domenica 25 ottobre 2015

Attenzione ad Halloween! Il Natale Satanico...




Sebirblu, 24 ottobre 2015

Da qualche anno ormai è cominciata ad imperversare, anche in casa nostra, la discutibilissima  "moda"  di Halloween,  che  si  festeggerà  tra  qualche  giorno.

Perciò, ho sentito il dovere di tradurre questo articolo affinché si sappia come le forze oscure non si arrestino mai dall'insidiare continuamente il genere umano.

Per chi fosse interessato ad un approfondimento maggiore sull'Origine e le astuzie del Male, importantissimo leggere QUI e QUI, e documentarsi aneddoticamente su Halloween,  QUI.

Halloween: il Natale Satanico

La Bibbia Satanica indica Halloween come una delle due più importanti feste del suo calendario, cosa che può spiegare il motivo per cui viene così reclamizzata come apoteosi del «divertimento».

Dietro l'apparenza giocosa, infatti, Halloween celebra la perversione, che ne è il vero significato occulto. È un "indottrinamento blasfemo al paganesimo druidico, alla stregoneria e al satanismo".




Sono stato iniziato ad Halloween nel 1959. Avevo quattro anni. Mia nonna mi permise di scegliere un costume al "Five and Dime". Andai deciso verso una maschera in lattice da diavolo rosso comprendente anche un lucido mantello scarlatto di rayon.

Quando lo indossai, mi sentii trasformato in qualcosa di più potente dei miei quattro anni di età. Dopo la notte di Halloween, la nonna me lo portò via perché continuavo a metterlo. I vicini cominciavano a parlare.

Anni più tardi, in un corso di antropologia, ho appreso che maschere, canti e balli vengono usati per evocare gli spiriti.

"La persona che porta la maschera si sente mutata al suo interno e assume temporaneamente le qualità del dio o demone rappresentato dal travestimento". (Biedermann, Hans. Dizionario del Simbolismo, pag. 218).

Ora sono stanco di Halloween. Sono diventato sensibile a come gli americani seguono con disinvoltura la sequela di ammazzamenti, chiamati «notizie», in cui scene violente di sangue e cadaveri si alternano quotidianamente alla commedia, sugli schermi TV ad alta definizione.

Ora sento raccapriccio quando dei teschi di gomma compaiono sui prati e nei supermercati vicini e li guardo come se fossero stati ingaggiati dal regista del film "Killing Fields" ("Le Urla del Silenzio" - ndt).

Ma non preoccupatevi. Anche se teschi e zombie in decomposizione non vi sconvolgono, Halloween è diventata anche un emblema di perversione sessuale! Basta osservare come si distribuiscono caramelle alle bambine abbigliate come Lady Gaga e ai ragazzini vestiti in calzamaglia elastica.

Sono rimasto sbalordito dal fatto che quest'anno, ad un party pre-Halloween nel mio quartiere, i costumi dei bambini fossero stati tutti dedicati al sesso opposto: ragazzine vestite in pelle da motociclista, di cui una in divisa da soldato, e i maschietti fasciati in provocanti collant con il pretesto di rappresentare dei "super-eroi".

Una giovanetta interpretava un giudice della Corte Suprema in tunica nera e cravatta, un'altra era agghindata da suffragetta mentre mostrava uno striscione con la scritta: "Diritto di voto alle donne".

Un ragazzino indossava un'aderente tuta elastica ed una parrucca dai lunghi capelli rosa acceso... Non ho idea di chi potesse essere... ma era il costume omosessuale più maledetto che abbia mai visto su un fanciullo normale.

La parte spaventosa è che abbiamo raggiunto il punto in cui i genitori non conoscono davvero di meglio che vestire i loro figli come gay e le ragazze come prostitute, o lesbiche.




I cerimoniali di Halloween vanno dal 28 al 31 ottobre per inoltrarsi anche nel giorno di Ognissanti, e prevedono sacrifici umani ed orge di tutti i tipi.

La seconda festa della Bibbia Satanica, altrettanto "sacra", corrisponde al 1° maggio, data della fondazione ateo-comunista. Anche questa, viene "onorata" con i più orrendi rituali.

Dati inerenti all'Epoca Romana

La nonna mi ha spiegato che Halloween fa parte del nostro patrimonio di famiglia. Era l'antichissima festa del raccolto, chiamata Samhain (si pronuncia "sah-win") proveniente dalla religione druidica, e mi ha mostrato una foto di Stonehenge in una vecchia enciclopedia.

Giulio Cesare ha parlato di questa ricorrenza nel «De Bello Gallico». Ha descritto quella dei Drùidi come una sorta di teocrazia che schiavizzava la popolazione contadina  attraverso  il  terrore.

La celebrazione gioiosa delle messi era associata a sacrifici umani di massa, quando migliaia di uomini, donne e bambini venivano bruciati vivi nelle gigantesche strutture «Wicker Man».




Anche Strabone, lo storico romano del primo secolo, ha lasciato scritto nel suo famoso testo "Geografia":

"I Romani hanno posto fine a queste tradizioni, entrambe connesse con sacrifici e divinazioni, perché erano in conflitto con le nostre consuetudini personali."

Così furono i Romani ‒ non i cristiani ‒ ad infrangere la teocrazia druidica. Qualche secolo dopo la scomparsa dei Drùidi, l'impero romano è crollato ed è stato sostituito dalla Chiesa di Roma che, a sua volta, ha cristianizzato la maggior parte delle festività.

La credenza che nelle notti del "Samhain" vagassero gli spiriti dei defunti e dei demoni, divenne la festa di "Tutti i Santi".

I sacerdoti drùidi di un tempo, travestiti e camuffati, sono stati sostituiti da contadini in maschere e costumi.

Invece di esigere un membro della famiglia per ottenere la protezione magica dagli spiriti, il visitatore cristianizzato ha iniziato a domandare del cibo in cambio di una preghiera per i membri defunti della famiglia.

Ma la festa di Ognissanti non ha assolutamente nulla a che vedere con qualsiasi passo della Bibbia.

Per quasi duemila anni sono stati vietati i barbari rituali druidici. Forse può sorprendervi che gli antichi sacrifici di massa gallici furono ripresi dagli Illuminati durante la rivoluzione francese.

Fiumi di sangue cristiano inondarono i canali di Parigi. Robespierre stesso ha presieduto alla "Festa dell'Essere Supremo" ‒ l'8 giugno 1794, in mezzo a dieci mesi continuati di sacrifici umani.

Sedici monache carmelitane di Compiègne furono ghigliottinate il 17 luglio 1794 per il reato di rifiuto a togliersi l'abito e a rinunciare ai voti. Da allora i funesti riti magici sono stati inesorabilmente riesumati sotto diverse coperture.




Il Tempo Presente

Ci sono più maschere ad Halloween che cambiamenti di vestiti. Le persone che le indossano si sentono trasformate in sé stesse e assumono temporaneamente le qualità della divinità o del demone che rappresentano.

"È l'occasione per manifestare i propri desideri o fantasie... Halloween è senza dubbio una notte di trasgressione."

(Halloween, di Rogers Nicholas: «Dal Rito pagano al Party notturno» ‒ pag. 137).

"L'identità può essere rigettata impunemente. Uomini abbigliati come donne, e viceversa. L'Autorità può essere derisa e raggirata".

(Skal, David J. «La Morte si prende una Vacanza: Storia della cultura di Halloween» pag. 17).

Dopo l'Halloween del 1974, ho visto parecchi casi di sdoppiamento della personalità alla «Dr. Jekyll e Mr. Hyde», durante queste feste.

Nel «Pagan Book of Halloween» di Wiccan Gerina, a pag 23, Dunwich ammette:

"Certi dicono che Halloween fa emergere il lato malvagio della natura umana, in alcuni individui. Il numero esorbitante di atti vandalici, commessi ogni anno in tale ricorrenza, sembra essere sicuramente a sostegno di questa tesi."

Esiste pure un picco statistico di stupri associati ai party in costume, soprattutto se vi sono coinvolti degli stupefacenti.

La Notte dedicata al Diavolo è un'ondata di criminalità, di violenza e di vandalismo Halloween.

La più famosa e distruttiva è stata quella «Infernale» a Detroit in Michigan, negli anni '90, quando si è oltrepassata la linea con finestre fracassate, incendi dolosi, gravi e diffusi, sparatorie e omicidi.

(Non dimentichiamo anche quella avvenuta in casa nostra, a Perugia, con l'assassinio di Meredeth Kercher e il coinvolgimento di Amanda Knox e Raffaele Sollecito; ndt).




Nel caso in cui i lettori si stiano chiedendo se non ci sia mai stato un collegamento tra Halloween e gli ebrei, ebbene, le loro scuole religiose mettono in guardia i genitori contro l'adesione alla festa di Halloween con i «dolcetti o scherzetti», perché "l'osservanza a questa tradizione è pagana e quindi distruttiva per il processo educativo ebraico". [1]

Ovviamente, essa è devastante anche per il percorso formativo cristiano ‒ ma purtroppo, vedo ogni anno la maggior parte delle chiese e i loro istituti tenere allegri festeggiamenti per l'occasione.

La vacanza di Satana è riuscita ad ingraziarsi la tolleranza delle chiese per sferrare un colpo al Cristianesimo.

Conclusione

Halloween è stata progettata come struttura di base per l'auto-iniziazione al modo luciferino di pensare.

Perché, altrimenti, quando un minimo frammento d'occulto si affaccia alla vita moderna, le immagini di Halloween e la propensione alla lussuria e alla morte divengono il pilastro dell'industria del divertimento?

Notate quanto Halloween, dal momento che prolifera dal 1966, abbia incrementato l'ossessione e lo «stravolgimento» del sesso perverso, l'interesse e l'ammirazione dei serial killer e degli psicotici!

Se le scuole di culto ebraico avvertono i genitori che la celebrazione di Halloween è pagana e quindi distruttiva per il loro percorso educativo (che dovrebbe valere anche per i genitori cristiani e musulmani), vuol dire che si tratta di un indottrinamento religioso e formativo al paganesimo drùido, alla stregoneria e al satanismo.

[1] Il Purim non è un Halloween ebraico.

Richard Evans, per il sito di Henry Makow


Ecco la Stoltizia del Mondo!!!



giovedì 22 ottobre 2015

Di Antonio Socci: Una Profezia incombe sul Sinodo


Diavoli a guardia del Limbo (dettaglio) di Andrea Bonaiuti - S. Maria Novella - Firenze

Una Profezia incombe sul Sinodo
(anzi due, vedere QUI; ndr)

Appena iniziato, questo Sinodo (imbavagliato e "teleguidato") è già finito. Infatti la conclusione è già scritta: l'arbitro argentino ha stabilito in anticipo la vittoria – a tavolino – della fazione "di sinistra" che lui stesso capeggia.

Dopo non si sa cosa potrà accadere fra ortodossi (cioè fedeli all'insegnamento del Vangelo e della Chiesa di sempre) ed eterodossi che vogliono sottomettere la Chiesa alle mode ideologiche del momento (san Pio X definiva il modernismo "la sintesi di tutte le eresie").

Essendo già scritto l'esito del Sinodo resta da spiegare il suo senso: è in corso la (tentata) liquidazione della Chiesa. Evento epocale che dovrebbe preoccupare anche i laici seri, perché probabilmente prelude alla liquidazione della stessa Europa.

Radici Cristiane

Diceva Immanuel Kant: "Il Vangelo è la fonte da cui è scaturita la nostra cultura". E il laicissimo Federico Chabod:

"Il Cristianesimo ha modellato il nostro modo di sentire e di pensare in guisa incancellabile; e la diversità profonda che c'è fra noi e gli Antichi (...) è proprio dovuta a questo gran fatto, il maggior fatto senza dubbio della storia universale, cioè il verbo cristiano. Anche i cosiddetti 'liberi pensatori', anche gli 'anticlericali' non possono sfuggire a questa sorte comune dello spirito europeo".

Infine il papa laico Benedetto Croce, nel saggio del 1942 «Perché non possiamo non dirci cristiani», spiegò: "Il Cristianesimo è stato la più grande rivoluzione che l'umanità abbia mai compiuta (...).

Tutte le altre, tutte le maggiori scoperte che segnano epoche nella storia umana, non sostengono il suo confronto, parendo rispetto ad essa particolari e limitate (...).

E le rivolte e le scoperte che seguirono nei tempi moderni (...) non si possono pensare senza la rivoluzione cristiana (...) perché l'impulso originario fu e perdura."

Si pensi inoltre alla resistenza della Chiesa – pagata con milioni di martiri – ai totalitarismi del XX secolo. È sempre stata l'unica luce nella notte degli orrori e il grande antidoto alle ideologie.




Certi laicisti alla Scalfari oggi potranno gioire per la sua liquidazione. Ma potrebbero amaramente pentirsene di fronte alle devastazioni del nichilismo e – come ha dimostrato in Francia la tragedia di "Charlie Hebdo"davanti all’Islam rampante nel mondo.

Un intellettuale liberale francese,  Pierre Manent ha pubblicato un libro,  «Situation de la France», dove fotografa la disperata inermità dell'Europa laicista di fronte all'Islam.

Manent dice: "Non basta la laicità per contrastare l'Islam. E diversamente da quanto sostengono i politici radicali, la laicità nemmeno serve a integrare i musulmani".

La tragedia è stata la demolizione della Chiesa. "Era l'idea dell'ateismo progressista", dice Manent. Dopo il Concilio "i cattolici hanno accettato di fondersi in questa sorta di nuova chiesa postcristiana... E il cristianesimo si è dissolto in una religione dell'umanità". Oggi siamo all'atto finale.

In effetti l'assalto al cattolicesimo, anche dall'interno, fu chiaro dagli anni Settanta, quando Paolo VI angosciato prese a denunciare una smania auto-demolitrice che si era impadronita della Chiesa, parlò di un "pensiero non cattolico" che si era fatto dilagante al suo interno, succube delle ideologie, e addirittura affermò che il "fumo di Satana" era entrato nel tempio di Dio.

Sembrò di essere a un passo dal crollo, ma arrivò la provvidenziale sorpresa di Giovanni Paolo II che con Ratzinger raddrizzò la barca e dette l’impressione di aver evitato il naufragio.

Poi qualcosa di terribile è accaduto: Benedetto XVI ha dovuto eclissarsi ed auto-recludersi. Così l'auto-demolizione è ripresa ed ora sembra al suo atto finale.

Un Sinodo Eterodosso

A molti uomini di Chiesa non sfugge la gravità della situazione, che traspare bene da un testo dei giorni scorsi in cui si mostra la lontananza dalla dottrina cattolica del cosiddetto "Instrumentum laboris", vidimato da Bergoglio per il Sinodo, sulla comunione ai divorziati risposati e l'omosessualità.

Tale stroncatura è firmata da tre teologi, Claude Barthe, Antonio Livi e Alfredo Morselli, ma in realtà ha dietro l'elaborazione di molti padri sinodali, vescovi e cardinali.


Don Claude Barthe - Mons. Antonio Livi - Don Alfredo Morselli

Vi si dice intanto che l'«Instrumentum» ripropone quelle proposizioni che "non essendo state approvate a maggioranza qualificata" dal Sinodo del 2014 "non dovevano né potevano essere incluse nel documento finale dello stesso" e "dovevano reputarsi respinte" (è stato Bergoglio in persona a imporne la riproposizione).

Inoltre in questo Instrumentum "risulta, in generale, compromessa la Verità, sì da rendere complessivamente non accettabile il documento, o altro che ne riproponesse i contenuti e fosse posto ai voti alla fine della prossima assemblea sinodale".

Si cita come monito il profeta Isaia: "Guai a coloro che chiamano bene il male e male il bene, che cambiano le tenebre in luce e la luce in tenebre" (5, 20).

I tre teologi rilevano infine che i due Motu proprio dell’8 settembre scorso svuotano la discussione dal punto di vista teologico e canonico (non ne spiegano il perché, ma è facilmente intuibile: con essi si introduce di fatto il divorzio nella Chiesa).

È la prima volta che un documento sinodale approvato dal papa e un suo Motu proprio, sono fortemente sospetti di uscire dall'ortodossia cattolica. Su punti fondamentali che a cascata farebbero poi venire giù tutto.

Così oggi – come ha scritto il cardinale Sarah – proprio mentre "migliaia di cristiani muoiono ogni giorno" per la fedeltà al Vangelo, "in Occidente degli uomini di Chiesa cercano di ridurre al minimo le esigenze del Vangelo. Il vero scandalo… è la confusione tra bene e male operata da pastori cattolici".

Cosa Accadrà

La mia previsione (a meno di un miracolo) è che il Motu proprio sul divorzio non venga ritirato ed entri in vigore l'8 dicembre, provocando un terremoto mai visto. E che Bergoglio, tramite il Sinodo che controlla, pur ribadendo a parole che il matrimonio è indissolubile, apra sulla comunione per alcuni divorziati risposati (anche se per casi particolari, sarebbe la classica falla nella diga).

Infine prevedo che si sdoganino di fatto anche altri tipi di unione (comprese quelle dello stesso sesso), sia pure dicendo che non possono parificarsi al matrimonio.

È un capovolgimento epocale del magistero della Chiesa e della vita cristiana, dalle conseguenze incalcolabili e spaventose anche per il mondo, se solo si pensa che per una "i" nella crisi ariana (per il "Filioque" nello scisma con la Chiesa orientale), e per un singolo divorzio (quello di re Enrico VIII che provocò lo scisma anglicano) la Chiesa ha vissuto tragedie terribili.



Grande Apostasia?

Oggi un certo clima apocalittico è avvertito dal popolo cristiano che in questi mesi, attraverso la rete, rilancia convulsamente una quantità di profezie terribili, tutte concentrate sul nostro tempo: talora di sedicenti veggenti che non hanno credibilità, ma spesso di mistici seri, come la visione dei due papi e delle due chiese della beata Emmerich. (Vedere QUI e QUI; ndr).

Ma al di là di mistici e apparizioni mariane – che, anche quando sono approvate dalla Chiesa come Fatima o La Salette, sono solo rivelazioni private e non obbligano la fede del credente – c'è una profezia a cui i cattolici devono credere, perché non è una rivelazione privata, ma fa parte integrante della rivelazione pubblica e viene dalla Sacra Scrittura.

Sta ufficialmente nel Catechismo della Chiesa Cattolica varato da Giovanni Paolo II e dal cardinal Ratzinger, dove si preannuncia quanto segue:

"Prima della venuta di Cristo, la Chiesa deve passare attraverso una prova finale che scuoterà la fede di molti credenti. La persecuzione che accompagna il suo pellegrinaggio sulla terra svelerà il «Mistero di iniquità» sotto la forma di una impostura religiosa che offre agli uomini una soluzione apparente ai loro problemi, al prezzo dell'apostasia dalla verità" (N. 675).

Molti si chiedono se non è proprio quello che sta accadendo sotto i nostri occhi.

da "Libero" del 4 ottobre 2015



martedì 20 ottobre 2015

Scoperta Mega-struttura ET intorno ad una Stella?




Huffington Post, 15 ottobre 2015

"Nel cielo dell'emisfero settentrionale, in bilico sopra la Via Lattea, ci sono due costellazioni: «Cygnus» il cigno, le ali spalancate in pieno volo, e «Lyra», l'arpa che ha accompagnato la poesia nell'antica Grecia, da cui prendiamo la nostra parola "lirica".

Così inizia il lungo articolo pubblicato su «The Atlantic», da cui pare emergere una notizia che, se confermata, sarebbe rivoluzionaria: gli astronomi avrebbero infatti trovato una "mega-struttura" che farebbe pensare ad un insediamento di vita aliena.

Tra queste costellazioni, infatti, si trova una stella "bizzarra", invisibile ad occhio nudo, ma visibile al telescopio spaziale Kepler, che ha fissato le stelle per più di quattro anni, a partire dal 2009.

"Non avevamo mai visto nulla di simile", dice Tabetha Boyajian, una postdoc (QUI) a Yale. "È stato davvero strano. Abbiamo pensato che potesse trattarsi di dati errati o di difetti al telescopio, ma abbiamo controllato ed era tutto in ordine".


Tabetha Boyajian

Kepler ha fissato il cielo in attesa dell'oscuramento delle stelle alla ricerca di un pianeta extra-solare ed è passato di fronte ad esse.

Il telescopio ne ha monitorate più di 150.000: fra queste, una in particolare è sembrata mostrare un comportamento anomalo. La stella si chiama KIC 8462852 e si trova ad una distanza di 1.480 anni luce.

La Boyajian, che sovrintende i "cacciatori" di pianeti, ha recentemente pubblicato un documento che descrive l'emissione inconsueta della luminosità di questo corpo celeste.

Quando un pianeta passa davanti ad un astro, la sua luce si affievolisce soltanto per poche ore o per un periodo più lungo ma su base regolare, ad esempio ogni 365 giorni.

Invece, ad intervalli atipici, la stella KIC 8462852 si oscura addirittura dell'ottanta per cento, rimanendo così per un periodo compreso tra i cinque e gli 80 giorni.

La configurazione della luce suggerisce che esiste un grande disordine su ciò che la circonda. Se la stella fosse giovane, si potrebbe pensare ad una massa di detriti.

Quando il nostro sistema solare si è formato, quattro miliardi e mezzo di anni fa, un alone caotico di polvere e detriti lo circondava, prima che la forza di gravità li organizzasse in pianeti, anelli di roccia e ghiaccio. 

(Sebbene non allo stato solido come noi intendiamo la materia; ndr).




Ma questa stella non è giovane. Se lo fosse, sarebbe circondata da residui che emetterebbero raggi infrarossi supplementari, ma gli strumenti non hanno rilevato questo dato.

Eppure, esiste una compagine di elementi che orbitano intorno ad essa. Gli scienziati hanno escluso una serie di ipotesi; tra le altre quella che possano essere causati da una recente collisione.

Un'altra supposizione è che una nube di comete sia stata attratta in orbita da una stella migrante e possa aver prodotto il modello irregolare di oscuramento. Il testo evidenzia come probabile quest'ultima spiegazione.

La serie di corpi sconosciuti che si muovono attorno ad essa è una mega-struttura abbastanza grande da bloccare un consistente numero di fotoni, altrimenti rilevati dal telescopio spaziale Kepler.

"Quando Tabetha Boyajian mi ha mostrato i dati, sono rimasto affascinato da quanto sembravano assurdi. 

Gli extraterrestri, di solito, dovrebbero essere l'ultima ipotesi a cui dar credito, ma questa sembrava il tipo di cosa che ci si sarebbe potuti aspettare da una civiltà aliena emergente" ‒ ha detto Jason Wright.

Egli è un astronomo della Penn State University, che sta lavorando su una delle interpretazioni alternative alla strano comportamento della luce.

Secondo lui, la luminosità potrebbe essere legata ad uno "sciame di mega-strutture", pensate per catturare l'energia della stella.




Intanto la Boyajian sta lavorando con Wright e Andrew Siemion, il direttore del centro di ricerca SETI, per capire, attraverso il Very Large Array (VLA) nel New Mexico, se ci sono onde radio emesse da una sorgente ad alta tecnologia. La prima osservazione avrà luogo a gennaio.

Relazione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.it


sabato 17 ottobre 2015

C. Xavier: La "Folgorazione" sulla Via di Damasco




Sebirblu, 17 ottobre 2015 

Dall'oscuro fondovalle in cui viviamo ho deciso di porgere a tutti gli "scalatori" delle grandi altezze una chicca meravigliosa, affinché diventi sprone ed auspicio per il più straordinario e sublime evento che possa mai accadere ad un essere umano: il suo Risveglio interiore.

Molti di voi, gentili Lettori, conoscono già Chico Xavier, medium brasiliano, che con la sua "psicografia" ha ricevuto tramite la Guida Emmanuel una quantità enorme di insegnamenti spirituali che hanno fatto il giro del mondo con i suoi libri tradotti in diverse lingue, ma anche con i film come "Nosso Lar" e un altro sulla sua vita. (Cfr. QUI, e QUI; ndr).

Ebbene, nonostante una gran parte di persone sia ancora un po' riottosa ad approfondire veramente la sostanzialità del Cristo, qualcosa nel cuore degli uomini si sta ora muovendo, e presto assisteremo ad una vera Rinascita, non più in una fede cieca, ma in una Consapevolezza nuova che farà davvero gridare al Miracolo. (Cfr. QUI QUI ndr). 




Sulla Via di Damasco

Saulo aveva consacrato il suo ideale a servire Dio con tutte le sue forze. Non esitava nell'esecuzione di tutto quello che considerava dovere, anche con azioni violente e rudi.

Se era chiaro che fosse circondato da numerosi amici e ammiratori, aveva anche potenti avversari, dovuto al suo carattere inflessibile nell'adempiere gli obblighi considerati sacri. Dov'era, allora, la pace spirituale che tanto desiderava negli sforzi comuni?

Nonostante consumasse tutte le energie per la sua causa, si vedeva come un laboratorio di inquietudini dolorose e profonde. La sua esistenza era segnata da idee potenti, ma nel suo intimo lottava con antagonismi inconciliabili. Le nozioni della Legge di Mosè non sembravano sufficienti alla sua sete divoratrice.

I risvolti del fato entusiasmavano la sua mente. Il mistero del dolore e dei diversi destini lo riempivano di enigmi insolubili e di oscure domande. Tuttavia, quegli adepti del falegname crocifisso sfoggiavano una serenità sconosciuta!

L'affermazione di ignoranza dei problemi più gravi dell'esistenza non prevalsero nel caso di Stefano, poiché aveva un'intelligenza poderosa e la mostrò nel momento della morte con una pace incredibile accompagnata da valori spirituali che gli infondevano stupore. (Fu il primo martire cristiano, lapidato proprio con l'assenso di Paolo di Tarso. Ndr).

Nonostante i compagni lo chiamassero all'attenzione sui primi paesaggi di Damasco che si disegnavano a distanza, Saulo non riusciva a sottrarsi all'oscuro soliloquio. Sembrava non vedere i cammelli rassegnati, che si trascinavano con pesantezza sotto il sole ardente di mezzogiorno.

Invano lo invitarono a mangiare. Egli sostò per alcuni minuti in una piccola e deliziosa oasi, aspettando che gli altri finissero il leggero pasto, e poi proseguì nella marcia assorbito nell'intensità dei suoi pensieri più intimi.

Lui stesso non riusciva a spiegare quello che stava accadendo. I suoi ricordi avevano raggiunto i periodi della prima infanzia. Tutto il suo passato laborioso si rivelò nitidamente in quell'esame introspettivo.

Fra tutte le immagini familiari, i ricordi su Stefano e Abigail (la sua fidanzata fattasi cristiana e deceduta prematuramente di malattia; ndr) erano quelli che più affioravano, come a suggerirgli grandi domande.


La Lapidazione di Santo Stefano di Gustav Doré

Perché quelle due persone di Corinto avevano prodotto in lui tale ascendenza in ogni problema del suo ego? Perché aveva aspettato Abigail lungo l'arco di tutta la sua gioventù, nell'idealizzazione di una vita pura?

Ricordava gli amici più elevati, e in nessuno di loro aveva trovato le qualità morali simili a quelle del giovane predicatore del "Cammino" (Stefano; ndr), che affrontava la sua autorità politica e religiosa davanti a tutta Gerusalemme, disdegnando l'umiliazione e la morte, per poi morire benedicendo anche le sue risoluzioni malvagie e spietate.

Che forza univa quei due esseri nei labirinti del mondo, dato che il suo cuore non poteva più dimenticarli? La verità dolorosa è che si trovava senza pace interiore, nonostante la conquista e il godimento di tutte le prerogative e i privilegi tra le figure più eminenti della sua razza.

Sfilavano, nel pensiero, le giovani donne che aveva incontrato nel corso della sua vita, le predilette della sua infanzia, ma in nessuna di loro poteva trovare le stesse caratteristiche di Abigail, che aveva intuito i suoi desideri più segreti.

Tormentato dalle profonde domande che si accumulavano nella sua mente, sembrò svegliarsi da un grande incubo. Doveva essere mezzogiorno. Ancora lontani, i paesaggi di Damasco si presentavano con i loro contorni: fitti frutteti e cupole grigie che si delineavano a distanza.

Bene in sella, Saulo mostrava l'equilibrio di un uomo abituato ai piaceri dello sport mentre procedeva col suo atteggiamento dominatore.

Ad un dato istante però, quando a malapena si era risvegliato dalle sue angosciose elucubrazioni, si sentì avvolto da strane luci dalle tonalità solari. Ebbe il sentore che l'aria si squarciasse come una tenda sotto una pressione invisibile e potente.

Intimamente, si considerò preda di un'improvvisa vertigine dopo lo sforzo mentale, persistente e doloroso. Avrebbe voluto girarsi, chiedere aiuto ai compagni, ma non li vide, nonostante la possibilità di supplicare il loro soccorso.

‒ Giacobbe...! Demetrio!... Aiutatemi!... ‒ urlò disperato.

Ma la confusione dei sensi gli fece perdere l'equilibrio e cadde dall'animale, indifeso, sulla sabbia ardente. La vista, tuttavia, sembrava dilatarsi all'infinito.

Un'altra luce gli inondò gli occhi, abbagliandoli, e sulla strada, che l'atmosfera frammentava, vide apparire la figura di un uomo di maestosa bellezza, che dava l'impressione di scendere dal cielo per andargli incontro.


La Conversione di San Paolo di Nicolas Bernard Lépicié  (1735 - 1784) 

La sua tunica era fatta di punti luminosi, i capelli toccavano le spalle alla nazarena; occhi magnetici, seducenti di simpatia e di amore, illuminavano il suo volto serio e tenero, da cui traspariva una divina tristezza.

Il dottore di Tarso lo contemplava con profondo stupore e fu allora che, con un'inflessione di voce indimenticabile, lo sconosciuto disse:

‒ Saulo...! Saulo!... perché mi perseguiti?

Il giovane tarsense non sapeva che istintivamente si era messo in ginocchio. Senza essere in grado di definire ciò che stava accadendo, strinse il petto in un atteggiamento struggente. Un forte senso di venerazione prese possesso di tutta la sua persona.

Cosa significava tutto questo? Di chi era il volto divino che intravvedeva nel pannello del firmamento e la cui presenza gli inondava il cuore celere di emozioni sconosciute?

Mentre i suoi compagni circondavano il giovane genuflesso, senza né sentire né vedere nulla, nonostante avessero notato inizialmente una grande luce alta nel cielo, Saulo lo interrogò con voce tremante ed impaurita:

‒ Chi siete voi, Signore?

Aureolato in una fragrante luce benefica e in un tono di inconcepibile dolcezza, il Signore rispose:

‒ Io sono Gesù!...

Così, si vide l'orgoglioso e inflessibile dottore della Legge inchinarsi a terra, in un pianto convulsivo.

Si sarebbe detto che l'appassionato rabbino di Gerusalemme fosse stato ferito a morte, sperimentando in una sola volta il crollo di tutti i principi che gli avevano plasmato e guidato lo Spirito fino a quel punto della vita.

Davanti agli occhi aveva adesso, dunque, quel Cristo magnanimo ed incompreso! I predicatori del "Cammino" non erano degli illusi. Le parole di Stefano erano la pura verità! La credenza di Abigail era il percorso reale. Quello era il Messia!




La meravigliosa storia della Sua Risurrezione non era una risorsa leggendaria al fine di fortificare le energie del popolo. Sì, lui, Saulo, lo vedeva lì in tutto lo splendore della Sua gloria divina!

E che Amore gli doveva animare il cuore pieno di nobile misericordia, per venire a trovare lui sulle strade deserte... lui, Saulo, che si era innalzato a persecutore implacabile  dei  Suoi  discepoli  più  fedeli!...

Nell'espressione di sincerità della sua anima ardente, considerò tutto questo nella fugacità di un minuto. Sperimentò un'invincibile vergogna del suo passato crudele. Un torrente di lacrime impetuose lavavano il suo cuore. (È quanto accadrà ad ogni essere umano durante l'Avvertimento; leggere QUI; ndr). 

Voleva parlare, fare penitenza, piangere le sue infinite delusioni, gridare fedeltà e dedizione al Messia di Nazareth, ma il rammarico sincero dello spirito pentito e dilaniato gli imbrigliava la voce.

Fu quando notò che Gesù si avvicinò e, contemplandolo affettuosamente, gli toccò la spalla con tenerezza, dicendo con inflessione paterna:

‒ Non resistere agli aculei...! (Del pungolo spirituale; ndr).

Saulo comprese. Dal primo incontro con Stefano forze profonde lo inducevano ovunque e di continuo alla meditazione dei nuovi insegnamenti. Cristo lo aveva chiamato con tutti i mezzi e con tutte le modalità.

Senza essere in grado di comprendere la divina grandezza di quegli attimi, i compagni di viaggio lo videro piangere più copiosamente.

Il giovane di Tarso singhiozzava. Davanti all'atteggiamento dolce e suadente del Messia nazareno, considerava il tempo perso in sentieri scabrosi e ingrati.

Da allora in poi necessitava riformare il patrimonio dei suoi pensieri più intimi; la visione di Gesù risorto, ai suoi occhi mortali, gli rinnovava integralmente le concezioni religiose.

Certo, il Salvatore si era impietosito del suo cuore leale e sincero, consacrato al servizio della Legge, e scese dalla Sua gloria estendendogli le mani divine. Lui, Saulo, era la pecora smarrita nel burrone delle teorie infiammanti e distruttrici.


La pecorella smarrita di Judy Gibson (Mt. 18, 12-14)

Gesù era il Pastore amico che chiudeva gli occhi verso lo "spineto" ingrato per salvarlo affettuosamente. In un lampo, il giovane rabbino considerò la grandezza di quel gesto d'Amore. Le lacrime spuntarono dal suo cuore amareggiato, come linfa pura di una fonte sconosciuta.

Proprio lì nell'augusto santuario dello Spirito, fece la promessa di consegnarsi a Gesù per sempre. Ricordò improvvisamente le rigide e dolorose prove. L'idea di un focolare con Abigail era morta. Si sentì solo e sopraffatto.

Da quel momento in avanti, però, si sarebbe consacrato al Cristo, come semplice schiavo del Suo Amore. E si sarebbe impegnato in tutto per provargli che sapeva capire il Suo sacrificio, sostenendoLo nel sentiero buio dell'iniquità umana, in quel passaggio decisivo per il suo destino.

Bagnato di lacrime, come mai gli era accaduto nella vita, fece proprio lì, sotto gli sguardi spaventati dei compagni e del calore cocente del mezzogiorno, la sua prima professione di fede.

‒ Signore, che vuoi che io faccia?

Quell'essere risoluto, anche in quell'istante di resa incondizionata, piegato e ferito nei suoi principi più stimabili, dava esempio della sua nobile lealtà.

Trovando maggiore la rivelazione (di quella mosaica che lui professava; ndr), davanti all'Amore che Gesù gli mostrava sollecito, Saulo di Tarso non scelse per servirLo compiti che replicavano il suo zelante impegno personale.

Consegnandosi anima e corpo, come se fosse un servo insignificante, interrogava con umiltà cosa desiderasse il Maestro dalla sua cooperazione.

E fu allora che Gesù, contemplandolo più amorevolmente e dandogli a comprendere la necessità degli uomini di armonizzarsi nel lavoro comune all'edificazione di tutti, nell'Amore universale e in Suo nome, chiarì generosamente:

‒ Alzati, Saulo! Entra in città, e là ti sarà detto ciò che conviene fare!...

Così il giovane tarsense non avvertì più il volto amorevole, avendo la sensazione di essere immerso in un mare di ombre. Prosternato, continuò a piangere, provocando pietà nei compagni.


La Conversione di San Paolo (dettaglio) - Caravaggio (1571 - 1610) 

Si strofinò gli occhi, come se volesse strappare il velo che gli oscurava la vista, riuscendo solo a brancolare nel buio fitto. A poco a poco, cominciò a rendersi conto della presenza degli amici, che sembravano commentare la situazione:

‒ E adesso... Giacobbe? disse uno di loro, mostrando grande preoccupazioneCosa facciamo ora? Pensandoci benerispose l'interrogatoè meglio inviare Giona a Damasco per chiedere un intervento rapido.

‒ Ma cosa è successo?chiese il vecchio rispettabile chiamato Giona.

Non lo sochiarì Giacobbe impressionatoDapprima ho notato un'intensa luce nei cieli e, poco dopo, ho sentito che lui stava chiedendo aiuto. Non ho avuto il tempo di rispondere, perché nello stesso attimo è caduto dal cavallo senza aspettare soccorso.

Ciò che mi preoccupadisse Demetrioè questo dialogo con le ombre. Con chi parlerà? Se si sente soltanto la sua voce e non vediamo nessuno, che cosa starà accadendo qui, adesso, che non comprendiamo?

Non percepite che il Capo è in delirio?disse Giacobbe prudentementeI grandi viaggi, con il sole cocente, di solito abbattono organismi più forti. Inoltre, come abbiamo visto, sin dal mattino, sembrava depresso e indisposto.

Non si è alimentato e si è indebolito a causa degli sforzi di tutti questi giorni che da Gerusalemme stiamo ancora sostenendo con grande sacrificio. A mio avvisoconcluse scuotendo la testa rattristatosi tratta di una di quelle febbri che colpiscono improvvisamente nel deserto...

Il vecchio Giona però, con gli occhi sgranati, fissava con grande meraviglia il rabbino che singhiozzava. E dopo aver sentito il parere dei compagni, impaurito, come se temesse di offendere una qualche entità sconosciuta, disse:

«Ho grande esperienza di questi spostamenti con il sole a picco. Ho speso la mia gioventù conducendo cammelli attraverso i deserti dell'Arabia.




Ma, non ho mai visto in tali luoghi un infermo con queste caratteristiche – la febbre di coloro che cadono esauriti, in nessun modo si manifesta con delirio e lacrime.

L'ammalato cade abbattuto senza reazioni. Qui, però, vediamo il Capo come se stesse parlando con un uomo invisibile. Rifiuto di accettare questa ipotesi, ma ho il sospetto che in tutto questo ci siano i sortilegi di quelli del "Cammino".

I seguaci del "falegname" conoscono processi magici che siamo lontani dal comprendere. Non ignoriamo che il Dottore si è consacrato al compito di perseguirli ovunque si trovino. Forse, hanno pianificato contro di lui una qualche crudele vendetta?

Mi sono offerto di venire a Damasco per fuggire dai miei parenti, che sembrano sedotti da queste nuove dottrine. Chi ha mai sentito parlare della cura della cecità con una semplice imposizione delle mani? Tuttavia, mio fratello è guarito con il famoso Simon Pietro.

Solo la stregoneria, a mio avviso, spiega queste cose. Vedendo tanti fatti misteriosi a casa mia, ho avuto paura di Satana e sono fuggito.»

Raccolto in sé stesso, sorpreso in mezzo alle dense tenebre che lo avvolgevano, Saulo sentì i commenti da parte degli amici, sperimentando un grande abbattimento, come se fosse tornato esausto e cieco da un enorme sconfitta.

Asciugandosi le lacrime, chiamò uno di loro con profonda umiltà. Vennero tutti con sollecitudine.

Che cosa è successo?chiese Giacobbe preoccupato ed ansioso.Siamo afflitti per voi. State male, signore?... provvederemo a tutto che ciò giudicate necessario...

Saulo fece un gesto triste e disse:

Sono cieco.

Ma veramente?chiese l'altro inquieto.

Ho visto Gesù di Nazareth! disse contrito, totalmente cambiato.

Giona fece un segno significativo come per confermare ai compagni che aveva ragione, si guardarono tutti molto stupiti. Avevano capito istintivamente che il giovane rabbino parlava da dissociato.

Giacobbe, che era un amico più intimo, si mosse per primo e sottolineò:

Signore, ci dispiace per la vostra affezione, ma bisogna decidere riguardo al destino della carovana.




Il dottore di Tarso, tuttavia, rivelando una sottomissione che non conciliava con il suo temperamento dominatore, lasciò cadere una lacrima e rispose con profonda tristezza:

Giacobbe, non preoccuparti per me... in merito a quello che devo fare, adesso ho bisogno di arrivare a Damasco, senza indugio.

Quanto a voi... e con la voce riluttante che usciva dolorosamente come se pressata da una grande angoscia, concluse in tono amaro: fate ciò che volete, perché fino a poc'anzi eravate i miei servitori, ma d'ora in poi anch'io sarò uno schiavo, non appartenendo più a me stesso.

Davanti a quella voce umile e triste, Giacobbe si mise a piangere. Aveva la piena convinzione che Saulo fosse impazzito. Chiamò i suoi compagni da parte e disse:

Ritornate a Gerusalemme con la triste notizia, mentre io vado alla città vicina con il Dottore per risolvere la questione al meglio. Lo porterò ai suoi amici e cercheremo l'aiuto di un medico... Noto che è estremamente disturbato...

Il giovane Rabbino prese atto delle decisioni quasi senza sorpresa. Accettò passivamente la soluzione del servo. Così com'era, immerso nelle ombre più scure e profonde, aveva l'immaginazione ricca di congetture trascendenti.

La cecità improvvisa non lo affliggeva. Nell'intensità del buio che riempiva le sue pupille sembrava emergere la figura del radiante Gesù che vedeva con gli occhi dello Spirito.

Era giusto che cessassero le percezioni visive, al fine di conservare per sempre la memoria del glorioso minuto della subitanea trasformazione per una vita più sublime.

Saulo ricevette le osservazioni di Giacobbe, con la semplicità di un bambino. Senza lamentarsi, senza resistenza, sentì il trotto della carovana che si avviava mentre il vecchio servitore gli offriva il braccio amico, preso da infinite paure.

Con le lacrime che scendevano dagli occhi inespressivi, perso in qualche visione impenetrabile nel vuoto, l'orgoglioso dottore di Tarso, guidato da Giacobbe, proseguì a piedi sotto il sole bruciante del primo pomeriggio.

Commosso dalle benedizioni ricevute dalle Sfere più alte della vita, Saulo pianse come mai aveva fatto prima. Era cieco e separato dai suoi. Dolorose angosce si chiudevano nel suo cuore oppresso.

Ma la visione del Cristo risorto, la Sua parola indimenticabile, la Sua espressione d'Amore erano adesso presenti nella sua anima trasformata.


Del Parson

Gesù è il Signore, inaccessibile alla morte. Lui avrebbe guidato i suoi passi nel cammino, gli avrebbe dato nuovi ordini prosciugando le ferite della vanità e dell'orgoglio che gli rodevano il cuore; soprattutto gli avrebbe concesso la forza per riparare gli errori dei suoi giorni d'illusione.

Relazione, riadattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

Fonte: Estratto dal X capitolo del libro di Chico Xavier "Stefano e Paolo", dettato dal suo Spirito Guida Emmanuel (download QUI; ndr).