mercoledì 23 settembre 2015

Padre Pio e Belzebù: Intervista a Padre Amorth




Sebirblu, 22 settembre 2015

Cari Lettori, in onore del Santo di Pietrelcina nella ricorrenza del giorno a lui dedicato, il 23 settembre, e pensando di fare cosa gradita a tutti i suoi numerosi "figli spirituali" e devoti di tutto il mondo, pubblico un'interessante intervista fatta a Padre Amorth (famoso esorcista) proprio su Padre Pio e il demonio.



Padre Gabriele Amorth - Esorcista 
 ‒ nato il 1° maggio 1925

Padre Pio e Belzebù: intervista a Padre Amorth

di Raffaele Iaria

Qual è stato il rapporto tra Padre Pio e il demonio?

"È stato un rapporto costante. Dobbiamo partire da lontano. Padre Pio ha sempre dato importanza ad una visione che ebbe da fanciullo. In essa si vedeva un grande campo.

Da una parte una coorte di Angeli bellissimi vestiti di bianco; dall'altra una nutrita schiera di visi orribili. Ad un certo punto si avvicina un uomo altissimo, con la testa che toccava addirittura le nuvole.

Il fanciullo ha paura, cerca di scansarsi: com'è possibile io così piccolo e lui così grande, un gigante! Gli appare quindi un essere misterioso che gli dice: «Non aver paura: io ti aiuterò e tu lo vincerai».

Ci fu quindi una zuffa tremenda tra quel gigante e il piccolo Francesco Forgione, in seguito alla quale l'aggressore fu sconfitto. E allora mentre la schiera dei demoni se ne andava arrabbiata, quella degli Angeli applaudiva il personaggio sconosciuto a cui, in realtà, era dovuta la vittoria.

Il Frate santo non ha mai voluto rivelare il suo nome: probabilmente si trattava di Gesù stesso.

Questo episodio si è ripetuto così tante volte che quell'essere avvertì Padre Pio giovanetto: «Guarda che tu dovrai combattere ad oltranza con questo gigante ed io ti assisterò di continuo e con il mio aiuto lo vincerai sempre, ma dovrai perpetuamente lottare con lui»."

Padre Pio ha guarito e liberato dal maligno molte persone: si può parlare di lui come di un esorcista, nel termine propriamente detto?

"No. Padre Pio non è mai stato un esorcista. Questi è un sacerdote che riceve tale facoltà dal suo vescovo. Il Frate di Pietrelcina non ha mai fatto esorcismi veri e propri, ossia sacramentali. Tutti possono allontanare Satana: «Quelli che credono... nel mio nome scacceranno i demoni». (Mc 16, 17-18; ndr).

Fra' Pio li ha più volte allontanati, usando del suo sacerdozio, della sua fede, della sua forza di cristiano. Si può parlare di lui come di una persona che ha cacciato molte entità demoniache, ma non di un esorcista."



Francisco Goya 
 ‒ (1746 ‒1828)

C'è qualche fatto particolare che possa riassumere questo «conflitto» che ha visto San Pio protagonista nelle lotte con il diavolo sia a Pietrelcina che nei conventi dove ha dimorato e a San Giovanni Rotondo?

"Ci sono molti episodi che caratterizzano la vita di Padre Pio che ha dovuto tutti i giorni lottare contro il maligno. Più volte il demonio lo ha frustato a sangue. In un'occasione gli ha sbattuto la testa a terra: hanno dovuto dargli dei punti di sutura sull'arcata sopraccigliare.

Però ha confessato: «L'ho sempre vinto». Ha lottato ogni giorno con lui, quotidianamente ha ricevuto delle botte, ma sempre ne è uscito vincitore.

Direi che gli eventi più significativi, se vogliamo chiamarli così, li troviamo nel periodo in cui era a Venafro per studiare la Sacra Eloquenza: nella mente dei suoi superiori avrebbe dovuto diventare un frate predicatore.

Lì, Satana si è presentato in parecchie sembianze diverse. Preciso innanzitutto che il demonio è unicamente spirito, non ha corpo, non è rappresentabile. Sovente mi viene chiesto se l'ho veduto. Non l'ho mai visto.

Egli, per potersi manifestare, deve assumere un corpo fittizio, falso. E lo prende con forme che variano in base allo scopo che vuole raggiungere.

A Venafro, si è presentato prevalentemente sotto forma di cagnaccio o di gatto, anomali rispetto alle dimensioni, con la volontà evidente di incutere paura. Altre volte, quando voleva cercare di sedurre Fra' Pio in merito alla purezza, gli appariva con le sembianze di qualche fanciulla nuda e provocante.

E ancora, il satanasso si camuffava assumendo l'aspetto di Gesù e di Maria o del Padre Provinciale e spirituale. In questa veste gli impartiva anche ordini che al giovane frate sembravano molto strani.

Quando il demonio andava via, egli si recava dai superiori chiedendo spiegazione e gli veniva risposto che tutto quello che gli era stato ordinato di fare era opera diabolica."



San Pio da Pietrelcina 
 ‒ (1887 ‒1968)

Nell'ottica di Dio che senso ha questa battaglia «senza esclusione di colpi», quella tra il Frate di Pietrelcina e «il re degli inferi», una lotta fra la vita e la morte iniziata quando egli era soltanto un fanciullo e chiusa definitivamente alla sua dipartita? Esiste una spiegazione ascetica in tutto questo?

"Noi assistiamo allo scontro incessante tra Gesù e Satana durante tutta la vita, e a cui siamo chiamati a partecipare. La vera lotta è tra Cristo e l'Oppositore, il principio ribelle.

La spiegazione, mi pare, dipende proprio da come il demonio cerca di distoglierci dalla retta via e dal Cristo, e come noi, uniti a Lui, ne usciamo sempre vittoriosi. Se ci stacchiamo da Dio allora perdiamo, siamo sconfitti.

Il suo scopo è proprio questo: distoglierci dall'Eterno, renderci a Lui infedeli. Da qui lo sforzo satanico. A lui importano poco le possessioni diaboliche vere e proprie. A lui interessa portare l'uomo dalla sua parte, all'infedeltà a Dio. Il senso di tutto ciò è il combattimento contro il Male.

Da tener presente che Padre Pio non lottava soltanto per se stesso contro il maligno, ma anche per difendere tutte le persone che si rivolgevano a lui, per proteggerle dalla sua schiavitù. Quindi la sua azione era decisamente contro le entità diaboliche di chiunque lo avvicinasse."

Mettendo in parallelo San Pio da Pietrelcina e la mistica Santa Faustina Kowalska e i messaggi di Fatima, si può parlare oggi di «inferno vuoto» come dicono tanti?

"Purtroppo, oggi sono molti coloro che parlano di inferno inesistente, anche un teologo famosissimo ed un cardinale, eppure non c'è niente di più chiaro nel Vangelo che la certezza di questo posto e di coloro che ci vanno. 

Per cui, parlare di "inferno vuoto" è assolutamente fuori luogo. Quest'ambiente purtroppo esiste, e in esso cadono tante anime come hanno visto molti veggenti in visioni private, per esempio i fanciulli di Fatima, così come numerosi altri Santi.

C'è un episodio, se vuole, che può essere interessante da ricordare. Un fatto avvenuto ad una delle ragazze a cui è apparsa la Madonna di Medjugorje. Una volta la fanciulla chiese (lasciamo stare il caso Medjugorje, se si può credere o no, a me interessa l'episodio in sé):

«Mamma cara, è possibile che un dannato si penta? E non potrebbe Dio toglierlo dall'inferno e portarlo in Paradiso?» La Madonna, sorridendo, disse: «Dio potrebbe, Dio potrebbe, ma sono loro che non vogliono».

(Ma... naturalmente... questa risposta della Vergine lascia scorgere tra le righe che tutto può essere messo in discussione, secondo la presa di coscienza di ciascuna anima. Non tutte si trovano al medesimo livello involutivo!

In Ultrafanìa «QUI», il temibile luogo corrisponde alla Biotesi del Letargo e in misura minore anche a quella del Rimorso. Ma per maggiori e più profondi ragguagli, consiglio vivamente tutti voi di "download-are" il superlativo libro (ora introvabile) "LA VITA«QUI» ‒ di Gino Trespioli ‒ QUI e QUI; ndr).




Quando uno s'incancrenisce nell'errore, nella via contro Dio, non ne vuol sapere di tornare indietro. Tutte le volte che io ho detto al demonio:

«Tu sei il più grande stupido che esista al mondo. Con tutta la tua intelligenza prima eri in Paradiso e adesso sei all'Inferno. Dimmi: se potessi tornare indietro, cosa faresti?». «Farei la stessa scelta», è stata la risposta che mi ha sempre dato.

L'eternità dell'Inferno dipende proprio da come uomini e demoni si siano incaponiti, abbarbicati cocciutamente all'odio contro Dio e ad uno stato di opposizione a Lui."

Ci sono stati dei Santi «posseduti» dal diavolo?

"Ce ne sono stati vari, e questo ci dà l'occasione di ricordare che la possessione diabolica può avvenire per motivi d'arbitrio negativo, ma può anche sopraggiungere per cause diverse, per esempio in relazione a malattie o a menomazioni debilitanti.

(E in tale caso si tratta sempre di debito karmico o di espiazione richiesta dallo Spirito, magari a pro di altri, anche se apparentemente sembra inverosimile! Ndr).

È una forma di penitenza, di sofferenza estremamente meritoria, ma questo non vuol dire che se un individuo si dovesse trovare in una condizione simile, debba per forza essere un'anima in errore o colpevole in un modo più o meno grave.

Mi piace ricordare una persona dei nostri tempi: suor Maria di Gesù Crocifisso, carmelitana, chiamata anche la «piccola araba», nata a pochi chilometri da Nazareth. Ha avuto due volte nella vita la possessione diabolica con la necessità di ricevere esorcismi.

Dunque il maligno può anche colpire persone sane, e i sacrifici, le sofferenze, le percosse, le umiliazioni, tutto quello che egli provoca in queste persone è altamente propizio per la loro santificazione e per il loro apostolato verso le anime bisognose di Dio."

Cosa vuol dire oggi essere «esorcista»?

"Fare l'esorcista, oggi, è una missione dura e, dal punto di vista della popolarità, è un lavoro estremamente ingrato. D'altra parte, se noi leggiamo il Vangelo, Gesù è molto chiaro: dà agli Apostoli e ai loro successori tre compiti precisi, e cioè predicare, scacciare i demoni e guarire i malati. (Mt. 10, 5-16; ndr).



Justin Kunz

(Gli Apostoli rappresentano, con i loro diversi caratteri e difetti, tutta l'Umanità, e quindi l'esortazione di Gesù di mandarli ad operare "come agnelli in mezzo ai lupi" si rivolge a tutti gli uomini di buona volontà che vogliono seguirLo ed imitarLo. Ndr).

Da notare che spesso preti santi hanno scacciato demoni e liberato anime senza nemmeno accorgersene. Io vedo, esercitando questo compito, il completamento del mio sacerdozio.

Quindi, espletare il ruolo di esorcista vuol dire essere uomini adusi alla fatica, persone di grande preghiera e di fede incrollabile ‒ perché senza questa non si combina nulla; è la fede che guarisce e libera ‒ e significa pure essere esposti alle critiche o ai risolini di dileggio da parte degli altri sacerdoti."

Si è parlato, in alcuni casi, anche di Giovanni Paolo II come esorcista...

"Sì. Ci sono almeno due eventi, che io conosco, in cui Giovanni Paolo II ha compiuto esorcismi. Uno, il più famoso, descritto da un cardinale e raccontato in un libro, è l'episodio di quando il Papa ha esorcizzato una ragazza che gli era stata portata dall'allora vescovo di Spoleto, mons. Alberti.

Ha compiuto un esorcismo vero e proprio nei confronti di una giovane che si rotolava per terra nel suo appartamento. Una cosa nuova per i pochi presenti che dicevano che queste cose si erano solo lette nel Vangelo. Erano increduli senza sapere che, per noi esorcisti, è pressoché pane quotidiano.

E il Papa verso la fine dell'esorcismo, ha pronunciato queste parole: «Domani celebrerò per te la Santa Messa». A questa frase la ragazza si è alzata, sorridente, provvisoriamente liberata.

Dico «provvisoriamente» perché bisogna tener conto che la liberazione dal demonio è un atto e un intervento straordinario di Dio. È un vero e proprio miracolo che avviene, in genere, dopo un periodo molto lungo.

Ci sono persone che sto esorcizzando da oltre quindici anni, e questo vuol dire che su di loro ho compiuto centinaia di interventi. Al termine di ognuno di questi, danno l'impressione di essere libere, di essere guarite.

Invece dura poco quello stato di liberazione. Il demonio le attacca di nuovo. Per ottenere la libertà definitiva ci vuole parecchio tempo.




Io sono al corrente di un altro esorcismo di Giovanni Paolo II, compiuto da lui in precedenza: me ne aveva parlato padre Candido (un altro famoso esorcista di Roma, n.d.r.).

E ancora, in piazza San Pietro si era vista una fanciulla che camminava tutta storta, gobba. L'avevano messa in prima fila tra i malati. Appena scese il Papa, questa giovane si mise ad urlare come una pazza. Allora venne allontanata.

Ed egli disse: «Lasciatela in disparte, poi voglio benedirla». Dopo l'udienza, in una stanzetta vicino all'arco delle campane, alla presenza dei genitori e di mons. Danzi, un vescovo molto noto in Vaticano, il Pontefice per oltre una mezz'ora pregò su di lei.

Anche qui non si poté parlare di liberazione totale, ma di un buon passo per raggiungerla, questo sì. Non sono a conoscenza di altri episodi, ma certamente posso dire che Karol Wojtyla sapeva e molto spesso parlava del maligno.

Intorno a questo tema, esistono anche fatti molto particolari: gente che ha emesso dalla bocca oggetti diversi. Riguardo a ciò, vi è parecchio scetticismo: si parla di un ritorno al Medioevo...

È vero... Quest'accusa viene fatta, purtroppo, e dico sempre a tali individui che sono dei grandi ignoranti. Io sono un ammiratore del Medioevo, un'epoca stupenda.

Quando in Francia mi è stata fatta questa osservazione, ho risposto: "Iniziate a demolire le più belle chiese e basiliche che avete, perché sono tutte di quel periodo".

Io non vi faccio tornare al Medioevo e neppure al periodo di Cristo, ma ad Adamo ed Eva. È cominciata con loro l'azione del demonio sull'uomo e la lotta contro il maligno.

Egli esiste sin dall'inizio (cfr. QUI; ndr) ed ha continuamente agito. Il suo trucco, la sua strategia principale è nota: far credere che non esista. Il grande bugiardo ci tiene a lavorare di nascosto per intervenire indisturbato e condurre l'uomo al Male.




Ha pure un altro compito straordinario, anche se raro: quello di procurare malanni specifici che possono portare anche alla possessione diabolica, alla quale, però, tiene meno.

Egli è più concentrato verso la sua attività ordinaria, quella di cercare di tentare l'uomo, portarlo, come già detto, dalla sua parte oscura, e allontanarlo il più possibile da Dio che è Luce.

Per questo è molto importante per lui che non si creda alla sua esistenza, in modo da poter agire indisturbato."

In una società secolarizzata, in cui gli esorcismi sono spesso considerati degli atti di stregoneria, quale messaggio potremmo lanciare?

"Se c'è una società in cui il demonio trionfa particolarmente, questa è la nostra. Basta guardarci intorno e vedere come le colpe vengano considerate delle esperienze.

Un esempio: non c'è mai stata una guerra che abbia ucciso ogni giorno tanti bambini così come avviene con l'aborto. Esso è un vero e proprio omicidio approvato ufficialmente dagli Stati. Questa è una vittoria di Satana, una vittoria meravigliosa.

Altro esempio, la quantità di separazioni. Questo è il trionfo di Satana perché l'Altissimo è il Dio dell'Amore, della Pace, dell'Unione, della Concordia. Le guerre sono diventate sempre più difficili da combattere, perché sono in mezzo alle popolazioni.

Viviamo in una società in cui la tendenza satanica è generalizzata e, notate, qui parlo solo di azioni diaboliche nella loro esplosione e nei loro effetti.

Ma pensiamo soprattutto al satanismo vero e proprio, e a come si sono divulgate nel mondo le sette sataniche: quante persone si vendono a Satana!

Ho bruciato tante consacrazioni al maligno, scritte con il sangue per chiedere denaro, successo e piacere, le tre grandi passioni umane che fanno vendere l'anima al diavolo. Dio non voglia che avvenga una punizione di quelle robuste per far ritornare il giudizio alla gente!



"Il Gran Giorno della Sua Ira" di John Martin - 1853

Credo che stiamo avviandoci verso una Terza Guerra Mondiale: lo vedo da tanti segni esteriori che, per chi ha occhi per guardare, non può non vedere.

Su questo ci sono tante profezie, come quella di Teresa Musco, una veggente di Caserta, morta in concetto di santità e per la quale è avviata la causa di beatificazione. (Tutte predizioni che lei asseriva provenire dalla Madonna).

Aveva predetto la guerra dei sei giorni in Israele, aveva pronosticato la seconda guerra e aggiunto pure: «Palestinesi ed israeliti cercheranno sempre di mettersi d'accordo ma non ci riusciranno mai, perché da lì inizierà la Terza Guerra Mondiale».

Ora, che da quella terra possa nascere il terzo conflitto planetario non l'abbiamo ancora visto, ma che in tutti questi anni i due popoli abbiano tentato di arrivare ad un punto d'incontro senza successo, lo vediamo con chiarezza tutti.

Io scorgo l'azione di Satana estremamente al culmine, trionfante, e grazie al Cielo sappiamo che non sarà vincente, perché "Le porte dell'inferno non prevarranno contro la Chiesa". (Mt. 16, 17-19; ndr).

Un carismatico deceduto di recente diceva: «C'è molta gente che ogni giorno trova il tempo per leggere il giornale, ma non lo trova, durante tutta la vita, per leggere la Bibbia». E questo è un fatto molto, ma molto diffuso."

Qual è il modo per difendersi dal maligno?

"Ritornare ai Dieci Comandamenti, alle Leggi di Dio. Rendersi conto che le Sue Leggi non sono proibitive, ma di Salvezza. Ricominciare ad amarci, ritornare alla concordia, ripristinare l'onestà. Attualmente il tessuto sociale è basato proprio sull'ingiustizia: è necessario ritornare a Dio."

Padre Pio le ha mai predetto la sua attività di esorcista?

"No. Quando frequentavo Padre Pio non ero ancora sacerdote esorcista e non pensavo minimamente di diventarlo. Avevo dei figli spirituali e gli ho parlato di loro chiedendogli di poterli affidare a lui, e Padre Pio ha accettato.

Gli dissi: «Così i miei figli spirituali la chiameranno nonno Pio». Si è messo a ridere. Quindi, un mio figlio spirituale lo è anche di Padre Pio."

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it

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