domenica 17 marzo 2013

La Simbologia Esoterica dei Segni al Conclave

 
 
Sebirblu, 16 Marzo 2013
 
La Simbologia è la chiave per interpretare il significato più recondito e conciso di tutto ciò che esiste, andando aldilà delle pure forme esteriori.

Ma affinché questo si verifichi, necessita aver affinato sé stessi ed ingentilito l'Anima con la più profonda delle scoperte, la nostra Origine Divina.

Solo il discernimento dello Spirito, infatti, è in grado di padroneggiare l'intuizione che è il risultato di una ascesi rigorosa che, unica, può attingere al grande patrimonio universale degli Archetipi Concettuali.

Per questo nell'antica Roma erano proprio i sacerdoti, gli "àuguri", ad avere il compito specifico di vaticinare (etrusca disciplina), interpretando specialmente il volo degli uccelli.

Quello che è accaduto proprio nell'Urbe il 13 marzo, in concomitanza del Conclave, ha incuriosito il mondo intero.

 
 
Ad attirare gli sguardi planetari, è stato un gabbiano posatosi sul più strategico dei posti, il comignolo da cui sarebbe dovuta uscire la tradizionale fumata bianca per l'elezione del nuovo Papa.

Che i volatili siano messaggeri di Dio in senso proprio lo si è creduto in epoche arcaiche, ma sia pure a distanza di millenni, questo mito ha lasciato traccia nell'immaginario collettivo.

I gabbiani, nel significato tradizionale, hanno la particolarità di annunciare in anticipo gli uragani e i naviganti, da tempi immemorabili, vengono allertati osservando il loro comportamento.

Questi uccelli, guardando dall'alto, intravvedono i pennacchi di fumo delle imbarcazioni e vi si dirigono nella speranza di trovare cibo.

Che strana analogia questa del fumo con il comignolo della Cappella Sistina! Che la presenza del gabbiano sia foriera di tempesta e di momenti bui per la Chiesa di Roma?

Ma c'è di più, come si vede dalla foto che segue, e sempre lo stesso giorno, si vede uno di questi uccelli stazionare sulla statua di San Pietro.

Anche qui, c'è una curiosa similitudine con la barca di Pietro, la Chiesa, che in quel momento era ancora "nave senza nocchiero in gran tempesta".

 
 

Le altre singolari immagini testimoniano l'usurpazione del posto-chiave ad opera di un altro gabbiano sopraggiungente.

Sembra quasi che, essendo stata una sorpresa per tutti la designazione a Papa di un gesuita, questa sia avvenuta all'improvviso, spiazzando qualsiasi aspettativa diversa.

 
 
C'è da considerare anche il fatterello, apparentemente senza nessuna importanza, accaduto il giorno della memoria, domenica 27 Gennaio, solo 15 giorni prima dell'abdicazione di Joseph Ratzinger.

Benedetto XVI, al termine dell'Angelus, dalla finestra di Piazza San Pietro ha liberato due colombe come auspicio di pace.

Improvvisamente, un gabbiano si è scagliato contro una di loro, pronto a ghermirla, ma essa è riuscita a sfuggirgli trovando riparo sulla finestra del Pontefice.

Forse un segno premonitore di un oscuro attacco alla sua persona affinché lasci il soglio petrino?

Si tratta sempre della stessa forza diabolica e sfuggente che conosciamo, votata a neutralizzare la pace, distruggere qualsiasi tentativo di riconciliazione, portare l'odio e la violenza?

Per grazia di Dio la colomba non è stata acchiappata ed è questo l'ottimo segnale!

 
 
Non dimentichiamo che è soprattutto il simbolo dello Spirito Santo o Spirito di Sapienza. Essa è apparsa emblematicamente sopra il Cristo mentre si faceva battezzare da Giovanni al fiume Giordano. (Mt. 3, 13-17)

In questo caso viene addirittura annunciata la Divinità del Cristo: "Questi è il mio Figlio prediletto, nel Quale Mi sono compiaciuto" (Attenzione: non del Quale ma NEL Quale, vale a dire Mi riconosco in Lui; Lui è Me).

La simbologia riguardante questo volatile è molto profonda e caratterizza i momenti più importanti della storia sacra, come per esempio, il tempo del diluvio.

Il mito ci tramanda infatti che Noè si servì di due alati per assodare se vi fosse della terraferma: inviò prima un corvo che non tornò e poi una colomba che successivamente ricomparve con un rametto di ulivo nel becco.

Appare dunque chiaro, a coloro che hanno occhi per vedere, che qualcosa di strano, di insolito, stia per manifestarsi, specialmente dopo l'ultima elezione al seggio di Pietro.

Tra i vari segni, per esempio, non è sfuggito a nessuno che le campane di Castel Gandolfo, nell'attuale residenza di Ratzinger, che avrebbero dovuto dare l'annuncio suonando a distesa insieme a tutte le altre, abbiano taciuto a lungo.

 
 
Un quid imponderabile ha inceppato il meccanismo di funzionamento, e il suono è partito con un notevole ritardo, perché?

Problemi tecnici, si dirà, eh...certo, gli scettici del nostro tempo attribuiscono alla tecnologia fallace il ritardo, eppure…il simbolo di quel prolungato ed inquietante silenzio vorrà ben significare qualcosa, perché sappiamo pure che il "caso" non esiste!

In definitiva, sia i gabbiani che le colombe, come le campane, hanno un comune denominatore ed è l'annuncio di qualche cosa. Sta a noi captarne il messaggio silenzioso, ma possiamo percepirlo solo con i sensi dello Spirito e non con la ragione, perché quello trascende questa.

Certi segnali non possono essere trascurati, e ce ne ricorderemo, forse in un futuro abbastanza prossimo, come quel fulmine che ha colpito esattamente la croce della Cupola di San Pietro il giorno terribile della rinuncia o l'inspiegabile blackout del 12 Marzo, alle ore 21.
 
I Cardinali, infatti, erano alla loro prima giornata di Conclave quando è calato il buio nella Cappella Sistina e sul Cupolone, tanto da scomparire alla vista, mentre tutt'intorno c'era la luce ed il colonnato del Bernini risultava illuminato regolarmente.

Qualche anno fa, il telegiornale di Studio Aperto mostrava un'immagine della Basilica di San Pietro, ripresa dagli operatori televisivi, i quali non si erano accorti che sull'obbiettivo si era posizionato un grosso ragno nero... Oscura premonizione del destino della Chiesa?

Il profeta Gioele riferendosi agli ultimi tempi predice: "Dopo questo, avverrà che Io spargerò il Mio Spirito su ogni persona: i vostri figli e le vostre figlie profetizzeranno, i vostri vecchi faranno dei sogni, i vostri giovani avranno delle visioni" (Gl. 2, 28).

Proprio per questo ho trovato rilevante un sogno fatto da un'Anima mistica nell'anno 2000 e quindi lo pubblico nelle sue parti essenziali.

 
 
 
Diario - Agosto 2000.

"Ero stanca ieri sera e avevo voglia di un bel sonno ristoratore, ma appena ho spento la luce mi sono accorta di non riuscire ad addormentarmi. Ero come presa da una sensazione tormentosa senza saperlo. Essa emergeva e non riuscivo a sopportarla.

Dopo alcune ore, mi sono resa conto che si doveva trattare di una comunicazione interiore della massima importanza e che, per quanto difficile da accettare potesse essere, dovevo dare la mia piena disponibilità. Così ho cercato di aprirmi interiormente, di fare la calma in me.

Quello che saliva era grande e dirompente, faceva soffrire per un senso di ineluttabilità e di tragedia. Rividi allora, il Volto di Gesù coronato di Spine, come coperto da un fosco velo nero, e sentii come risuonare gravi rintocchi di campane a morto dal profondo dell'Universo.

La mia pena tormentosa era sempre più pesante. Ebbi la sensazione di non riuscire a procedere oltre, ma lottai per restare vigile, contro quella sofferenza che sembrava poter richiudere i battenti sopra quella immagine.

La potenza della visione, allora, prorompeva mostrandomi una scena:
l'attentato al Papa! Il Papa era vivo: l'aggressione si era consumata in contrapposizione alla sua autorità. Egli veniva portato via dai suoi fuggendo, in mezzo alla disperazione del popolo.

Attraversando la piazza nell'auto che lo portava via, benediceva la folla in agitazione e la esortava a resistere. Sentivo di non essere capace di sostenere quella visione e il dolore che ne veniva. Capivo che essa annunciava ciò che doveva ancora compiersi, ma cosa poteva accadere ancora?

Sentii la Voce dello Spirito che mi comunicava che ci sarebbe stata una nuova aggressione al Papa e che, questa volta, a seguito di ciò sarebbe accaduta una immane tragedia.

Non riuscivo ad accettare l'enormità di questa sciagura, soffrivo tremendamente nello Spirito e mi accorsi che mi dibattevo interiormente come se questo avesse potuto fermare la catastrofe.

Chiesi come in un gemito, allo Spirito che mi parlava, cosa potesse esserci di ancora più grandemente devastante dell'uccisione del Papa.

Fu come se sentissi rispondere, con quella Voce che l'orecchio umano non sente ma che lo spirito intende chiaramente, "Lo scisma", mentre vedevo masse di anime travolte, che cercavano scampo, agitandosi in ogni direzione.

Il mio tormento si era fatto pena insostenibile. Ebbi ancora la forza di chiedere: "Ma quando, quando sarà?" La visione cessò di colpo. Ed io piansi di un grande dolore.

Poi, sentii: "Preparatevi ad incontrarLo con il corpo." Improvvisamente, la mia gioia fu immensa: io sapevo di essere sul punto di rivedere Gesù e di poterLo incontrare con il mio stesso corpo fisico!




















Diario - Ottobre 2000.

Sogno di recarmi a trovare il Papa. Sono in fila, insieme ad altre persone, in attesa di potergli parlare.

Lui è davanti a noi seduto su una cattedra di scuola, si trova in una sistemazione di fortuna, in un edificio scolastico, come chi è stato costretto ad abbandonare la sua casa per una calamità.

Vedo che ogni visitatore gli porta un dono e mi accorgo di non avere niente da offrirgli, così decido di dare a lui la mia tenda nuova. Quando sono davanti a lui, mi chiede con apprensione dei bambini di cui mi sto occupando e mi dice di riferire ogni cosa al prelato che è al suo fianco.

Al risveglio, mi sembra chiaro che la cattedra sia quella di Pietro e che la sua sistemazione di fortuna alluda al grande terremoto nella Chiesa, che sta per verificarsi.

Capisco, così, che la nuova aggressione al Papa, di cui lo Spirito mi ha parlato questa estate, consisterà nel suo esilio dalla sede ufficiale, ma che nonostante la contestazione della Sua autorità da parte degli oppositori, il Papa manterrà la sua cattedra nella Chiesa fedele.

Non mi è chiaro, invece, il dono della tenda.

(Che però nelle sue letture successive identificherà con l'insieme del Corpo Mistico, l'Umanità che si farà "Tenda" per accogliere degnamente il suo Signore; ndr).

Diario. 15 Gennaio 2001.

Leggo il libro «Maria, Chiesa nascente» del card. Ratzinger. Trovo qui la spiegazione di alcune cose rimaste ancora oscure, come "la tenda" e "incontrarLo con il corpo".

Leggo: "Il corpo viene preparato al Figlio (Capo del Corpo Mistico; ndr) nel momento in cui Maria (Chiesa nascente rappresentata dalla nuova Umanità spirituale; ndr) si consegna totalmente alla Volontà del Padre e così rende disponibile il suo corpo come tenda dello Spirito Santo."

Il Corpo della Chiesa (Mistica, quella che vibra veramente nello Spirito; ndr) deve purificarsi e respingere da sè l'abominio che regna nella Casa del Signore. Non si può tollerare una vita in connivenza con l'Ombra.

La spada sta per colpire la Chiesa (del Rito; ndr) a causa delle sue infedeltà e dei suoi abomini che hanno raggiunto il culmine agli occhi di Dio. Egli sta per ridurla ad una desolazione per umiliare e disperdere i Suoi (il popolo deviato dei credenti e dei consacrati; ndr)."

 

Come vediamo, cominciano ad essere veramente un po' troppe le "coincidenze", senza contare le ombre che gravano sul passato del nuovo Pontefice.

Ma di questo non voglio parlare per non appesantire ulteriormente gli animi che invece, in questo momento di Transizione per l'Umanità, hanno l'urgenza di lasciarsi alle spalle tutto il negativo e guardare al futuro meraviglioso che ci aspetta.

Coraggio dunque, qualsiasi svolta possa riserbarci la vita contemporanea su questo Pianeta, dobbiamo tutti sapere che sarà molto breve, e se saremo forti nello Spirito e positivi nel pensiero, emanando ovunque quell'Amore che dà così tanto fastidio all'Oscurità, saremo vittoriosi!

Leggiamo infatti in Matteo 16,18: 
 
"Tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la Mia Chiesa
e le porte degli Inferi non prevarranno su di essa".

 

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