giovedì 16 giugno 2016

Fatima 3° Segreto: "IL CONCILIO NON SI DEVE FARE!"


"Verrà un Concilio per mezzo del quale nella Chiesa entrerà l'Apostasia...
...dite al Papa che non indìca il Concilio..."

Sebirblu, 15 giugno 2016

Recentemente,  QUI,  ho presentato  un  articolo inerente al Terzo Segreto  di  Fatima e  alle  confidenze  intercorse  tra  l'allora cardinale Ratzinger  e  Padre Dollinger,  con la finale goffa "smentita" della sala stampa vaticana attribuita al Papa emerito. (Consiglio perciò di leggerlo prima della lettura di quello che segue).

Ebbene, ora ci sono nuovi e interessanti sviluppi sulla vicenda che arrivano dal Brasile e che riporto volentieri a maggiore chiarificazione dei fatti.




Il  23  maggio 2016  il  sito  brasiliano  Fratres in Unum  ha  pubblicato  l'articolo  di Steve Skojec, apparso su OnePeterFive il 21 maggio 2016, relativo alla smentita del Vaticano sulle dichiarazioni di Padre Ingo Dollinger.

Detto articolo è seguito da 10 commenti, dei quali due meritano di essere diffusi: il primo del 23 maggio e il secondo del 5 giugno. Eccoli:

Bartholomeu, 23 maggio 2016 alle 20:35

Ho avuto come confessore, per un lungo periodo, il sacerdote della diocesi di Anapolis al quale Padre Dollinger confidò per primo la storia del suo dialogo con Ratzinger, e tale sacerdote mi ha detto, a sua volta, ciò che gli aveva svelato Dollinger.

Da parte mia, verso la metà del 2007, raccontai personalmente tutto al professor Orlando Fedeli a San Paolo, il quale, durante il Congresso della Montfort [Associazione Culturale Monfort di San Paolo, in Brasile] del 2007, mi fece raccontare il caso anche ad altri suoi studenti.

Il professore si galvanizzò talmente per la notizia da prendere un aereo e recarsi in Germania, tra l'ottobre e il novembre 2007 per contattare Padre Dollinger. Là si sono incontrati e hanno parlato a lungo per diversi giorni.

Poco dopo il suo rientro, chiesi al professor Fedeli che cosa gli avesse raccontato Padre Dollinger, ma egli si limitò a dirmi che il prelato gli aveva riferito molte cose estremamente importanti e che lui stesso l'aveva pregato di non morire prima di aver rivelato tutto quello che sapeva...

Poi è arrivata la ben nota intervista di Fatima Crusader, del maggio 2009, che diede pubblicità al dialogo Dollinger-Ratzinger. Credo che l'intervento del professor Fedeli nel 2007 sia stato cruciale per convincere Padre Dollinger ad interrompere più chiaramente il silenzio (quasi totale) che aveva tenuto fino a quel momento.

P.s.: In sintesi, quello che il mio confessore mi riportò allora riguardava il periodo in cui studiava presso il seminario dove Padre Dollinger era rettore e che questi, in una certa occasione, gli confidò che il cardinale Ratzinger gli aveva fatto leggere il manoscritto di Suor Lucia con il Terzo Segreto.

Fu questa l'informazione che passai al professor Fedeli e di cui egli ebbe conferma dallo stesso Padre Dollinger in Germania.


Giacinta Marto con sua cugina Lucia dos Santos (suor Lucia) nel 1917

Padre Rodrigo Maria, 5 Giugno 2016 alle 18:18

Per Dio e per la Regina (del Cielo; ndr)!

Ho studiato nel seminario maggiore del Cuore Immacolato di Maria, tra gli anni '94 e '99. Sono stato ordinato sacerdote l'8 dicembre 2000 con l'imposizione delle mani del grande Vescovo di Anapolis-GO, Dom Manoel Pestana Filho.

Tra le più belle grazie che ho avuto nella mia vita c'è quella di essere stato consacrato da un santo vescovo (appunto Dom Manoel Pestana) e quella di aver avuto un santo rettore, il reverendissimo Padre Ingo Dollinger.

Ho avuto il beneficio di conoscere quest'ultimo molto bene, un uomo profondamente spirituale e con un intenso amore per la Chiesa, che assommava in modo ammirevole la conoscenza e la semplicità, il pondo della responsabilità e l'allegria.

Quando ogni giorno andavo nella bellissima cappella del seminario per le mie meditazioni, c'era già il reverendo rettore, a partire dalle 4 del mattino.

Egli era figlio spirituale di San Pio da Pietrelcina, ed aveva avuto il privilegio di ricevere dallo stesso Frate le chiavi della sua cella, in modo da poter andare a trovare direttamente il famoso Santo tutte le volte che si sarebbe recato a San Giovanni Rotondo.

Padre Dollinger ha conosciuto personalmente buona parte dei veri mistici del suo tempo ed è da uno di essi che ricevette notizie sul contenuto della terza parte del Segreto di Fatima, che non era stato rivelato.

Ho avuto il dono di godere della sua stima e fiducia, così ne sono diventato grande amico. Lo ricordo sempre come un illuminato padre spirituale ed un formatore d'eccezione.

Egli, oltre ad essere rettore del seminario maggiore, ha lavorato pure con il cardinale Ratzinger nella Congregazione per la Dottrina della Fede.

È stato anche segretario della Commissione per il dialogo con la Massoneria, motivo per cui possiede un'ampia conoscenza di questa istituzione; imparò cose che non avrebbe mai potuto apprendere dai libri.

La vicinanza e l'amicizia che Padre Dollinger aveva con il Cardinale Ratzinger erano profonde. Entrambi avevano una visione molto simile sulle ragioni della drammatica crisi della Chiesa.

Lo studente di Padre Dollinger a cui si riferisce l'articolo di cui sopra sono io. 



Padre Rodrigo Maria

Un bel giorno, in una delle tante conversazioni avute, mentre parlavamo del disordine nella Chiesa e del ripudio dalla fede, mi confidò quello che intendo qui segnalare.

Mi disse che avendo conosciuto diversi mistici a lui contemporanei, uno di questi gli aveva parlato del messaggio di Fatima ancora nascosto che descriveva la situazione attuale della Chiesa insieme al silenzio e alla tergiversazione delle autorità ecclesiastiche.

Il Padre aggiunse pure che, sempre secondo il suo ispirato interlocutore, il Segreto non rivelato verterebbe essenzialmente su queste parole: "Verrà un Concilio, per mezzo del quale nella Chiesa entrerà l'apostasia… dite al Papa che non indìca il Concilio"...

Quando Padre Dollinger chiese al cardinale Ratzinger se era veramente quello il tema non svelato, egli lo zittì (perché  mi disse il sant'uomo  il cardinale era vincolato dal giuramento di non parlare della questione)...

Poi, Padre Dollinger chiese a Ratzinger perché non era stato divulgato il contenuto della terza parte del Segreto e la risposta di Sua Eminenza fu: "Perché era ed è ormai troppo tardi".

A quel tempo, il magnifico rettore mi chiarì che la sua rivelazione avrebbe avuto conseguenze inimmaginabili in seno alla Chiesa.

Come spiegare alla gente che era stato fatto un Concilio, nonostante l'avvertimento della Madonna, a causa del quale la dottrina cattolica era stata relativizzata e prostituita, lo slancio missionario della Chiesa quasi completamente distrutto e la liturgia rovinata, portando milioni di persone a perdere la fede?

In che modo avrebbe reagito l'episcopato che in gran parte considera il concilio Vaticano II come un "super-dogma"? La sua divulgazione ufficiale avrebbe potuto portare ad una confusione generalizzata e a molte divisioni in seno alla Chiesa.

Padre Dollinger mi chiarì che era questo il motivo per cui la Madonna chiese che il Segreto fosse rivelato nel 1960.

Si premurò anche di precisare che Papa Giovanni XXIII lesse il Segreto, ma volle ugualmente convocare il Concilio, preoccupandosi però di preservarlo in ogni modo perché non vi penetrasse alcuna eresia.


Il Concilio Vaticano II indetto da Giovanni XXIII - (1962-1965)

Nel suo bonario ottimismo Roncalli forse pensava che la profezia potesse riferirsi ad un altro concilio e non a quello da lui convocato.

Padre Dollinger mi parlò della lunga corrispondenza tra il Vaticano e i vescovi, per garantire la solidità e la coerenza dei temi che sarebbero stati affrontati.

Secondo quanto mi raccontò, il Concilio avrebbe dovuto essere veloce e durare solo pochi mesi. Ma tale progetto cambiò a causa dell'attività del cardinale francese Tisserant legato alla Massoneria.

Il reverendo rettore mi raccontò che pochi mesi prima dell'inizio della riunione plenaria, questo alto prelato si riunì con alcuni altri per fare qualcosa in vista dei cambiamenti delle regole del Concistoro, in modo che si mettesse da parte tutto quello che era già stato preparato attraverso la corrispondenza con i vescovi, e si producessero nuovi testi a partire dall'assemblea che si sarebbe riunita.

Mi raccontò che questi cardinali costituirono (in modo velato) una grande lobby affinché i partecipanti votassero per il mutamento dei princìpi, così che l'adunanza potesse produrre dei documenti propri.

Nella seduta inaugurale del Concilio, essendo già stato fatto il "lavoro" dietro le quinte, venne chiesto al Papa, davanti a tutti, che cambiasse le norme... che almeno mettesse la proposta ai voti...

Il Pontefice optò in questo senso, pensando che i porporati avrebbero ratificato le norme elaborate dal Vaticano ed apprezzato tutta l'opera che era stata fatta; quella sarebbe stata l'occasione per sottolineare l'unità dei vescovi nella Santa Sede e con il successore di Pietro... il Papa decise per la votazione e... perse.

Padre Dollinger dichiarò che il Papa pianse, ma non volle tornare indietro... dopo, ne seguì tutta la storia che già conosciamo (un poco)... i vescovi vennero subissati da molti contenuti affinché non potessero analizzare tutto e tendessero a rivolgersi all'autorità intellettuale dei massimi teologi perché facessero la sintesi e preparassero i testi degli atti.

La conseguenza di tutto questo venne descritta da frasi come quella del grande teologo Schillebeeckx: "Abbiamo scritto i documenti del Concilio in un linguaggio volutamente ambiguo, perché sapevamo quale interpretazione ne avremmo data dopo".

Su questo fatto del cardinale Tisserant che agì insieme ad un gruppo per cambiare le regole sulla preparazione dei dossier conciliari, c'è un evento emblematico da aggiungere.


Il cardinale Eugène Tisserant

Vi erano pochi altri in cui Padre Dollinger riponeva una decisa fiducia e ai quali confidò alcune cose importanti. Tra costoro, c'era il reverendo Padre Almir, che fu Segretario generale della Fraternità San Pietro e lavorò nella segreteria della Ecclesia Dei.

Egli mi riferì che nel raccontare a Padre Almir la storia delle sordide attività del cardinale Tisserant, in seminario e davanti ai loro occhi, vide salire dal pavimento del suo ufficio un fumo nero proprio nel momento in cui il reverendo Padre Almir esclamava: "Ma questo è diabolico!!!" e il magnifico rettore confermava: "Veramente diabolico"...

Secondo il racconto di Padre Dollinger, questa circostanza fu riferita sotto giuramento e registrata nel libro dei casi riservati presso la Curia diocesana di Anapolis-GO.

Alla domanda se la Chiesa nel 2000 avesse mentito nel pubblicare un testo che non collima con il messaggio dato da Nostra Signora di Fatima, la risposta è stata la seguente:

"Nel comunicare la terza parte del Segreto, la Madonna mostrò ai pastorelli la scena relativa ad essa e ne raccomandò la riservatezza. Lucia la riportò per iscritto, così come fece con la visione anch'essa rimasta sconosciuta e che è quella rivelata dal Vaticano.

La Vergine infatti disse loro: "Non riferitela a nessuno, ma a Francisco potete raccontarla"... Ora, anche il piccolo veggente vide quello che Ella presentò, ma non ne udì le espressioni, perché l'aveva solo vista ma non sentita parlare.


Francisco Marto

Così, quando la Madonna disse "a Francisco potete raccontarla", alludeva alle Sue parole e non alla visione. Oggi noi ci troviamo nella stessa situazione del veggente, ossia che conosciamo lo scenario mostrato, ma non ciò che disse Maria SS.

Quindi, possiamo asserire che la Chiesa non ha mentito; che realmente ha rivelato ciò che è stato fatto vedere ai veggenti, ma non ha diffuso le parole della Vergine come nella prima e nella seconda parte del Segreto stesso.

Credo sia fondamentale aggiungere che Padre Dollinger voleva fosse chiaro che la Madonna non annunciò che il Concilio non era da Dio, ma che, secondo la sua comprensione, sarebbe stato strumentalizzato per stabilire l'apostasia, come in effetti è accaduto.

Egli mi fece mantenere il riserbo sul tema della terza parte del Segreto di Fatima.

E così ho fatto per molti anni (quasi 10), fino a che, in un viaggio in Italia per partecipare al ritiro annuale del Movimento Sacerdotale Mariano e mentre ero a pranzo con alcuni confratelli, Dom Manoel Pestana raccontò la stessa storia, cosa che mi disobbligò dalla segretezza, anche se ne ho parlato con poche persone, tra cui quell'allievo del Prof. Orlando Fedeli.

Concordo pienamente con l'inizio di questo articolo attestante che il comunicato della Santa Sede sia stato accuratamente elaborato semanticamente, visto che Papa Benedetto XVI avrebbe rotto il silenzio per la prima volta utilizzando i media ufficiali per diffondere il "chiarimento"... e tra l'altro, per interposta persona.

Sono anche d'accordo sul fatto che la reazione delle autorità vaticane dimostri quanto questo sia un tema delicato e non chiarito definitivamente in modo completo.

Padre Rodrigo Maria, servo inutile della Vergine Santissima.

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: unavox.it

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