giovedì 12 febbraio 2015

Gustavo Rol: Emblema dell'Uomo del Terzo Millennio




Sebirblu, 10 febbraio 2015

Ho dedicato questo mio lavoro, gentili Lettori, ad un uomo veramente eccezionale che, proprio per la sua elevatissima evoluzione non è stato compreso da chi, nell'ambito scientifico, avrebbe avuto la possibilità di aprire un varco e congiungere finalmente Scienza e Fede.

Evidentemente, i tempi non erano ancora maturi, ma molto presto l'Umanità si renderà conto che certe facoltà ad essa peculiari non sono né magie, né illusioni, perché provengono dallo Spirito divino che alberga in ognuno di noi.

Una Coscienza nuova sta sorgendo nel mondo e mai come ora è data a tutti l'opportunità di uscire dal guscio materiale che ci rinserra non permettendo di riappropriarci della singola Origine regale, ossia della nostra Divinità.


Gustavo Adolfo Rol - Torino 1903 - 1994

Gustavo Rol: Emblema dell'Uomo del Terzo Millennio

Gustavo Adolfo Rol è stato un Maestro Spirituale italiano del XX secolo, dotato di carismi di straordinaria varietà ed estensione, non ancora accettati o comprovati dalla scienza ufficiale, ma in accordo con la tradizione spirituale di tutti i popoli.

Le sue dimostrazioni sperimentali, prodotte quasi sempre in piena luce di fronte a persone di tutte le classi sociali e culturali, sia nella propria casa di Torino che in qualsiasi altro ambiente al chiuso o all'aperto, sono interpretate da centinaia di testimoni e da altri sostenitori come autentici fenomeni paranormali, da lui chiamati semplicemente "possibilità".

Dai critici, invece, composti quasi integralmente da non testimoni e da gruppi scettici di matrice spiccatamente ideologica, vengono ritenute illusioni, prodotte con tecniche di prestidigitazione, se non addirittura di ipnosi.

Durante la sua vita Rol cercò sempre un collaboratore scientifico con sufficiente apertura mentale e maturità di spirito in grado di assimilare il procedimento psicofisico necessario alla comprensione dello svolgimento dei suoi prodigi, "conditio sine qua non" per comprendere successivamente e quindi ricreare le premesse per una loro replica possibile anche ad altri.

Sfortunatamente, pur avendoli mostrati anche a numerosi uomini di scienza (inclusi a quanto pare, Albert Einstein ed Enrico Fermi) non trovò nessuno con le caratteristiche da lui auspicate o semplicemente con il coraggio, il tempo o l'umiltà necessaria ad accettarne i presupposti che non potevano scostarsi di molto dalle regole dell'Iniziazione.

Per questo in una lettera pubblicata nel 1978 sul quotidiano torinese "La Stampa" e indirizzata al giurista Arturo Carlo Jemolo (che lo aveva invitato dalle stesse colonne del giornale a sottoporsi a controlli scientifici) dichiarava:

«Meglio rimanere ignorato da una Scienza ufficiale che non è in grado, per ora, di comprendermi, piuttosto che venir meno a quei principi ai quali mi sono sempre ispirato e con i risultati che tutti conoscono».




Oltre alla maturità di chi avrebbe dovuto collaborare con lui e poi creare un protocollo di indagine applicabile alla ripetibilità di una parte della fenomenologia (in particolare alle prove con le carte da gioco, usate come strumento matematico), la difficoltà di Rol era dovuta anche alle caratteristiche stesse del processo.

Infatti, attraverso di esso le verifiche avrebbero dovuto sfociare in un esito positivo, vale a dire in uno stato di ispirazione simile a quello dei compositori che non poteva essere condizionato o vincolato da cause esterne non in sintonia con il suo stato di coscienza.

Di qui il mancato approccio con la comunità scientifica, diventato poi irreversibile a causa delle insinuazioni prive di fondamento del giornalista Piero Angela che era stato accolto in due occasioni a casa di Rol per assistere ai suoi straordinari esperimenti.

Durante gli incontri, Angela, pur non nascondendo a Rol il suo pregiudizio scettico, non ebbe nulla da eccepire su quanto visto, ma successivamente in un libro pubblicato nel 1978 mise in dubbio l'autenticità dei fenomeni e di conseguenza l'onestà dello stesso.

Affermò che, senza il controllo di un prestigiatore, poteva trattarsi di abilità illusionistiche o ipnotiche ed omise di proposito alcuni episodi rivelatori.

Uno di questi fu la lettura a distanza che Rol fece, mentre era a Torino in collegamento telefonico, di un libro che si trovava a Boston presso un amico di Angela.




L'altro fu la materializzazione della sua firma su carte e libretti di assegni che il giornalista aveva in tasca e che non necessitavano della presenza di un illusionista per rendersi conto della loro autenticità.

Anni più tardi, in un'intervista pubblicata su "La Stampa" e senza nominare Piero Angela, Rol dichiarò: «ha mentito su quanto mi ha veduto fare, su come l'ha veduto fare e su cosa mi ha sentito dire.

Io sono convinto che egli abbia agito col deliberato proposito di distruggere in me la dimostrazione di tutto ciò che lo Spirito umano può compiere quando si ispira a Dio.

Tale comportamento mi fa pensare che egli in Dio non crede affatto, ma io lo attendo per quel giorno quando mi incontrerà nell'Aldilà e gli punterò contro il mio dito indice, non tanto per il dispiacere che può avermi procurato, quanto per l'avere, con il suo comportamento, chiuso quella porta che io avevo socchiuso alla Scienza».

Nello stesso periodo, sempre sullo stesso quotidiano, Rol scriveva al fisico Tullio Regge, anch'egli invitato a casa sua per assistere alle prove (dopo un primo incontro a casa della famiglia Olivetti), e pure lui rimasto scettico (Regge tre anni più tardi sarebbe stato proprio con Angela tra i fondatori del CICAP):

«Se un giorno non Le avessi mostrato alcuni miei modestissimi test, non mi sarei permesso di scriverLe questa lettera. Ricordo come cercai di provarle che esistono fenomeni fuori della norma ove la materia stessa è chiamata in causa e non dipendono soltanto da una particolare disposizione della psiche. [...]

Quel rapporto della mente col Meraviglioso al quale accennavo, verrebbe immediatamente turbato con l'esito facilmente intuibile: la distruzione in partenza della prova. [...] Lei ha veduto da me cose che ho definito modestissime eppure affermo che nessun prestigiatore, anche il più capace, sarebbe stato in grado di ripetere.

Per chi mi conosce profondamente e sa come mi comporto ed agisco, è comprensibile che questo tipo di verifica sia inutile, anzi inopportuna. Non un prestigiatore, ma un "ricercatore" è necessario. Egli è portato a sostituire con l'interesse e la collaborazione ogni eventuale sua diffidenza.

Non è difficile capire ed ammettere che nello sviluppo di una cooperazione, ogni forma di controllo, anche la più minuziosa, viene ad essere spontaneamente esercitata. La presenza poi di uno studioso avvezzo a queste esperienze offre la maggiore garanzia ai fini di un risultato positivo.

Va tenuto in considerazione che io agisco sempre di impulso, in uno stato d'animo che mi viene improvviso e che non so spiegare. E così, ho sperato che fosse proprio la Scienza ad aiutarmi a riconoscere e a codificare queste mie sensazioni che ogni uomo, sono sicuro, possiede. Sarà la stessa Scienza a rivelare queste facoltà e a promuoverle in tutti gli uomini... »




Quando Rol era in vita dunque, non fu possibile alcuna sperimentazione scientifica per la distanza incolmabile all'epoca tra due mondi lontani, ossia:

la metodica tradizionale (peraltro scossa nel corso del XX secolo dai principi e dalle nuove regole della fisica quantistica, dalle teorie della complessità ed altre legate alla biologia...) e ciò che si potrebbe definire il percorso iniziatico-spirituale ortodosso, antico di millenni.

In ogni caso, egli ha previsto che un giorno la Scienza sarebbe arrivata a comprendere lo Spirito.

Un'altra nozione chiave del pensiero di Rol è quella di attuare straordinari fenomeni di "Coscienza sublime" ed aggiunge che essa è una tappa avanzata sulla strada della conoscenza dell'anima, fornendone altre indicazioni. Ecco degli estratti:

«La "Coscienza Sublime" non è una religione e neppure una scienza. Si può considerare, sotto un certo aspetto, una filosofia.

Vi si accede attraverso una vera e propria Iniziazione, dove l'esistenza di Dio, la sopravvivenza dell'anima e l'assenza di qualsiasi speculazione morale e materiale formano la base di tutto l'edificio».

«Un tale stato è l'unione con l'Assoluto, un Tutto, un'interezza senza separazione alcuna. Quando si entra nella sfera della "Coscienza Sublime" tutto diventa possibile».

L'unica definizione che Rol diede invece di se stesso fu la seguente:

«Io debbo necessariamente agire con "spontaneità", quasi "sotto l'impulso di un ordine ignoto" come disse Goethe. "Sono la grondaia che convoglia l'acqua che cade dal tetto". Non è quindi la grondaia che va analizzata, bensì l'acqua e le ragioni per le quali "quella Pioggia" si manifesta.

Non è studiando questi fenomeni a valle che si può giungere a stabilirne l'essenza, bensì più in Alto, dove ha sede lo "Spirito intelligente" che già fa parte di quel Meraviglioso che non è necessario identificare con Dio per riconoscerne l'esistenza.

Nel Meraviglioso c'è l'Armonia sintesi del Tutto e questo concetto è valido tanto per chi ammette quanto per chi nega Dio».




La sua Biografia

Gustavo Adolfo Rol nacque a Torino il 20 giugno 1903 da famiglia agiata e lì trapassò il 22 settembre 1994. Il padre Vittorio, fu un noto avvocato che nel 1909 venne nominato, per quasi un ventennio, direttore della sede torinese della Banca Commerciale Italiana.

La madre, Martha Peruglia, era figlia dell'Avv. Antonio presidente del tribunale di Saluzzo. Gustavo ebbe due fratellini, Carlo e Giustina, l'uno nato nel 1897 e l'altra nel 1900. Una terza sorellina, Maria, sarebbe arrivata nel 1914.

Si racconta che Gustavo non parlasse prima di aver compiuto due anni, fino a quando cioè non lo trovarono aggrappato al caminetto della casa di campagna, dove, di fronte ad un'immagine raffigurante Napoleone a Sant'Elena, piangeva e gridava: "Poleone, Poleone".

E infatti la figura di Napoleone sarebbe rimasta a lui strettamente connessa tutta la vita, visto che diventò un collezionista di suoi cimeli a livello internazionale, così come un esperto delle sue campagne, guerre ed imprese.

Già in terza elementare conosceva tutto sull'Imperatore, mentre al liceo sapeva descrivere con minuzia di particolari lo svolgimento dei conflitti, dando l'impressione di avervi assistito personalmente. I fatti singolari in relazione al grande personaggio sono numerosi.

Per esempio, negli anni trenta a Parigi, mentre stava passeggiando lungo una strada, fu spinto istintivamente ad entrare in una casa, chiese al custode di condurlo nelle cantine che avevano il pavimento in terra battuta e lì, fattosi consegnare una pala dall'uomo che lo guardava esterrefatto, dissotterrò uno splendido busto marmoreo di Napoleone.

Nella palazzina da caccia di Stupinigi, una pregiata residenza dei Savoia appena fuori Torino, è conservato un prezioso suo dono, la carrozza con la quale Napoleone da Parigi si recò a Milano per essere incoronato re d'Italia. Rol l'aveva acquistata a Marengo, dove l'Imperatore fu costretto a lasciarla perché guasta, avendo fretta di ritornare in Francia.


La carrozza di Napoleone donata da Rol.

Gustavo Rol passò la sua infanzia tra Torino e San Secondo di Pinerolo, dove la famiglia aveva una residenza settecentesca. Inizialmente di carattere chiuso e con modesti risultati scolastici, si appassionò poi allo studio e alla musica, imparando a suonare il pianoforte senza mai aver assunto lezioni e approfondendo la conoscenza del violino.

Durante il liceo conobbe il beato Pier Giorgio Frassati e la sorella Luciana, stimata poetessa, dei quali sarebbe restato amico tutta la vita. Nel 1921 intraprese la carriera giornalistica.

Nel 1923 si iscrisse alla facoltà di Giurisprudenza alla Regia Università di Torino, dove si sarebbe laureato qualche anno più tardi. In seguito, a Londra, conseguì un secondo dottorato in Economia ed una terza laurea in biologia medico-clinica a Parigi, con il sostegno del premio Nobel Jacques Monod che conobbe negli anni '50.

Nello stesso periodo, si iscrisse al Corso Allievi Ufficiali di complemento, fu nominato poi sottotenente e più avanti congedato. Tra il 1925 e il 1930 viaggiò attraverso l'Europa come funzionario delle filiali Comit di Marsiglia, Parigi, Londra ed Edimburgo, ma visse e lavorò anche a Casablanca e a Genova.

A Parigi, in un "café", incontrò la persona che poi sarebbe diventata sua moglie. Il suo nome era Elna Resch-Knudsen, norvegese, figlia di un capitano di marina e nipote di un ministro di Stato. Gustavo era solito presentare Elna con orgoglio, facendo notare che ben 17 Re facevano parte della sua famiglia.

Da quell'incontro al loro matrimonio sarebbero passati circa tre anni, si sposarono a Torino nella chiesa di San Carlo il 17 dicembre 1930. In quel tempo Rol acquistò un alloggio in via Silvio Pellico 31 dove avrebbe abitato fino al termine dei suoi giorni.


Gustavo Rol con sua moglie Elna.

Il periodo più determinante della sua vita lo ebbe a Parigi perché le sue ricerche, iniziate a Marsiglia, sfociarono nella scoperta che farà di lui una delle persone più enigmatiche del XX secolo.

Infatti, il 28 luglio 1927 annotò sul suo diario: «Ho individuato una tremenda legge che collega tra loro il colore verde, la quinta musicale e il calore. Ho perduto la gioia di vivere. La potenza mi fa paura. Non scriverò più nulla!»

Da quel giorno entrò in una crisi esistenziale che lo indusse a ritirarsi nel 1928 presso la casa religiosa Villa Santa Croce, a San Mauro Torinese. Là, dovette scegliere se farsi sacerdote o vivere nel mondo con la sua nuova personalità spirituale.

Per un cammino del tutto originale era pervenuto a quello che in Oriente viene chiamato "Risveglio Interiore", ma all'inizio non fu per niente facile.

Secondo quanto lui stesso raccontò fu la madre Marta a convincerlo che poteva essere utile al suo prossimo anche in abiti civili, così pose termine al ritiro durato tre mesi ed iniziò il suo singolarissimo apostolato, considerando sempre come punto fermo l'Esempio e l'Insegnamento del Cristo.

Da quel momento, cominciò la sua fama di "sensitivo" e dalle varie testimonianze emerge la figura di un uomo incredibile, fuori del tempo e dotato di poteri straordinari:

telepatia, chiaroveggenza, precognizione, bilocazione, traslazione, viaggi nel tempo, levitazione, elasticità del corpo, telecinesi, materializzazione e smaterializzazione di oggetti, attraversamento di superfici, folgorazione ed altri.

Iniziò così a frequentare assiduamente gli ospedali dove spesso in forma anonima infondeva sollievo psicologico e spirituale alle persone che ne avevano un estremo bisogno.

A seconda dei casi, riusciva anche ad intervenire con i suoi poteri terapeutici, dal grado più semplice che era costituito da una azione antidolorifica, a quello più elevato come l'asporto di un tumore. Il più delle volte però agiva a distanza, non aveva cioè la necessità di essere al capezzale del malato per poterlo curare.


Immagine tratta dal film Nosso Lar (QUI), che irreperibile in rete, è rintracciabile in streaming QUI.
Si noti l'energia verde di guarigione che veniva emanata da Rol.  

Quando poteva essere presente, agiva o con l'imposizione delle mani sulla parte malata che guariva a più riprese ma talvolta anche all'istante, oppure per mezzo dei "soffioni verdi" poiché alitava in maniera così intensa e ripetuta sulla zona colpita da ottenerne il medesimo risultato.

Egli visualizzava pure l'aura intorno al corpo umano che gli permetteva di diagnosticare eventuali malattie a seconda delle frequenze cromatiche emesse dai vari organi; non solo, ma poteva anche mettere altri nella possibilità di avere la stessa percezione e realizzare i suoi stessi esperimenti.

Le dichiarazioni entusiastiche su Rol sono centinaia, e sarebbero migliaia se tutti coloro che lo avvicinarono avessero concesso interviste o lasciata scritta la loro testimonianza.

Queste sono soltanto alcune:

«Gustavo Rol è un uomo che Dio ha mandato fra di noi per renderci migliori»
  Franco Zeffirelli, 1987.

«Rol sfugge alla nostra possibilità di comprensione. È un mistero»
  Cesare Romiti, 2000.

«... una personalità fra le più sorprendenti del secolo»
  Alberto Bevilacqua, 2000.

«... è il più indecifrabile e fascinoso enigma in cui mai mi sia imbattuto»
  Roberto Gervaso, 1978.

«Tra le persone a cui rivolgo una preghiera quando sono in difficoltà c'è anche lui...»
  Vittorio Messori, 2002.

«A l'incroyable Rol, qui ne sera croyable qu'après demain seulement» (All'incredibile   Rol, che sarà credibile soltanto dopodomani)
  Jean Cocteau (dedica).

«Sono rimasto sbalordito, ma niente affatto sgomento: anzi, consolato ed arricchito»
  Valentino Bompiani.

«A Gustavo Adolfo Rol che cammina come un illuminato sulla geografia dell'ignoto e     della relatività»
  Pitigrilli, pseudonimo dello scrittore Dino Segre (dedica).

«Quell'uomo  legge  nel  pensiero  e  non  possiamo  rischiare  che i segreti dello Stato    francese vengano a conoscenza di estranei»
   Charles De Gaulle.

«Gustavo  era  un  essere  meraviglioso  che  manca  a  tutti  noi  e  che  ci  ha  lasciato   esperienze incredibili, emozioni uniche e straordinarie...»
  Valentina Cortese, 2002.

«...è  l'uomo  più  sconcertante  che  io  abbia incontrato. Sono talmente enormi le sue   possibilità, da superare anche l'altrui facoltà di stupirsene»
  Federico Fellini, 1964.

«Religiosissimo,  credo  che  appartenga  al filone dei  "santi laici"  piemontesi,  come   Frassati e Savio...»
  Nico Orengo, 1994.

«Qualcosa  di  benefico si irraggia sugli altri.  È questa la caratteristica immancabile...   dei rari uomini arrivati, col superamento di se stessi, a un alto livello spirituale,  e  di   conseguenza all'autentica bontà»  
  Dino Buzzati, 1965.


Rol nel suo studio.

Egli ebbe una vita riservata, immerso nella ricerca della Conoscenza, circondato da libri, enciclopedie e pregevoli oggetti di antiquariato.

Conobbe tra gli altri Einstein, Croce, Fermi, Picasso, Dalì, D'Annunzio, Cocteau, Krishnamurti.

La sua fama di veggente si diffuse tra l'élite politica e aristocratica di tutta Europa, e i Capi di Stato di molti paesi desideravano chiedergli consiglio: De Gaulle, Mussolini, Pio XII; anche Hitler lo avrebbe voluto conoscere e inviò i suoi a cercarlo con l'ordine di condurlo a Berlino.

Per ben tre volte gli uomini del Duce lo nascosero e lo sottrassero alle SS. Durante la guerra a San Secondo, Rol salvò molti individui condannati alla fucilazione. Si era impegnato a compiere i suoi "prodigi" in presenza degli ufficiali tedeschi in cambio della vita dei prigionieri. Per ognuna di queste prove sarebbe stata risparmiata la morte ad una persona.

Fu Renzo Allegri, in "Rol - Il Mistero", che raccontò questo episodio: «Un giorno, a Pinerolo, un comandante tedesco aveva messo al muro un gruppo di partigiani. Rol accorse a chiederne la liberazione. "Sono innocenti, non hanno commesso niente di male", diceva. "E lei come fa ad esserne tanto sicuro?", chiese il comandante.

"Alla stessa maniera con cui sono sicuro di conoscere cosa contengono i cassetti della scrivania nella sua casa ad Amburgo", rispose Rol e cominciò a descrivere minuziosamente gli oggetti che quel graduato aveva nella sua scrivania in Germania, soffermandosi sul contenuto di alcune lettere privatissime e di certi documenti segreti. Il tedesco, confuso e spaventato, liberò immediatamente i prigionieri».

Nel 1934, subito dopo la morte del padre, Rol lasciò l'impiego in banca, professione che non l'aveva mai attratto ma che aveva intrapreso solo per compiacere il genitore. Avrebbe voluto fare il giornalista, ma poi decise di dedicarsi al commercio di oggetti antichi, per i quali aveva sempre avuto una grande passione.

Aprì dunque, durante la guerra, un negozio di antiquariato, fino a quando preferì dedicarsi a tempo pieno alla pittura, all'approfondimento dei suoi studi e all'aiuto del prossimo.


"Rose" di Rol, che dipingeva soltanto con 3 colori.
Si noti la firma, tutt'uno con la Croce. 

Dagli anni '50 in poi l'alloggio di Via Silvio Pellico diventò la meta privilegiata di tanti personaggi famosi:

lo scrittore Dino Segre, in arte Pitigrilli, che fece diverse dediche a Rol e parlò ampiamente di lui in un suo libro; Federico Fellini, suo grande amico, che veniva spesso a chiedergli consiglio sulle nuove sceneggiature; John Cage,Vittorio De Sica, Marcello Mastroianni, Nino Rota, Alberto Sordi, Franco Zeffirelli, Giorgio Strehler, Valentina Cortese, Giovanni Agnelli, Cesare Romiti, Vittorio Gassman, Guido Ceronetti, Valentino Bompiani, Vittorio Messori e tanti altri.


Casa Rol: il salotto.

Rol ebbe anche l'occasione di conoscere alcuni presidenti della Repubblica Italiana, come Saragat e Einaudi. Sempre negli anni '50 incontrò la regina Elisabetta II a Londra, che, a quanto pare, desiderava mettersi in contatto con lo spirito del padre, Re Giorgio VI, deceduto nel 1952.

Risale a questo periodo anche l'incontro con Padre Pio, del quale egli era devoto e di cui teneva una fotografia sul comò. Nel 1964 incontrò ad Antibes l'Imperatore d'Etiopia, Hailé Selassié, al quale predisse la morte ad opera del suo popolo (fatto che si sarebbe verificato nel 1975).

Pure in America si interessarono a lui: Walt Disney volle incontrarlo e John Fitgerald Kennedy, nel suo unico viaggio in Italia da presidente, venne appositamente a Torino per incontrare Rol.

Nel 1981 il presidente Reagan gli inviò un telegramma di ringraziamento per aver contribuito con il suo aiuto "metafisico" alla liberazione del generale americano James Lee Dozier. Dalla metà degli anni '60 in poi Rol fu richiesto da molti centri di parapsicologia per dar dimostrazione delle sue facoltà eccezionali.




Tuttavia egli non acconsentì mai a volgarizzare ciò che riteneva espressione delle più alte vette spirituali raggiungibili dall'uomo, e quindi non si sottopose mai a controlli "profani", rimanendo così perfettamente coerente con le Sacre Scritture:

«Una generazione perversa e adultera pretende un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno di Giona profeta» (Mt. 12, 38-39).

Relazione, adattamento e cura di Sebirblu.blogspot.it


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