giovedì 31 ottobre 2013

Tolec parla della Cometa ISON e del 1° Contatto ET

 
 
 
Sebirblu, 31 ottobre 2013

Questa è la libera traduzione di ciò che di più importante ha dichiarato Tolec nel suo annuncio inerente all'imminente comparsa della cometa Ison nei nostri cieli.

È la relazione preliminare che concerne una prima visita dei Galattici, fondata su recenti informazioni avute dai suoi contatti con il Consiglio di Andromeda (Vedere QUI; ndt).

Tale Consiglio ha la sede sul pianeta Dakote, nel sistema stellare di Taygeta che è situato nella costellazione delle Pleiadi.

Riguarda l'arrivo della biosfera Xanterexx (Ison) e la presenza dell'asteroide che è al suo seguito come risultato di possibili e severi cambiamenti sulla Terra.

 
Immagine vera della cometa Ison e dell'asteroide al seguito
 
Tolec, 30 Settembre 2013

"La cometa Ison, che è stata reputata tale dalla maggioranza della gente, è, come ho già detto, una biosfera del Consiglio di Andromeda  e della Federazione Galattica, di nome Xanterexx.

Essa ha un diametro di 300 miglia (482 km). Porta a bordo 100 Ufficiali Esecutivi, un equipaggio totale di 5.000 persone ed una compagine di 30 razze diverse. È diretta allo spazio terrestre.

La cosa più importante da dire è che su tale biosfera vivono e lavorano quelle persone che visiteranno la Terra e che fanno parte di quattro pianeti appartenenti al Consiglio di Andromeda: Ventra, Toleka, Nikotae e Ritol (Vedere QUI le loro caratteristiche; ndt).

Xanterexx trascina al suo seguito un asteroide, lungo circa 24 chilometri e largo 16. Con esso c'è un considerevole numero di detriti. Questo corpo celeste, che non è Nibiru, non colpirà la Terra.

Ma si prevede che il suo percorso, prossimo al nostro Pianeta, possa innescare "potenziali" gravi sconvolgimenti. Ho detto "potenziali", se accadranno o no lo verificheremo in futuro. Dobbiamo solo aspettare e vedere.

Nondimeno, se il suo passaggio dovesse essere così tanto ravvicinato, allora potremmo attenderci numerosi terremoti di elevata magnitudo un po' ovunque, che provocherebbero con le loro ramificazioni conseguenti onde anomale e uno spostamento massiccio delle coste.

Si realizzerebbe così l'evento conosciuto come mutazione della crosta terrestre. Ma in questo caso, riceveremmo anche la visita dei membri del Consiglio di Andromeda. Si tratta di una squadra di persone volonterose, seguita immediatamente da altre appartenenti ai quattro pianeti allineati con il Consiglio stesso.

 
 
 
A chiarimento di un po' di confusione venutasi a creare riguardo alla durata dell'incontro, debbo dire che i galattici non si limiterebbero a rimanere sulla Terra solo per il tempo dei cambiamenti per poi andarsene, ma per un periodo continuativo di almeno un paio d'anni.

Infatti, essi sono pronti ad assistere l'Umanità nel passaggio dimensionale fino alla completa trasformazione del Pianeta ed oltre, fintantoché gli Esseri umani non si siano abituati a vivere nella nuova frequenza vibratoria.

Inoltre, mi aspetto pienamente che extraterrestri benevoli di alta evoluzione spirituale lavorino nel futuro insieme agli uomini per far conoscere a tutti il "Centro di Luce Abiquor", menzionato più volte anche da Mark Kimmel (vedere QUI alle note; ndt).

In un prossimo futuro, quando diversi educatori ammaestreranno chi si prenderà cura di questo mondo, dovrete aspettarvi la comparsa di numerose biosfere andromediane intorno alla Terra pronte a dare ogni tipo di assistenza tecnologica e non.

Essa sarà fondamentale durante il periodo di adattamento alle significative mutazioni di vita dovute alla transizione.

Gli insegnamenti che saranno diffusi tratteranno principalmente dei luoghi spaziali d'origine delle razze umane e da quali pianeti e sistemi stellari esse provengono.

 
 
 
I popoli saranno istruiti sul modo giusto di comportarsi in rapporto alle molteplici diversità morfologiche degli Esseri stellari.

L'intero argomento sulla diversità razziale focalizzerà molto l'attenzione. È basilare infatti che la gente impari, dal momento che scoprirà da quali molteplici pianeti essa stessa proviene, ad accettare e a non temere le differenze dei vari aspetti esteriori.

Questo tema verrà molto approfondito e provocherà meraviglia ed entusiasmo predisponendo gli animi ad una maggiore comprensione ed annullando qualsiasi senso di repulsione o di rigetto nei confronti di chi appare diverso rispetto a noi.

Il nostro è solo uno degli innumerevoli Universi che fanno parte dello spazio infinito. Il Cosmo è pervaso di vite senzienti e intelligenti di tutti i generi e dimensioni. Gli individui che faranno visita alla Terra, in rappresentanza dei quattro pianeti sopra nominati, sono essi stessi esponenti di razze miste.

È curioso sapere che, a conferma dell'assoluta provenienza divina di ognuno, scomponendo il vocabolo "human", abbiamo "Hu" che è un'antica parola indicante Dio, il Creatore e "man" = "uomo", quindi "Uomo-Dio", della stessa essenza di Dio.

Noi tutti abbiamo voluto sperimentare la vita terrestre con le sue gioie, ma anche con le amarezze, gli entusiasmi e le delusioni, al fine di raggiungere la consapevolezza spirituale attraverso le lezioni che i cicli esistenziali in 3D ci hanno potuto insegnare.

Sono convinto che presto inizieremo a celebrare la nostra unicità come popolo della Terra, soprattutto non appena rievocheremo le nostre vere origini, dai pianeti e dalle galassie nei sistemi diversi e dimensionali dai quali siamo giunti qui.

Il nostro Pianeta, intanto, insieme ai suoi abitanti continua il suo transito in un mondo più elevato, processo paragonabile a quello di un bruco che, dopo un periodo di formazione in seno al bozzolo, si libera e prende il volo completamente trasformato in mirabile farfalla.

 
 
 
In sostanza una forma di vita completamente nuova, che può essere assimilata anche all'immagine che già in molti hanno utilizzato, quella di una donna in procinto di partorire, e come tutti i parti presenta delle incognite, delle fatiche e dei dolori che verranno però dimenticati in fretta a nascita avvenuta.

Cosa potreste mai fare voi in questo tempo d'attesa? Cercate di spendere bene il vostro tempo, siate disponibili sempre con tutti, rimanete vicini ai vostri cari e agli amici e se siete persone che intendono prepararsi per gli eventi in arrivo, procuratevi acqua e cibo da conservare per almeno qualche settimana...

Tutto ciò, specialmente se abitate vicino alle coste (vedere QUI; ndt), e a tal proposito vi consiglio di pianificare un modo idoneo per condurvi rapidamente ad un'altitudine maggiore, sempre che sentiate di doverlo fare.

So che alcuni di voi non la pensano così ma quello che vi raccomando vivamente è che ognuno di voi compia quello che la sua guida interna gli suggerirà; quello che l'intuizione vi sospingerà a fare, e dopo aver attuato ogni azione che percepirete necessaria, tutto si troverà nel posto esatto in cui dev'essere.

Vi suggerisco di non curarvi troppo del "quando" tali accadimenti potrebbero sopraggiungere ma di esserne consapevoli e pronti, focalizzando piuttosto la vostra attenzione sui probabili eventi in arrivo di cui ho parlato, in particolare quest'anno, con l'asteroide al seguito di Xanterexx (alias Ison).

La gente di Andromeda non si basa mai su date prestabilite in riferimento al primo contatto, essendo diversa la valutazione temporale. Invece, saranno proprio i supposti sconvolgimenti a scandire il "quando" e in special modo quelli a carattere geologico.

Questo tempo di cambiamento sarà facile per molte persone? No. Ma più ognuno di noi rimane calmo ed equilibrato durante questo futuro periodo di intense mutazioni, allora tutto sarà più facile, compresa  pure la visita degli ET sul suolo di questo Pianeta.

Concludo la mia relazione preliminare per l'incontro con i Fratelli galattici dicendovi che, allorché arriverà quel momento, lo annuncerò come ora su you tube e lo posterò anche sul sito di Andromeda Council.

Grazie per il vostro ascolto e abbiate cura di voi.

 
 

lunedì 28 ottobre 2013

Dagli Anziani Hopi, un Messaggio Superbo!

Josephine Wall
 
Sebirblu, 28 ottobre 2013

Gentili Lettori, ultimamente, il popolo degli Hopi ha fatto sentire spesso la sua voce, riguardante il periodo che stiamo vivendo e facendone risaltare l'acuta lungimiranza e l'atavica Saggezza.

Prima di presentarvi la superba dichiarazione diffusa da uno degli Anziani di questa tribù, vi informo che essi provengono da uno dei più antichi villaggi (1150 d.C.) chiamato Old Oraibi, inserito nella riserva indiana Hopi, non lontana dal Grand Canyon in Arizona, luogo della loro antica Origine.

Old Oraibi è un sito ancora abitato e la popolazione vive in case costruite secondo le tecniche più moderne dal momento che del loro pueblo tradizionale rimangono soltanto alcune vecchie costruzioni di pietra abbandonate.

Poco lontano sorge Kykotsmovi, conosciuto come New Oraibi, è un borgo fondato nel 1890 da un gruppo di nativi che si dissociò dalla tribù perché desiderava stare più vicino alla scuola e agli esercizi commerciali.

Il termine "kykotsmovi" in lingua Hopi (appartenente al ramo di Uto-Aztecan) significa "rovine sulle colline". Kykotsmovi  è  la sede  del  governo tribale  degli Hopi.

Alla fine di questa lettura troverete le mie personali riflessioni e il commento relativo a questo messaggio perché la profondità del suo significato, a mio parere, può rimanere celata alla grande maggioranza.
 
 
 
 
Messaggio di un Anziano Hopi di Oraibi

"Avete raccontato ai popoli che ci troviamo nell'undicesima ora.
Adesso dovete ritrattare e dire alle genti che «questa» è l'ora!

E ci sono cose da considerare...
Dove vivete?
Cosa state facendo?
Quali sono le vostre relazioni?

Siete nei giusti rapporti?
Dov'è la vostra acqua?
Cercate di conoscere il vostro Giardino.

È tempo di dire la vostra verità.
Create il vostro gruppo. Siate buoni gli uni con gli altri.
E non volgete lo sguardo all'esterno di voi per un leader.
Questo potrebbe essere il tempo adatto!

C'è un fiume che scorre molto veloce.
È così grande e rapido che incuterà paura a numerose persone.
Esse resteranno sulla riva.
Avranno l'impressione di essere lacerate,
e soffriranno enormemente.

Sappiate che il fiume ha la sua destinazione."

Gli Anziani dicono che dobbiamo abbandonare la sponda,
spingerci fuori in mezzo al fiume,
tenere gli occhi aperti,
e la testa sopra l'acqua.

E io dico: "Guardate chi è là con voi
e festeggiate.

In questo tempo non dobbiamo prendere nulla di personale,
tanto meno noi stessi.
Poiché nel momento in cui lo facciamo,
la nostra crescita spirituale si ferma.

Il periodo del lupo solitario è finito. Radunatevi.
Bandite la parola lotta
dal vostro atteggiamento e dal vostro vocabolario.

Tutto ciò che facciamo ora deve essere fatto
in modo sacro e nella celebrazione.

Noi siamo coloro che sono rimasti in attesa di..."

                                                                                  Un Anziano Hopi di Oraibi (Arizona).

 
 
 
Commento e riflessioni al messaggio

"Avete raccontato ai popoli, che ci troviamo nell'undicesima ora. L'ammonimento è rivolto ai  governanti del mondo che, mentendo, hanno cercato in tutti i modi di impedire il risveglio spirituale delle genti nascondendo qualsiasi segno di trasformazione  futura.

Adesso, siete costretti a ritrattare e dire alle genti che «questa» è l'ora! Perché la fatidica "Dodicesima Ora" è arrivata! (Vedere QUI).

E ci sono cose da considerare...

Dove state vivendo? Vale a dire, che tenore di vita avete? Semplice o pretenzioso?
Cosa state facendo? O meglio, come spendete il vostro tempo? Per voi o per gli altri?
 
Quali sono le vostre relazioni? Con chi vi rapportate? È la vostra sfera di conoscenze adeguata ad una reciproca crescita interiore?

Siete (con tali conoscenze) nei giusti rapporti? O ci sono tensioni, rancori e conflitti?

Dov'è la vostra acqua? Sì perché l'Acqua è la Vita e "Chi beve di quell'Acqua (l'Amore) non avrà più sete" Gv. 4,14 e, di conseguenza, potrà dissetare anche il prossimo.

 


Cercate di conoscere il vostro Giardino. Cioè la Realtà di Voi stessi in quanto Spirito divino ed immortale.

È tempo di dire la vostra verità. In quanto, trovandosi ognuno ad un diverso livello di conoscenza, contribuisce alla completezza del Tutto nell'esprimere il proprio punto di vista se finalizzato al Bene generale.

Create il vostro gruppo. Poiché questo è il tempo dell'Unione e della Fratellanza per giungere alla nuova Coscienza Planetaria.

Siate buoni gli uni con gli altri. Non serbate rancori che vi avvelenano, perdonate generosamente, perché siete Scintille Divine venute sulla Terra per sperimentare e tutti possono commettere errori.

Non volgete lo sguardo all'esterno di voi per (cercare) un leader. Dal momento che ciascuno è Signore di sé stesso in quanto Particella Cristica.

Questo potrebbe essere il tempo adatto! Perché è proprio adesso che la grande Onda fotonica sta riversandosi sul Pianeta e su tutti gli Esseri che la abitano.

C'è un fiume che scorre molto veloce. È così grande e rapido che incuterà paura a numerose persone. Ed è il flusso della vita e degli eventi che accelerando sempre più spaventerà davvero molta gente non preparata al cambiamento totale della propria esistenza.

 


Esse resteranno sulla riva. Lo vorranno, pensando di trovarsi al sicuro, fidando in quello che conoscono, ma... Avranno l'impressione di essere lacerate e soffriranno enormemente. Perché la nuova Luce, alzando la frequenza vibratoria, trasformerà tutto ciò che è obsoleto e materiale.

Sappiate che il fiume ha la sua destinazione." In quanto Tutto è retto dalla Sapienza Divina ed è giunto il Tempo che si aspettava da millenni, quello della Grande Transizione.

Gli Anziani (coloro che "Sanno") dicono che dobbiamo abbandonare la sponda, e (con coraggio consapevole) spingerci fuori in mezzo al fiume, (abbandonandoci quindi alla Trasformazione in atto, lasciando ogni cosa passata alle spalle e optando decisamente per il Nuovo)

tenere gli occhi aperti (naturalmente quelli dello Spirito di Discernimento per non essere ingannati) e la testa sopra l'acqua. Quindi, rimanendo più su dell'immanenza e di qualsiasi accadimento o circostanza atti a travolgerci.

E io dico: "Guardate chi è là con voi e festeggiate. Poiché i veri compagni di viaggio sono coloro con i quali vibriamo in sintonia ed è per questo che celebreremo l'Evento straordinario insieme.

In questo tempo non dobbiamo prendere nulla di personale, tanto meno noi stessi. Il termine "persona" deriva dal latino e significa "maschera", quindi concerne tutto ciò che è illusorio e momentaneo come gli attaccamenti, i ricordi e persino gli affetti che riguardano una delle tante esistenze e non la Vita sostanziale a cui è connesso lo Spirito.

Ecco il motivo per cui la nostra stessa "personalità" va abbandonata, perché si identifica con la forma, l'habitus che indossiamo, cioè l'abitudine di riconoscerci nell'immagine che lo specchio ci rimanda.

Perché nel momento in cui lo facciamo, la nostra crescita spirituale si ferma. Ed è logico perché è come voltarsi indietro, rimpiangere il passato, non essere decisi e pronti per il Nuovo.

Ma in questa maniera faremmo la fine della moglie di Lot che, lasciando Sodoma e Gomorra (Gen. 19,26), malgrado l'ammonimento, si girò non guardando avanti (verso il futuro) tramutandosi in una statua di sale (che per la sua incorruttibilità è statico, non muta) e quindi bloccando di fatto la propria evoluzione.

 
Ruderi di un antica Mesa indiana nel Grand Canyon e fiume Colorado - Arizona

Il periodo del lupo solitario è finito. È indispensabile perciò eliminare l'individualismo e socializzare al massimo, in quanto, per far parte della Nuova Cittadinanza Cosmica è necessario mutare tale mentalità chiusa in sé stessa e radunarsi, collegarsi con gli altri.

Bandite la parola lotta dal vostro atteggiamento e dal vostro vocabolario. Perché questo modo di comportarsi appartiene al bruto, all'uomo selvaggio, preda ancora di retaggi animaleschi.

Tutto ciò che facciamo ora deve essere fatto in modo sacro e nella celebrazione, perché lo richiede il tempo epocale in cui siamo entrati.

L'Umanità intera è ad una svolta unica nel suo percorso evolutivo. Mai era accaduto infatti che la Trasformazione avvenisse senza passare ineluttabilmente dalla morte fisica, ed ecco perché è necessario raccogliersi e celebrare, esprimendo una gratitudine immensa verso il Divino Ideatore di tutto questo.

Noi siamo coloro che sono rimasti in attesa di..."

Sono infatti passati i millenni, con le persecuzioni e le ingiustizie profonde che hanno decimato non solo il popolo degli Hopi ma tutto il genere umano.

Come questi Anziani amerindi, sono molti gli Esseri che sono rimasti fedeli ad aspettare che la Nuova Alba arrivasse portando con sé una folata di Paradiso...

Traduzione, riflessioni e commento di:   Sebirblu.blogspot.it
 
 

sabato 26 ottobre 2013

Dall'Oltre, i Martiri dicono di non aver sofferto!

L'Ultima Preghiera dei Martiri Cristiani di Jean-Léon Gérome 1824 - 1904

 
Sebirblu, 24 ottobre 2013

Chissà quanti di noi, immersi nelle proprie riflessioni in questo speciale tempo di risveglio animico, si sono trovati a considerare che tipo di Fede fosse quella manifestata da innumerevoli martiri, specialmente agli albori del Cristianesimo.

Quale Forza misteriosa può mai indurre una creatura umana a sfidare l'istinto di conservazione che la premunisce dai pericoli, ma soprattutto dalla morte? Allora, non c'era la Chiesa costituita ma soltanto un'idea, il tramando verbale degli eventi prodigiosi accaduti in Palestina...

Eppure, dagli anfiteatri romani, con la presenza delle belve ed ogni sorta di crudeltà, ai tempi dell'inquisizione, con roghi e torture (supportati dall'assenso dei Pontefici), fino ad ora sotto varie forme di persecuzione, i martiri sono ormai milioni a causa delle loro convinzioni profonde.

Non penso che una semplice religione tradizionale con i suoi riti e i suoi dogmi possa da sola, imperniata semplicemente sul "credere", produrre simili atti eroici.

Ritengo invece che questo coraggio di affrontare le peggiori prove lo dia soltanto la conquista profonda della consapevolezza interiore, la Conoscenza della nostra Origine divina ed immortale e la raggiunta noncuranza verso le cose del mondo.
 
 
Martiri cristiani nel Colosseo di Kostantin Flavitsky 1830 - 1866
 
È proprio questa Fede certa e matura, sperimentata su di sé, fondata sul "sapere" piuttosto che sul "credere alla cieca" in conseguenza di ciò che è stato detto, scritto o insegnato, che porta alla protezione speciale del Cielo nei momenti più tragici di tale persecuzione.

Dalle rivelazioni ultrafàniche pervenuteci e raccolte in gran parte nel libro che ho vivamente consigliato QUI  e QUI, abbiamo la testimonianza di molteplici individualità che hanno subìto il martirio e che hanno dichiarato "post mortem" di non aver sentito alcun dolore fisico.

Piuttosto, riferiscono tutte di aver avuto una così sublime esperienza estatica da "essere rapite" fuori dal veicolo fisico prima ancora della loro tragica morte.

Pubblico perciò quello che è accaduto ad alcuni martirizzati, passati alla storia, quando al loro tempo si chiamavano: "Stefano, lapidato, seguace di Giovanni Battista; Lorenzo, messo ad "arrostire"; Giovanna d'Arco, arsa viva, citata da Caterina da Siena che ne testifica la fine drammatica ma indolore.

Infine, Giordano Bruno, al quale ho dedicato un più ampio spazio riportando il dialogo avvenuto tra lui e Sagredo, un suo discepolo, prima di essere condotto al patibolo.


Le "Fiaccole" di Nerone di Henryk Siemiradzki 1843 - 1902


















Ecco alcuni estratti dal libro "laVita":

(Trespioli) "Anche se, o Martiri, avevate le ossa frantumate dalle zanne delle tigri, sul vostro volto aleggiava il paradisiaco sorriso di chi sente e vede il gaudio della Gloria..." E la Voce che rispose, pareva quella del Protomartire:

(Santo Stefano) "Un martirio soffersi: quello della brutalità dei miei fratelli. Soltanto questo dolore poteva dare contrazioni spasmodiche al mio cuore e al mio volto.

Ma la gioia, che teneva l'Anima mia in estasi allo spettacolo della beatitudine delle Celesti Sfere, faceva sì che lo Spirito si librasse oltre la vita prima della sua dipartita dal corpo fisico.

E tutti coloro che ebbero la Gloria del martirio per il trionfo della dottrina di Gesù fecero morte straziante in apparenza, ma nella realtà soavissima: sublime smaterializzazione che Dio concedeva a riprova della Sua Possanza."

(Trespioli) "Stefano confermava quella che è la speranza dei credenti: dolce e non angoscioso è il trapasso quando splende la Grazia."
 
 
La Lapidazione di Santo Stefano (Protomartire) di Jacobus Buys 1724 - 1801
 
Mentre a San Lorenzo (breve sunto mio), al quale fu profetizzato da papa Sisto II che di lì a tre giorni sarebbe trapassato e quindi avrebbe avuto il tempo di mettere in salvo le ricchezze dei fedeli a lui affidate per i poveri, avvenne che, dopo aver ubbidito, fosse arrestato, flagellato, scorticato e arrostito vivo.

Ma quando, sulla graticola, il suo corpo martoriato stava carbonizzandosi egli disse al boia: "Voltami dall'altra parte ché da questa son già cotto!" E questo, ovviamente, sta a significare l'assoluta assenza di dolore durante il supplizio.
 
 
Il Martirio di San Lorenzo di Tiziano Vecellio - Pieve di Cadore 1485 - Venezia 1576
 
(Santa Caterina da Siena) "Giovanna d'Arco ricevette, al pari di me, ordini diretti. Io non ero destinata al rogo; dovevo percorrere la vita terrena fra un generale consenso di simpatia; Giovanna al contrario ebbe il martirio, ma non lo soffrì; le fiamme, consumandone il corpo, fecero sentire unicamente l'effetto di una serena fuga dalla materia."

(Trespioli) "Era un'altra conferma: e rividi lo spasimo di mille e mille arsi dalle fiamme, sanguinanti sotto la mannaia, fatti a brani dalle belve: non era strazio, era «una serena fuga dalla materia», mentre le Anime belle ascendevano nella gioia della Luce."

(Ed ecco presentarsi l'Essenza di colui che rivestì la personalità del grande filosofo nolano di cui più avanti troverete la breve biografia e il suo ultimo dialogo, come promessovi).

 
Giordano Bruno 1548 - 1600

(Trespioli) "Ben prevedendo che io, malgrado l'esperienza che mi son fatto, potessi dubitare dell'identità personale del mio interlocutore, Giordano Bruno volle rivelare la sua figura umana toccando argomenti nel tempo da lui discussi."

(Giordano Bruno) "Non aver dubbi: sono colui che si chiamava Giordano Bruno, colui che lanciava inni alla libertà e per cui ogni libertà gli fu negata dagli uomini... Libertà! Alato sogno delle Anime tutte che, seguendo il perfezionarsi, sentono dolore per coloro che sono misconosciuti.

Libertà, dono di Dio, che guidò tanti martiri, da Catone, costretto al suicidio, a me, che fui vittima degli ipocriti, alla tragica fine.

Ma i martiri della libertà lasciano tracce luminose, incancellabili. Io lo so: il mio nome suona obbrobrio per tutti quelli che stanno curvi dinnanzi all'oscura potestà della cupidigia del potere. Ma io vedo la turpe banda impotente anche se sogghignante o furente..."

(Trespioli) "Non ho riprodotto l'invettiva integralmente per ovvie ragioni, ma poteva ben essere del focoso agitatore di coscienze... e per dare nuova attestazione continuò..."

(Giordano Bruno) "Ebbi da tempo il presentimento della mia drammatica morte. Spesso mi venne in visione il conforto dell'immagine di Giovanna d'Arco e la sua voce mi diceva: «Cammina

Quando la ribellione o il rigetto mi infiammavano contro gli oppositori al mio ideale o riportavo snervanti delusioni, ancora l'eco risuonava: «Cammina! Cammina!...» Iddio confortò i miei ultimi momenti, sul rogo innocuo ai sensi, con un tocco di pietà verso i miei nemici."


Santa Giovanna D'Arco di Jules Eugène Lenepveu 1819-1898








































(Trespioli) "Tu sai che Vanini, prima di essere arso, ebbe mozza la lingua come bestemmiatore: l'accusa era che egli aveva sostenuto l'eternità dell'Universo, contraddicendo implicitamente il dogma della Creazione."

(Giordano Bruno) "Ed è eterna come Dio infatti, anche se l'Universo è emanazione di Dio. Ogni cosa che esiste si modifica e non si distrugge: così la Vita è eterna."

(Trespioli) "Perdona se insisto: come concepire il Creato eterno? Ciò che è creato ha un principio, appunto perché creato; ciò che ha principio non può essere «ab æterno»."

(Giordano Bruno) "In nome di quel Dio che creò l'Universo e ne regola i moti e lo regge con le Sue Leggi, io vedo, so, asserisco che Iddio non ebbe principio mai, che la Vita non è concepibile abbia un inizio, poiché il Tutto fa parte dell'Essenza divina.

In Dio tutto è eterno; l'estrinsecazione formale è emanazione, è esteriorizzazione, è creazione di ciò che è eterno e, sotto tale aspetto il Creato ha principio ma nel contempo è eterno. Amico, il Mistero ti si farà lucente dopo la morte. Vanini non ha bestemmiato."

(Trespioli) "Per primo forse, o Bruno, spalancando gli spazi popolati di astri, hai rivelato che l'Infinito ha il suo centro ovunque e in nessun luogo la periferia."

(Giordano Bruno) "Fratello, non fui il primo e nemmeno il solo ad affermare quella ed altre verità: che sin dal principio della Creazione vi fu un punto di partenza, Dio, ed un solo punto di arrivo, Dio.

Sostituisci al monosillabo immenso il più comprensibile termine "Vita" e constaterai facilmente che non è una frase ad effetto. Così pure non era una metàfora la figurazione geometrica di cui mi sono servito nel tempo, anch'essa per una maggiore comprensione.
 
 
 
Con altre Anime anche la mia seguiva l'armonia del Creato. Lo Spirito, tu sai, è radiazione di Dio e, come tale, simile a tutte le altre Essenze: ecco perché necessita la Fratellanza; nessuno che ti legga potrà ripetere che tale concetto sia un sogno assurdo del mistico, bensì una sublime realtà dimenticata da coloro che si sono lasciati sopraffare dalla materialità della vita."

Breve cenno biografico

Giordano Bruno nacque a Nola presso Napoli nel 1548. Entrato nell'Ordine domenicano fu costretto ad uscirne nel 1576 perché imputato di eresia. Dopo aver peregrinato in Italia, andò a Ginevra dove fu accolto nella Chiesa Calvinista e frequentò l'Università.

Ma anche qui manifestò il suo spirito ribelle e fu costretto a fuggirsene. A Parigi nel 1582 elaborò i suoi primi scritti; e di lì passò a Londra al seguito dell'Ambasciatore di Francia. Qui compose la maggior parte dei dialoghi italiani.

Dall'Inghilterra passò in Germania ove concepì i suoi poemi latini e donde tornò in Italia, e precisamente a Venezia, dietro invito di un gentiluomo veneziano, Giovanni Mocenigo.

Denunciato all'Inquisizione per eresia dallo stesso Mocenigo, Giordano Bruno domandò perdono e si sottomise; ma chiamato a Roma dal Tribunale supremo del Sant'Uffizio, nel corso di un lungo processo egli non volle abiurare le sue idee.

Fu allora riconosciuto eretico e consegnato al braccio secolare (1600).

 
Giordano Bruno al rogo - di André Durand  (particolare)
 
Ultimo dialogo tra Giordano Bruno e Sagredo

Febbraio 1600

Nell'angusto, buio e lungo corridoio delle carceri di Castel Sant'Angelo, si odono passi che segnano l'avvicinarsi di ospiti ai condannati prossimi all'esecuzione.

Con un forte rumore di chiavi si apre la pesante porta della cella ove è rinchiuso il condannato al rogo: Giordano Bruno; è lì, steso su un rude pagliericcio, mentre i suoi occhi lucidi, fermi e sereni si illuminano di gioia e di tenerezza alla vista dell'ospite.

"Sagredo, mio giovane amico!" esclama il grande filosofo. I due si abbracciano; il guardiano esce in silenzio, richiudendo dietro di sé la porta della nuda e umida cella.

"Corri gravi rischi, figliuolo. L'Inquisizione non vede di buon occhio chi ha simpatia per gli eretici."

"Maestro, non potevo non salutarvi." Il giovane nasconde a stento l'emozione di trovarsi di fronte al grande saggio, ormai prossimo all'esecuzione della feroce sentenza.

"Sei un uomo ormai e il tuo coraggio comunque ti premierà."

"Ho chiesto un permesso speciale al cardinale Bellarmino. Si è dimostrato disponibile... Forse qualcosa sta cambiando..."

"Sì, sta cambiando" - conferma Bruno - "anche grazie alla mia scomparsa: la storia di questo mondo è segnata più dalla morte che dalla Vita. Essa genera paura, inquietudine, quesiti, tanto più se è illustre. Ciò mi rende sereno, amico mio, so di compiere il mio destino."

 


"Maestro, ma non temete il fuoco che brucerà le vostre membra?"

"Sì, Sagredo, ho paura; il mio corpo ha paura..." - precisa il condannato - "ma io so che non morirò... quando il mio abito fisico sarà bruciato, io sarò lì; lo vedrò cadere, osserverò i volti trionfanti, attoniti e sgomenti dei miei persecutori..."

Malgrado le parole del Maestro, il volto del giovane è triste e sconsolato. "In quel momento sarò libero Sagredo... non ti crucciare, amico mio... Questo era il mio percorso, comune a tutti coloro che cercano la Verità, bandita da un mondo che si regge sulla menzogna...

Verrà un giorno, figliuolo, che l'uomo si risveglierà dall'oblìo e finalmente comprenderà chi è veramente e a chi ha ceduto le redini della sua esistenza, ad una mente fallace, menzognera, che lo rende e lo tiene schiavo...

L'uomo non ha limiti e quando un giorno se ne renderà conto, sarà libero anche qui, su questa Terra."

Si volta e guarda il suo allievo quasi raggiante: "Lo ha previsto da tempo immemorabile la Vita..."

"Maestro, ma perché questo destino crudele? Chi può aver voluto tutto questo?"

"Io stesso, Sagredo, ben prima di nascere in questa dimensione. La morte ignea del veicolo fisico è una purificazione profonda, è il Battesimo di fuoco.

In tanti abbiamo scelto questo trapasso, non solo come esempio ad un'Umanità ottusa, meschina e crudele, ma anche per adempiere al compito che la Vita ci ha assegnato e che abbiamo accettato di buon grado... per Amore...

In fondo, anche se in modo inconsapevole, la Chiesa sta compiendo la nostra volontà".

"Ma allora... il cardinale Bellarmino asseconda questo volere?"

  
Il Cardinale Roberto Bellarmino 1542 - 1621  di Anonimo





































"Bellarmino ora esegue le disposizioni della Chiesa, volte a conservare il potere; ma realizza pure la volontà vera, quella di una morte illustre che lasci traccia nella storia.

Anche gli uomini di chiesa sono parte dell'Uno: la mia fine servirà per mostrare il vero potere, quello occulto, che si muove dietro ad ogni istituzione religiosa e a tutti i poteri del pianeta.

In questo mondo illusorio, ove menzogna, bontà ipocrita e paura dominano, una dipartita insigne è più efficace di un'intera vita. Le umane genti la ricordano.

L'uomo che la infligge è colui che più la teme; è un paradosso, ma chi la procura, cerca disperatamente di comprenderla, di penetrare la mente di Dio."

"Bellarmino quindi... anche lui... è alla ricerca di Dio?"

"Certo, anche Bellarmino è un fratello."

"Maestro, ma perché tutto questo, perché tutta questa sofferenza, queste atrocità, ingiustizie, dolori: fratelli che uccidono altri loro fratelli! Come può Bellarmino firmare ad animo leggero la sentenza della vostra morte?"

"Non lo ha fatto ad animo leggero, Sagredo. È stata per lui una decisione sofferta e penosa, ma non poteva fare altrimenti; avrebbe dovuto rinunciare alla tonaca che indossa e a ciò che predica.

Egli non ne ha coscienza, non sente l'Unità dell'Infinito Universo, non sa che la sua azione di oggi avrà per lui una reazione in un'altra vita futura; questo vale anche per me e per tutti coloro che hanno cercato invano di risvegliare l'Umanità dall'inganno.

 























La Terra è una dura scuola: ogni opera lascia una traccia, perché la Giustizia vera sussiste, figliuolo, anche se in questo mondo non appare."

"La Giustizia vera vuole la vostra morte?" Sagredo è tanto incredulo quanto ammirato della saggezza del suo Maestro... "La vogliamo noi stessi, caro, non i nostri corpi transeunti, noi come Esseri immortali.

Che ci piaccia o no, siamo noi gli artefici di noi stessi. Lo Spirito non teme la morte fisica, perché sa bene che non esiste. Nascendo in questo mondo, cadiamo nell'illusione dei sensi; crediamo a ciò che appare. Ignoriamo che siamo ciechi e sordi.

Allora ci assale la paura e dimentichiamo di essere divini, di poter modificare il corso degli eventi, persino lo Zodiaco... Siamo figli dell'Unico vero Sole che illumina i mondi.

Il dolore e la sofferenza non c'erano all'inizio della storia, ai tempi dell'antico Egitto che conservava ancora memoria delle gloriose ed immortali Origini. Un giorno non lontano, una nuova Era giungerà finalmente sulla Terra.

La morte non esiste. La miseria, il dolore e le sue tante tragedie, sono il frutto della paura e dell'ignoranza di ciò che è la Realtà autentica."

"Ma quanto tempo ancora sarà necessario?"

"Anche il tempo dipende da noi, Sagredo. Esso è l'intervallo tra la creazione di un'idea e la sua manifestazione... L'Umanità ha concepito il germe dell'utopìa e la preparazione procede verso il suo compimento inevitabile: il secolo passato è risultato essere una tappa importante, che precede la nascita futura.

Le Essenze divine vegliano su tale gestazione della Terra e alcune nascono qui per aiutare gli Umani a comprendere che la Trasformazione dipende anche dal loro Risveglio."

"Anche voi, Maestro, siete venuto qui per questo scopo?"

"Anch'io Sagredo, ma non sono il solo. C'è un folto gruppo di Esseri che sono scesi più volte nel corso della storia e si riconoscono nel grande Ermete, Socrate, Pitagora, Platone, Empedocle...

In questo secolo, Leonardo, Michelangelo, Shakespeare, Campanella, nomi noti, ma anche gente umile, semplici guaritrici, molte delle quali finite sul rogo..."

 

Galileo spiega agli inquisitori il moto della Terra. E sebbene non sia stato condannato, ha comunque subìto la tortura, come dichiarato da lui stesso all'episodio 468 del libro "La Vita", per mezzo di una ruota dentata che gli straziava le caviglie. Il dipinto è di Carlo Felice Biscarra  (1859).

Giordano è commosso al ricordo dei tanti che l'hanno preceduto sulla via del patibolo.

Sagredo è profondamente colpito; è divenuto partecipe di una Verità finora a lui sconosciuta. Giordano continua: "È il Battesimo di fuoco che serve a trasmutare il corpo fisico in modo che gli Esseri si manifestino nella singola realtà originaria.

La loro rivelazione ormai è ineluttabile. Non so quando, ma so che in tanti siamo giunti in questo secolo per sviluppare arti e scienze, porre i semi della Nuova Cultura che fiorirà inattesa, improvvisa, e proprio quando il Potere si illuderà di aver vinto."

Rumori di fondo fanno intendere che la visita deve volgere al termine. Il respiro di Sagredo diventa affannoso...

"Maestro, come posso ritrovarvi?"

"Guarda dentro di te, Sagredo, ascolta la tua Voce interiore e ricorda che l'Unico vero Maestro è l'IO che sussurra al tuo interno. Ascoltala: è la Verità, e si trova dentro di te.  Sei divino, non lo dimenticare mai."

La porta della cella si apre e compare il guardiano; ha il volto di un uomo apparentemente duro, che  esprime però del timore reverenziale  verso quel personaggio di cui è il carceriere. Non pronuncia alcuna parola ed attende con rispetto che il visitatore si allontani.

Giordano e Sagredo si alzano e si salutano, entrambi commossi.

"Non ci stiamo separando Sagredo, il distacco non esiste. Siamo tutti Uno, in eterno contatto con l'Anima Unica..."

Da "La futura scienza di Giordano Bruno" di Giuliana Conforto