domenica 4 ottobre 2015

Il Santo d'Assisi: dall'Oltre per noi Italiani.

San Francesco in Meditazione - Caravaggio 1571 - 1610

Sebirblu, 4 ottobre 2013

Si potrebbero davvero chiamare interviste quelle che Gino Trespioli ha documentato nel suo prezioso, unico, e straordinario libro "LA VITA" con l'ausilio di numerosi e conosciutissimi medium ultrafànici.

(Di questo volume si può addirittura effettuarne il download QUI, perché il testo è introvabile altrove; inoltre per saperne di più sull'Avv. Gino Trespioli, QUI).

Quest'Opera Eccezionale, e ribadisco "senza precedenti", DEVE essere conosciuta ora più che mai nell'imminenza dell'Ascensione, dal maggior numero di persone affinché si rendano conto di come si vive nel cosiddetto "Aldilà" in base all'evoluzione individuale e alle esperienze avute "al di qua".

Se con reiterata petulanza e ottusità continuiamo banalmente a dire "Non è mai tornato nessuno dall'Oltretomba a mostrarsi", non acquisiremo per niente la Conoscenza Vera di come la vita si svolga e proceda senza interruzione anche quando lasciamo il nostro corpo fisico.

Questo gioiello letterario, nonostante il passar del tempo e il linguaggio ormai superato dal modernismo imperante, è tutt'altro che obsoleto. È lì, come un diamante incastonato ancora nelle profondità della cultura più alta, sconosciuto alla maggioranza addormentata, in attesa di essere scoperto ed apprezzato.

Necessita avere la "stoffa" per l'avventura, all'Indiana Jones, per tuffarsi nella lettura di questo libro, pronto a rivelare le sue meraviglie dai piani più infimi, dove si soffre per la propria cecità spirituale, passando per quelli intermedi dove si dischiudono visioni di inimmaginabili mondi fino agli stati sublimi delle Essenze incorporee.

Vi si possono inoltre trovare tutte le risposte, raccontate dai protagonisti, di come si sono svolti i fatti della storia, dall'antichità ad oggi, da Atlantide alla Roma antica per arrivare ai giorni nostri in una miriade di rivelazioni che nessun testo potrà mai riportare.


Il Viaggio della Vita di Thomas Cole 1842

Pitagora, Socrate, Galileo Galilei, Flammarion, Giordano Bruno, Budda, Paolo di Tarso, Francesco d'Assisi, sono solo alcuni dei moltissimi "intervistati" da Gino Trespioli, sotto l'alta guida del Maestro, vedere QUI, che insieme a numerosissimi altri Spiriti anonimi hanno raccontato la verità degli accadimenti.

Sono giunti ormai i tempi in cui è indispensabile risalire dall'abisso dell'oblio ad una panoramica più ampia dell'attuale presunzione dell'Umanità di pensare che tutto ruoti intorno alla terza dimensione!

L'apporto per l'innalzamento evolutivo della coscienza planetaria spetta ad ognuno di noi; il nostro contributo singolo è essenziale per far sì che le cose cambino davvero.

Ognuno con i singoli talenti e le proprie capacità può migliorare sé stesso distogliendo l'attenzione da tutto ciò che è effimero e accattivante per dedicarsi maggiormente alla crescita interiore, al potenziamento della capacità di Amare tutto e tutti e nutrire, perché no, anche la mente.

È per questo motivo che oggi 4 ottobre, ricorrenza del nostro Patrono d'Italia - Francesco d'Assisi, pubblico qualche parte che Lui stesso ha trasmesso a Gino Trespioli per mezzo della medium Bice Valbonesi QUI, come suo mirabile dono per rinvigorire gli animi e infondere nuova speranza per il futuro.

Assisi - Basilica del Santo

Ho preferito intenzionalmente lasciare integro il linguaggio arcaico utilizzato da San Francesco in questo piccolo frammento tratto dal libro "La Vita", perché a mio avviso, ne avrei deturpato la suggestiva bellezza attualizzandolo.

G. Trespioli: "Il Poverello di Dio: la sua esistenza fu tutta un'epopea d'Amore. E quando gli rivolsi tutta la potenza del mio pensiero, chi se non lui rispose?"

S. Francesco: "Laudare Te, o Sommo Dio, per la Tua Opera."

G. Trespioli: "Non osavo interrogare. Ma dovetti, sospinto dal Maestro.

E dissi: così splendente, o Santo, fu la tua virtù che non pochi hanno pensato e scritto che tu fosti Gesù incarnato."

S. Francesco: "Non nominare il nome di Dio invano; et questo è lo suo comandamento. Per la Sua Santa Gratia io fui homo piccolo."

G. Trespioli: "C'è nella tua dottrina il completamento dell'insegnamento Cristico."

S. Francesco: "Compii la sancta comunione delle anime per giugnere (raggiungere) la Sua Gratia. Adorai nella natura l'opra (opera) divina e non già le creature per sé; esse rappresentano il Creatore stesso.

La mia qualità veniva da Dio e lo mio Amore era alto sentimento divino. L'Iddio dona le Sue creature e dice: homo, serviti de li animali che ti ho dato per la vita."

G. Trespioli: "Apostolo di Carità, cosa intendi per questa virtù?"

S. Francesco: "Intendo quel sentimento infra gli uomini necessario per giugnere a la Fraternitade. Madonna caritade fa dolciore a l'anima e fa sentire la divina Gratia. Dare il pane a li fratelli bisognosi è Legge che conduce a Gloria eterna."

G. Trespioli: "C'era tanta semplicità nell'esposizione e nella forma tanta dolcezza che aleggiava un'aura di grande bontà; ed in me non v'era dubbio alcuno; dopo tante prove mi sarebbe sembrato empio non credere.

E mi venne un gran desiderio: confessarmi al sublime messaggero dell'Amore, a Colui che sapeva fugare le correnti del male dell'Umanità ignara della Verità autentica.

«Santo, io confesso. Ho spesso ripugnanza più che pietà per coloro che invocano l'elemosina; non so distinguere l'ipocrita, l'ozioso, il vizioso, il parassita che accattonano da colui che ha invece veramente bisogno.

È insensibilità, è durezza di cuore questa mia indifferenza? È negazione di gentilezza d'animo? Oppure è intuizione che sotto le deformità fisiche, si celino anime venute dalla colpa e dal delitto e per ciò ripugnanti?»"

Elemosina di Pietro Saltini 1839 - 1908

S. Francesco: "Cotestoro che son de' difettosi vanno raccolti et insegnamento si deve dare a questi fratelli caduti, e non già devesi maggiormente farli cadere. Dai la moneta senza pensiero, ché da Dio viene segnata."

G. Trespioli: "Ma vedi, io penso che la carità, intesa così volgarmente di aiuto materiale, sia un errore sociale."

S. Francesco: "L'errore non è nell'uomo che dà, ma nella forma sociale che vige fra voi."

G. Trespioli: "Confesso ancora: non sempre so scusare gli altri difetti, mentre mi sforzo di giustificare i miei errori."

S. Francesco: "Tale debolezza sia da te cangiata (cambiata) in forza, a ché tu scusi in altri la loro debolezza."

G. Trespioli: "Certo, per te che sai sublimare l'Amore. Ma come amare, ad esempio, chi per essere presuntuoso, spavaldo e malvagio mi eccita un senso di profonda antipatia?"

S. Francesco: "Amando nella creatura il Creatore, perocché (perché) tutti gli homini sono fratelli in Dio."

G. Trespioli: "Confesso pure che non sia un errore ciò che penso: amo la vita. Senza essere bramoso di ricchezze, ritengo doveroso e lodevole desiderare ed acquisire, tramite il lavoro, una condizione economica e sociale che contribuisca all'attività feconda e alla quiete dello Spirito."

S. Francesco: "Amare la vita per la vita è difetto; amare la vita per la sua bellezza è bene et allegrezza dell'anima. Amare la vita per i beni materiali è precipizio. Non basta dare lo superfluo; devesi dare parte del necessario; questo è grandezza."

(Gino Trespioli, dopo aver confessato altre cose personali, che comunque sono presenti sul libro, ha chiesto la benedizione del Santo).

S. Francesco: "O Altissimo Signore, Tu che hai fatti li Cieli ed anco la Terra, io ti benedico per tanta suprema Gratia. Altissimo Signore, benedici questi homini che Te ascoltano, poiché essi son fra li peccatori che vivono la Terra che Tu hai fatto.

Per la divina Tua Gratia apri loro gli occhi de lo Spirito. Invia la Tua Sapienza affinché intendano le Tue Leggi altissime. Signore, benedici l'Italia che ancora ha dolori e tanti ne tiene quanti li filii (figli) che sono degeneri.

Fa' che essa si estenda in fratellanza sì come Tu comandi e fa' che li fratelli vicini intendano tale lingua. Signore, benedici tutti li popoli di oltre monte e di oltre mare."

G. Trespioli: "L'atmosfera pareva pervasa di un mistico profumo, e la parola misteriosa penetrava dentro l'anima mia, dolcemente, come un sospiro d'infinita bontà.

E con questa solenne benedizione elargita all'Italia dal suo Santo Patrono termina questa piccola preziosità che vi ho offerto, carissimi Lettori, rammentandovi che non esistendo il concetto di tempo nell'Infinito, ma l'eterno Presente in atto, essa giunge proprio nel momento in cui tutti noi siamo stremati per i continui abusi che subiamo.

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