martedì 21 aprile 2015

Anima stanca che ti accasci sull'orlo della via...

di Pietro Ubaldi



Sebirblu, 21 aprile 2015

Solo qualche parola sommessa, per non turbare la lettura di questo splendido brano di incoraggiamento per chi soffre, scritto, sotto ispirazione, da Pietro Ubaldi (per conoscerlo meglio, QUI). Ma vi consiglio anche di leggere QUI, QUI, QUI e QUI.

Per coloro che interiormente vibrano e sentono, qualsiasi altra espressione diventa superflua.  Solo il silenzio merita di essere osservato.




La Preghiera del Viandante

Anima stanca che ti accasci sull'orlo della via, sosta un istante nell'eterno cammino della vita, deponi il fardello delle tue espiazioni e riposa.

Ascolta come è piena di armonie l'opera di Dio! Il ritmo dei fenomeni emana una musica dolce e grandiosa. Attraverso le forme esteriori i due misteri, dell'Anima e delle cose, si guardano e si sentono.

Dal profondo, il tuo Spirito ascolta e comprende. La visione delle opere di Dio dà la pace e l'oblio; di fronte alla divina bellezza del Creato la tempesta del cuore si acquieta; passione e dolore si assopiscono in un lento e dolce canto senza fine.

Sembra che la mano di Dio, tramite le armonie dell'universo, sfiori quale brezza confortante la tua fronte prostrata di fatica e vi sosti come una carezza.

Bellezza, riposo dell'Anima, contatto col divino!

Così il viandante stanco si rianima in un rinnovato presentimento della sua meta. Non è più lungo l'andar tanto lontano, quando un istante si sosta per attingere alla Sorgente.

Allora l'Anima contempla, anticipa, si risolleva lungo la via. Con lo sguardo fisso verso l'Alto è più facile riprender poi il faticoso cammino.




"Sulla via dolorosa, sosta; tergi la tua lacrima e ascolta...

Il Canto è immenso, le armonie giungon dall'infinito,
per baciarti in fronte, o stanco viandante della vita.

Accanto al tuono delle voci titaniche dell'universo,
bisbigliano in un ricamo di bellezze,
le minime voci delle umili creature sorelle.

"Anch'io, anch'io", ciascuna grida "sono figlia di Dio e lotto e soffro,
porto il mio peso e tocco la mia vittoria; anch'io sono vita, nella gran vita del Tutto".

E Tutto, dal fragore della tempesta al mattutino canto del sole,
dal sorriso del neonato al grido straziante dell'Anima,

Tutto dice se stesso, nella sua voce;
e si accorda con le voci sorelle.

Tutto esprime il suo intimo mistero;
ogni essere manifesta il Pensiero di Dio.

Quando il dolore addenta le tue più intime fibre del cuore,
tu odi una voce che ti dice: Dio;

quando la carezza del tramonto ti addormenta
nel sonno cheto delle cose tutte,
una voce ti dice: Dio.

Quando la tempesta muggisce e la terra trema,
una voce ti dice; Dio.

E la visione stupenda supera ogni dolore".




Sosta, ascolta e prega. Allarga le braccia al Creato e con esso ripeti: "Dio ti amo". La tua preghiera, non più sgomenta ammirazione della Potenza divina, è ora più alta: è Amore.

È la preghiera dolce, che va come un canto che l'Anima ripete, echeggiante di zolla in zolla per la terra tutta, di onda in onda per i mari, di stella in stella per gli spazi immensi.

È la parola sublime dell'Amore, che le unità colossali degli universi ripetono accanto e all'unisono con la voce sperduta dell'ultimo insetto che si nasconde timido fra le erbe. Sembra sperduta, eppure anche questa Dio conosce, raccoglie ed ama.

Nell'infinito dello spazio e del tempo, questa forza sola, quest'immensa onda d'Amore tutto sostiene compatto in armonico sviluppo di forze.

La suprema visione delle ultime cose, dell'ordine in cui vanno tutte le creature, ti darà un senso di pace, di pace vera, di pace profonda dell'Anima sazia perché vede la più alta sua meta.

Così Dio ti appare ancor più grande che nella Sua Potenza di Creatore; ti appare nella Potenza del Suo Amore. Esplodi Anima; non temere. Il nuovo Dio della buona novella di Cristo è Bontà! Non più i vendicativi fulmini di Giove, ma la Verità che convince, la carezza che ama e perdona.

L'infinito abisso in cui guardi sgomento non è lì per ingoiarti nella tenebra del mistero, ma si fa pieno di Luce e dentro vi canta senza mai fine l'inno della vita. Gettati al sicuro perché quell'abisso è Amore. Non dire: non so, ma dì: io amo.




Prega. Prega dinnanzi alle immense opere di Dio; dinnanzi alla terra, al mare, al cielo. Chiedi loro che ti parlino di Dio, chiedi agli effetti la voce della causa, domanda alle forme il pensiero e il principio che tutte le anima.

E le forme tutte ti si affolleranno intorno; ti tenderanno le loro braccia fraterne, ti guarderanno con mille occhi fatti di Luce, l'eterno sorriso della vita ti avvolgerà come una carezza.

E le mille voci diranno:

"Vieni fratello, sazia il tuo sguardo interiore, attingi forza alla visione sublime. La vita è grande e bella, ed anche nel dolore più atroce e tenace è sempre degna di essere vissuta".

E ti prenderanno per mano, gridando:

"Vieni, varca la soglia e guarda nel mistero. Vedi: tu non puoi morire, mai, mai morire. Il tuo dolore passa e per esso tu sali e il risultato resta.

Non temere morte e dolore. Essi non sono né fine, né male; sono il ritmo del rinnovamento e la via delle tue ascensioni. La vita è un canto senza fine. Canta con noi, canta con tutto il Creato l'infinito Canto dell'Amore".

Così prega, o Anima stanca:

"Signore, benedetto sia Tu, soprattutto per fratello dolore, poiché esso a Te mi ravvicina. Io mi prostro alla Tua opera grande, anche se in essa la mia parte è fatica.

Nulla posso chiederti perché tutto è già perfetto e giusto nella Tua creazione, anche il mio soffrire, anche la mia imperfezione che passa. Attendo al posto del mio dovere la mia maturazione. Nella Tua contemplazione, riposo".

Rispondi, o Anima, all'immenso amplesso e sentirai veramente Dio.

Se l'intelligenza dei grandi si prostra e venera, sgomenta di fronte alla potenza del concetto e della sua realizzazione, e si accosta al divino per le faticose vie della mente, il cuore degli umili giunge a Dio per quelle del dolore e dell'Amore. Lo sente per mezzo di questa più profonda sapienza.

Così prega o Anima stanca. Posa il capo sul Suo petto e riposa.

Tratto dalla "Grande Sintesi" di Pietro Ubaldi.

Relazione, adattamento e cura: Sebirblu.blogspot.it

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