la vita universale è in comunione. Quando un pianeta è in pericolo e minaccia la pace e l'armonia dell'intera famiglia del Padre, noi operiamo in Suo nome per la salvezza.»

Noi tutti eravamo rivolti verso di lei, e l'ascoltavamo con la più grande attenzione. Il sole aveva riflessi rossastri, che coloravano il suo viso mettendone in risalto la meravigliosa bellezza, mentre le sue parole e i suoi gesti esprimevano una grande saggezza e conoscenza.

«Il Bene», continuò, «produce altro bene, la gioia diffonde gioia. L'Amore genera Amore e la conoscenza altra conoscenza. Tutta la vita universale è in movimento. La stessa Legge vale per il Male, che genera altro male, se non serve a comprenderne l'inutilità e la dannosità.

Il Male sul vostro mondo ne ha già prodotto tanto da realizzare morte e distruzione quali mai si videro prima. Ma noi siamo qui a rassicurarvi che sarà fatto quanto occorre per la vostra salvezza».

Tacque, e ciò ebbe l'effetto di aumentare, se era possibile, la nostra attenzione.

«Tutti i figli dell'Amore Universale sono ora all'Opera in favore del vostro pianeta, che versa in grave pericolo. Presto i figli della Terra si troveranno in un dolore mai visto nella loro storia».

Ora la donna meravigliosa parlava adagio, e la tristezza velava il suo volto rendendo mesta la sua voce. Eppure, in lei non veniva mai meno la maestosità, che anzi risaltava maggiormente.


Gilbert Williams

«Noi», riprese, «siamo scontenti del comportamento dei fratelli della Terra. Nel tempo abbiamo dato vari avvertimenti, e i segni non sono mancati.

Eppure, i fabbricatori di morte e distruzione sono andati avanti nei loro progetti tremendi, e gli altri hanno vissuto senza darsi eccessiva preoccupazione, intenti soltanto ai loro affari.

Il Padre non può ulteriormente tollerare la stolta pervicacia di molti uomini della Terra, e presto questi si daranno da soli un grande castigo che servirà a purificarli, ma anche a fermare la devastazione in atto e irreversibile delle meravigliose realtà create sul vostro globo».

La sublime donna dello spazio spiegava quanto le stava a cuore con sorprendente precisione.

«Noi rivolgiamo agli abitanti della Terra un estremo invito affinché tutti coloro che anelano al trionfo della bontà, del ritorno alle cose semplici e profonde della vita, si uniscano a noi, alla nostra Opera per la loro salvezza.

Non potremo dare nuove conoscenze ai figli della Terra finché non avranno rinunciato definitivamente al male che è in loro.

Ma il vostro mondo non può restare al punto in cui si trova: una Nuova Era è necessaria per portare tutta l'Umanità a compiere il giusto passo evolutivo che la salvi da millenni di storia di sangue e rovine».

«Noi», disse con voce accorata e soave, «invitiamo tutti gli uomini di buona volontà ad alzare gli occhi al Cielo, ad essere migliori anche soltanto per pochi minuti ogni giorno, a schiudere anche solo uno spiraglio alla bontà e all'umiltà, affinché i loro occhi si possano aprire così da vedere chiaramente tutta la pericolosità dell'attuale situazione sulla Terra.

Allora, e solo allora, noi potremo far penetrare nel loro cuore il nostro messaggio di speranza e di salvezza. Non occorre fare molto, ma quel poco si faccia con tutta l'anima nelle azioni semplici di ogni giorno».

Sospirò e disse ancora:

«Nessuno, proprio nessuno, sulla Terra può ormai preservare il pianeta dalla rovina verso cui è stato avviato da uomini insensati.


La Desolazione della Terra

Il salvataggio verrà dal Cielo; ma abbiamo bisogno della collaborazione di tutti, di un po' di bontà e di conversione al bene che ognuno può operare in se stesso e dove vive.

Ciascuno può mettere una piccola pietra; tante pietre saranno da noi radunate e poi faremo il resto affinché l'edificio dell'Amore e del riscatto sia edificato per il futuro».

«La nostra afflizione per voi», sospirò tristemente, «è una piccola parte di quella del Padre. Vi trovate ormai agli ultimi tempi di una storia giunta all'estremo limite concesso dalla Giustizia delle Leggi universali dell'Altissimo e non ve ne accorgete: siete come ciechi.

Vi diamo continui richiami, e voi non li sentite, è come se foste sordi. Non volete più pregare chi può salvarvi perché siete impediti dalla vostra mancanza di umiltà, vi avviate verso un precipizio senza precedenti e non ve ne date pena.

Vogliamo che ve ne rendiate conto e che possiate fare quanto è richiesto dalle giuste Leggi cosmiche, onde evitarvi molto dolore.

Ciò, tuttavia, sarà inevitabile affinché possa sorgere sul mondo un nuovo giorno che vedrà sconfitti per sempre il Male e il Dolore, ma è possibile evitare il peggio; forse è ancora possibile.

Questo è l'ultimo grande messaggio d'Amore e di Salvezza che noi trasmettiamo per ridestare la vostra coscienza alle cose che stanno per succedere».




I suoi occhi incontrarono i miei, e poi quelli di Tina. Mi sentii sconvolgere. Pensai che se questo era l'ultimo monito, le cose erano ormai ad un punto di enorme gravità. Ebbi un attimo di smarrimento, mitigato tuttavia dalla dolcezza e dalla grandezza di quel volto.

«Non ci crederanno mai», dissi; «nessuno vorrà credere che ci abbiate dato un estremo avvertimento per la Terra in pericolo».

«I fatti che fra poco accadranno smorzeranno l'orgoglio di molti, e gli animi saranno più disposti ad ascoltare perché vedranno sempre più che gli avvenimenti concorderanno con quanto voi direte.

Quando Iddio chiese a Mosè di condurre fuori dalla schiavitù il suo popolo, ed egli fece presente la sua incapacità a farsi credere, il Signore lo rassicurò che gli avrebbero creduto per il fatto che le sue affermazioni si sarebbero avverate.

Certamente, anche voi dovrete subire lo scherno e la contestazione di molti, e le vostre parole non potranno far correggere gli uomini privi di umiltà. Ma voi le direte ugualmente, e noi vi assisteremo.

È urgente richiamare tutti alla realtà delle cose, e invitare ognuno a cambiare il proprio cuore e la propria vita con semplicità e bontà, anche soltanto un poco ogni giorno.

Vi insegneremo anche a pregare come dovreste, e tutti capiranno che è la cosa più bella che possano fare. Non vi è nulla di più semplice e grande per i figli del Dolce Padre Creatore che mettersi in contatto con tutta la fratellanza dell'Amore Universale.




Questa è un'altra delle cose che gli uomini della Terra dovranno semplicemente compiere per riuscire ad ottenere la liberazione». 

Non compresi molto le sue ultime parole. Ella lesse il mio pensiero e disse:

«Pregare significa elevare il proprio cuore al Cielo, al Creatore, a noi che siamo i suoi figli fedeli. Pregate e fatelo come sentite, come volete; ma pregate. Per formulare una preghiera basta poco».

E proseguì:

«Questo tempo, sulla Terra, fu predetto da millenni. Vi furono dati segni per riconoscerlo, e questi segni vi sono stati e vi sono tuttora. Ma gli uomini sono troppo intenti ai loro profitti egoistici, sono troppo distratti dalle loro ansie e da una volontà di proseguire nel cammino sbagliato.

Di tutto ciò vi parleremo più a lungo a bordo delle nostre astronavi. Per ora vi dico che un tempo meraviglioso sta per sorgere sulla Terra. Verrà l'Era predetta nella quale tutti i sogni dei buoni si avvereranno, non vi sarà più morte, né malattia, né sofferenza.

La Giustizia sarà viva nel cuore e nella vita dei figli della Terra. Ma gli uomini hanno il potere di far giungere per il pianeta la fine delle fini, se lo vorranno distruggere irreparabilmente. Noi interverremo per salvare le vittime di tanto scempio.

Dipende da voi tutti evitare una tale catastrofe e permettere che sulla Terra possa esservi, dopo la bufera, un tempo di pace e di gioia nella via della Conoscenza e nell'attesa di passare a pianeti più evoluti. In caso diverso, questo tempo lo realizzeremo ugualmente, ma potrebbe essere brevissimo.

Dopo di che, si compirebbero tutte le profezie che annunciano la fine. Infatti, gli eventi furono scritti, ma l'ora e la durata sono conosciute soltanto dal Padre Iddio, e ciò perché la libertà di tutti i figli del Creatore è una verità non fittizia».

La mia mente lottava col mio cuore, che aveva accolto pienamente il senso delle sue parole. La Signora dello spazio sorrise e mi rincuorò.

«Non cercate», disse, «di voler comprendere ora ciò che vi sarà chiarito in seguito. Noi vi prepareremo un poco alla volta affinché non ne siate confusi. Vi aiuteremo anche a poter accogliere le grandi cose che vi saranno rivelate.

Questo è necessario, e non dovrete mai temere per il vostro equilibrio interiore: vi daremo pace e serenità, forza e coraggio. Voi stessi ne rimarrete meravigliati».

Le fui grato, e vidi che anche il volto di Tina si apriva in un'espressione più rilassata. Quanto udivo mi pareva più grande dei miei pensieri e uno spiraglio di sgomento andava facendosi strada in me.

Ora mi sentivo rinfrancato e non avevo dubbi circa l'aiuto per noi e per i fratelli della Terra che si sarebbero aperti ad un così grande messaggio riguardante il soccorso di quegli Esseri meravigliosi e della Signora dello spazio.

«Si farà quanto sarà necessario», disse ancora, «ma presto si avvereranno le parole del Profeta e tutta la Terra ne sarà stupita». Il suo volto ebbe un'espressione come di chi mediti parole scritte nel proprio cuore.




«Ecco»,  disse con voce sicura,  «Io sto per creare nuovi Cieli e una nuova Terra. Non ci si ricorderà più delle cose del passato, esse non torneranno più in mente a nessuno. E si vivrà sempre nella gioia» (Is. 65,17 - ndr).

Tacque ancora, e il suo volto aveva un'espressione di un'amabilità struggente. Guardò negli occhi con dolcezza Tina e poi, volgendo il suo capo a tutti, come se volesse parlare a tutto il genere umano, aggiunse:

«II lupo e l'agnello pascoleranno insieme, il leone mangerà la paglia come un mite bue. Non vi sarà più male sulla Terra, né distruzione» (Is. 65,25 - ndr) «Ecco quanto avverrà presto sulla Terra dopo le cose che stanno per accadere».

«Vorremmo», proseguì, «potervi parlare di quanto vi attende di bello, ma non possiamo non richiamare il mondo alla realtà attuale.

A causa dell'egoismo di molti, vi saranno guerre e distruzioni e dovrete passare attraverso una dolorosa purificazione prima che le parole da me citate diventino realtà. Pregate che il tempo del Male sia abbreviato».

Raffaele aveva un'espressione mesta, e così gli altri. Vedevo sui loro volti sublimi una viva partecipazione a quanto detto dalla donna dello spazio. Ella incontrò i loro sguardi, accennando un dolce sorriso.

Poi continuò:

«Sodoma e Gomorra furono realmente distrutte dal fuoco per una salvezza superiore a quella della materia che essi avevano depravato. Noi siamo qui per tutti i figli della Terra ad annunciare un imminente castigo.

Se oggi ci presentassimo come allora, non subiremmo migliore sorte dei Fratelli che furono inviati a dare l'annuncio della prossima fine.

Gli uomini corrotti di quella città volevano usare violenza contro i nostri inviati. Oggi andremmo incontro ad una sorte peggiore: i migliori riderebbero con somma indifferenza».


"Lot in fuga da Sodoma" di Benjamin West  

Mi guardò con i suoi occhi pieni di luce, mitigando nel mio cuore l'emozione prodotta dalle sue parole. «Non saremo noi, come allora», aggiunse, «ad intervenire con il fuoco per impedire che si apra sotto i vostri piedi un abisso: la punizione ve la state preparando da soli.

Noi useremo il fuoco per dare nuova vita alla distruzione che voi avrete prodotto deturpando il mondo. A nulla servirebbe togliervi le armi micidiali da voi preparate,  poiché  voi  vi  mettereste  a  crearne  altre.

I loro effetti di morte e distruzione vi puniranno e vi metteranno in condizione di comprendere. Il pianeta risorgerà con coloro che avranno meritato di abitarlo per un Nuovo Tempo. La Terra allora sarà ancora un giardino dell'Eden».

Ricordai la visione riguardante gli effetti della guerra nucleare che mi era stata data dai Fratelli. La mia città e altre non esistevano più; e dopo la purificazione con il fuoco, erba e piante avevano ripreso a crescere.

Case sparse e uomini che coltivavano la terra, animali e scene di bontà e semplicità mi avevano riempito il cuore di gioia e di sensazioni d'amore. Avevo veduto giungere i Fratelli e intrattenersi con quegli uomini nuovi della Terra.

Avevo anche ascoltato una conversazione tra i Fratelli e i Terrestri, comprendendo che non sarebbe passato molto tempo che un'evoluzione rapida avrebbe portato il nostro mondo alle grandi realtà cosmiche.

Alcuni uomini che abitavano dove una volta era la mia città attuale erano saliti a bordo di astronavi; le immagini che mi erano state fatte vedere passavano veloci nella mia mente e si mettevano in relazione a ciò che la donna dello spazio aveva appena pronunciato.

Rividi quanto m'era stato mostrato in precedenza. Uomini che fuggivano sulle montagne, mentre in pianura le reazioni a catena delle esplosioni nucleari portavano una distruzione orribile. Avevo visto arrivare dischi volanti e astronavi a migliaia.

Uomini, donne e bambini venivano fatti entrare dai portelli aperti, altri venivano risucchiati e sollevati da terra, perché non c'era neppure il tempo di atterrare per l'opera di salvataggio.




Rivedevo queste cose e mi pareva che le parole di quella meravigliosa donna avessero una concretezza e una precisione senza eguali.

Riprese a parlare più sommessamente. «Noè venne deriso», disse, «allorché predisse il diluvio, che poi arrivò. Sta scritto che ciò avvenne per la corruzione degli animi.

Quando si deturpano le proprie energie spirituali, la vita materiale e cosmica, connesse strettamente con lo Spirito, ne subiscono tutte le conseguenze.

Ogni inquinamento spirituale ne produce dell'altro in quelle dimensioni che con lo Spirito vivono in comunione. Il vostro pianeta è sempre più contaminato perché lo è il vostro cuore.

La cattiveria, e quindi l'abbrutimento degli uomini al tempo di Noè, produsse quella catastrofe. Oggi ne state realizzando una ben peggiore per le sue conseguenze.

Vi diamo ancora questi ultimi avvertimenti nella speranza che vi ravvediate, ma non intendiamo piú esporre i nostri Fratelli come facemmo a Sodoma e Gomorra quando gli uomini di quelle città tentarono di usare violenza ai nostri messaggeri».

La sua voce si fece più ferma, pur senza perdere la sua soavità. Un gesto della mano accompagnò le sue parole.

«Voi», esclamò, «ormai credete sempre meno alle profezie che in ogni tempo hanno avuto avveramento.

Presto il lamento su Babilonia sarà una realtà sulla Terra. Sono già passati i tre Angeli dell'Apocalisse ad avvertire l'uomo di quanto accadrà, ma nessuno, o pochi, li hanno accolti e ascoltati.

Già da tempo la preghiera dei martiri ha ottenuto la fine sulla Terra del dolore e dell'ingiustizia dei fratelli probi.

È già stato tolto il settimo sigillo da chi aveva ed ha potere di farlo. Ora, per la stoltezza e la caparbietà di molti, la Terra udrà i sette tuoni e berrà i sette calici che contengono le sette piaghe. Ma questo tempo sarà molto abbreviato per le preghiere dei buoni, come fu scritto».




Vedemmo gli occhi della bella Signora riempirsi di lacrime. Le brillarono nelle pupille e sulle ciglia come gocce di luce. Tina pianse, e le disse che voleva consolarla per tanto dolore nel suo cuore.

Ero confuso, e mi dicevo che non sarei mai riuscito a comprendere come quelle sublimi Creature potessero avere tanto a cuore la nostra causa. In loro c'era solo Amore, e nessuna violenza, neppure contro i grandi mali della Terra che tanta tristezza causavano al Cosmo.

Pensai al dolore del Padre e ritenni giusto che quei figli che tanto lo amavano dovessero affliggersi cosí. Eppure, la mia mente continuava il suo smarrimento. Capivo e non capivo. Mi sentii commosso.

La Signora si volse a Tina in lacrime e la consolò. «Tutti gli uomini della Terra», le disse, «che amano la vera Giustizia e il trionfo dell'Amore del Padre Universale sulla Terra, nulla hanno da temere.

Se demmo soccorso nel deserto ad un popolo, immaginate ora quale aiuto e assistenza daremo al genere umano che si raccoglierà sotto il vessillo dell'Onnipotente Iddio nel deserto senza precedenti di questo fatale momento storico.

Voi ci avrete sopra di voi e con voi. Non vi abbandoneremo mai, e per voi riusciremo a portare in salvo tanti fratelli che diversamente andrebbero perduti».

Tina si asciugava gli occhi.

«A quel tempo», continuava la Signora dello spazio, «vi fu Mosè a condurre il popolo che volevamo salvare dalla schiavitù. Vi erano motivi molto grandi perché decidessimo di farlo.

Oggi è l'ora della Verità tutt'intera per voi, e un novello Mosè trarrà in salvo tutti coloro che lo vogliono, senza distinzione di razza e di popolo. Egli sarà in grado di leggere in ogni cuore anche il minimo anelito alla Bontà e alla Giustizia che sono sinonimi di Amore Universale».




La donna tacque, e Raffaele si animò prendendo la parola.

«Sta scritto», disse, «che, in quel momento, di due uomini che saranno nel campo: uno sarà preso e l'altro lasciato. Due donne macineranno alla mola: una sarà presa e l'altra lasciata (Lc. 17, 22-37; ndr). Noi salveremo chi sarà in condizione di poter essere salvato.

Non potremo usare violenza contro nessuno, nemmeno a scopo di salvataggio. Non possono essere portati dei fratelli in mondi che non sono di loro gradimento.

Il Padre non obbliga nessuno ad andare a Lui per forza. Ognuno lo fa o lo farà liberamente, per propria scelta. Poiché l'ora è vicina, è necessario che si rifletta perché quel tempo, che la stoltezza dell'uomo sta preparando, non sorprenda nessuno».

Firkon alzò la mano per prendere la parola:

«La Scrittura vi mise in guardia», disse, «dall'essere ipocriti. Vi fu detto che Segni dal Cielo vi avrebbero preannunciato il nuovo tempo dell'Amore sulla Terra, preceduto da cose terribili. Non vi pare che siano questi i segnali predetti?

Le nostre astronavi e i nostri dischi si mostrano in numero sempre maggiore ai Terrestri. Dal cielo vi mostriamo luci in movimento e segni nel sole, nella luna e nelle stelle. Tanti uomini della Terra assistono a fatti straordinari.

Non vi pare che vi stiamo dando da tempo l'annuncio del compimento di tutte le profezie? I segnali sono già alti nel cielo. Fenomeni predetti da Giovanni, quali le acque che sarebbero diventate rosse nei mari e nei fiumi, già si sono avverati.

Già è stato realizzato quanto ha potere di uccidere gli uomini della Terra e di lasciare intatte le cose. Queste ed altro ancora, se vi porrete attenzione, vi daranno la conferma che ormai siete nel tempo profetizzato».

Orthon sospirò e disse: «Rumori di guerre e popolo contro popolo mai vi furono nelle attuali condizioni, nelle quali è possibile la totale distruzione del pianeta. Non vedere è cecità e non udire è sordità.

Colui che venne ad annunciarvi queste cose vi invitò a comprendere e a non essere ipocriti. Ciò che vi interessa secondo gli schemi umani voi lo capite. Allargate dunque il vostro cuore e aprite la vostra mente alle cose che vanno oltre e che potranno fare la vostra vera felicità».

Orthon si quietò, e compresi che aveva finito di parlare.




La bella Signora dello spazio si alzò, e tutti la imitammo. Il sole era più basso, appena velato di vapori sparsi che rendevano il cielo tinto di sfumature rossastre. Ci avvicinammo al grano ed Ella ne accarezzò qualche spiga. Poi si fermò e si volse a noi:

«Non temete: nessun uomo di buona volontà lascia entrare nel proprio cuore paura e sgomento. Per chi ama la Pace e la Verità presto vi sarà gran festa.

Non un capello del vostro capo sarà toccato senza un reale motivo a conoscenza del Padre Universale. Vivete in questa certezza e riempite il vostro cuore di speranza e di serenità».

Fece ancora qualche passo verso il disco che si intravedeva oltre le spighe. Era maestoso e rifletteva il rossore del cielo sulle pareti tondeggianti della cupola, che non sapevo se fatte di metallo e di vetro fusi insieme.

Non aveva luci accese, ma pareva una luce pronta ad aumentare la sua luminescenza. Ci fermammo. La donna sublime mi fissò coi suoi occhi dolcissimi: dalle sue pupille scaturiva una luce che penetrava profondamente nel mio animo e mi dava una gioia e un senso di emozione indicibili.

«A Fatima», disse, «migliaia di uomini assistettero al grande Segno apocalittico del sole. Due grandi guerre sono stati i segnali inequivocabili della verità del messaggio che Io vi ho comunicato e che altro non era che una chiarificazione delle Scritture nel vostro tempo.

State trascorrendo il periodo che precede immediatamente il Regno dei Mille Anni profetizzato da Giovanni. Presto conoscerete che cosa egli volle preconizzarvi quando parlò di quel Regno, e in esso pose la prima Resurrezione.

Saprete che cosa significhi per i superstiti essere rapiti fra le nubi per andare incontro al Signore nell'aria. Sorgerà presto il nuovo giorno», aggiunse con voce ferma, «in cui sulla Terra vi sarà una novella Umanità.

Gli animali non saranno più feroci, né velenosi, né nocivi. Il vostro dispiacere per i fatti luttuosi che vi attendono si muterà in una gioia per voi ora inconcepibile. Saremo con voi fino al compimento di queste cose e ancor più dopo, nella nuova Era dell'Amore Universale sul vostro mondo».




Ero certo che l'avrei rivista. Raffaele disse che era giunta l'ora del commiato.

Il disco accolse quelle figure sublimi venute dallo spazio, si levò in aria contro il rossore del cielo, volteggiò leggero e rientrò nell'astronave sospesa sui campi di grano.

Questa sfrecciò verso il sole variando le sue colorazioni in blu e arancione. Restammo ad ammirare il tramonto che pareva infocato sopra la pianura. 

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

Tratto dal libro "Angeli in Astronave" di Giorgio Dibitonto. (Download QUI).