venerdì 22 marzo 2013

Conoscenza e cura dei vizi o passioni dell'uomo


...fatti non foste a viver come bruti...  Dante - La Divina Commedia - Inferno, canto XXVI
 
Sebirblu, 21 marzo 2013

Gentili Lettori,

Moltissime Anime ormai nel mondo dei "risvegliati" attendono con ansia che si compia la tanto sospirata Ascensione e la riunione cosmica con i Fratelli dello spazio.

In pochi però compiono o hanno messo in atto una corretta introspezione animica per valutare la singola situazione interiore e considerare se esistono le condizioni ideali per immettersi nei nuovi ritmi di energia che caratterizzano i nuovi piani vibratori.

L'Essere umano, generalmente, è ancora tanto appesantito da vizi ed errori comportamentali, ai quali tra l'altro difficilmente pensa, mentre si tratta di una vera e indiscutibile zavorra che gli impedisce di librarsi ad altezze più idonee allo Spirito.

È assolutamente necessaria invece, "una conditio sine qua non", cioè una condizione senza la quale non si può ascendere se non dopo esserci sufficientemente  ripuliti  da tutte le "scorie" che impediscono la risalita stessa.

Ho deciso perciò di affrontare il tema spinoso dei vizi e delle perversioni che assillano l'Umanità da millenni, deturpandola e bloccandone decisamente lo sviluppo evolutivo.

 
 
Conoscenza e cura dei vizi o delle passioni dell'uomo

Le inclinazioni o le tendenze naturali spinte all'eccesso, sono chiamate passioni (dal latino "patire") perché l'uomo non se le procura ma ne è succube; è soggetto alla loro azione e quindi "passivo". Diviene "attivo" nel momento in cui le reprime.

Generalmente si fa confusione con i termini e spesso vengono definiti "sentimenti" quelli che corrispondono per esempio, all'orgoglio, alla gelosia o all'invidia ma sono delle "passioni", perché l'Essere le subisce.

Quando tali propensioni si assecondano volontariamente diventano vizi, mentre quando si perfezionano i sentimenti come la carità, la compassione o la tolleranza, otteniamo le virtù.

È essenziale fare chiarezza su queste tematiche, se ci sta a cuore il miglioramento di noi stessi, per prepararci adeguatamente alle nuove dimensioni superiori.

Non dimentichiamo che è stata la "superbia" a caratterizzare la Caduta iniziale nelle frequenze più basse e da allora, sempre più immergendoci nell'io inferiore, ci siamo lasciati sempre più condizionare dalle sue venefiche propaggini.

Per metter mano al nostro risanamento spirituale è indispensabile dunque conoscere le passioni e in un certo qual modo classificarle.

 
Quando l'IO superiore parla all'io inferiore.
 
Gli interni contrasti dell'uomo che instaurano una lotta continua tra il Sé superiore, lo Spirito Divino, e il sé inferiore che si esprime nell'Anima o Psiche, hanno come obbiettivo di conquistare l'assoluto dominio della Individualità sulla Personalità.

Il vocabolo "persona" deriva dal latino e significa "maschera"; quella che appunto indossiamo ripetutamente durante il continuo saliscendi reincarnativo.

Siamo venuti qui sulla Terra, la scuola più rigida in assoluto per l'evoluzione dell'Anima, solo per apprendere la padronanza dello Spirito sulla Materia e purtroppo, da come procedono le cose, sono ancora molto pochi coloro che se ne rendono conto.
 
È necessario dunque conoscere le passioni e la loro origine per poterle combattere e non essere soggetti ad esse. Diventano maggiormente insaziabili e tiranniche quanto più le si soddisfa, e l'abitudine le converte in un bisogno imperioso.

Con l'esserci resi loro schiavi, non rimane allora altra guida che una ragione falsa e corrotta, la quale o ce le nasconde, mimetizzandole (ad esempio facendo passare la gelosia per troppo amore), oppure giungendo addirittura a giustificarle per salvare il nostro piccolo ego.
 
Esse sono come l'Idra dalle sette teste di cui la principale è la superbia. Tutte le altre, con le rispettive diramazioni derivano da questa e sono associate tra loro come gli organi; nessuna di esse viene vivamente eccitata senza che le altre non ne risentano.

 
 
Isaia attribuì al re di Babilonia, simbolicamente Lucifero - da Origene in poi (185-253 dC.), le seguenti parole: "Voglio salire fino al Cielo, porre il trono sulle stelle; intendo salire sulle nubi più alte, diventando uguale all'Altissimo".

Questa è la superbia! Dunque è la radice di ogni devianza del genere umano e da essa provengono l'avarizia, la lussuria, l'ira, la gola, l'invidia e l'accidia.

Ma ognuna di queste si può rivelare in svariate sfumature e connettersi o intrecciarsi anche con altre. Innanzitutto l'orgoglio, che affligge quasi completamente gli uomini, la vanità, l'arroganza, la presunzione, l'alterigia, la iattanza dei ricchi, la vanagloria o l'ambizione di emergere.

L'avarizia si collega prima di tutto con l'egoismo, la cupidigia, la paura di perdere, la gelosia che qualcun altro ci superi o ci oscuri. Come la superbia si combatte con l'umiltà; questo vizio si contrasta con il donare generosamente, rinnegando fermamente le nostre odiose inclinazioni.

Certe passioni possono manifestarsi anche sotto un profilo spirituale, per esempio l'orgoglio di sapere e di sentirsi più avanti di altri, oppure lesinare (avarizia) la Conoscenza sostanziale con il timore che alcuni possano superarci nel Cammino.

La lussuria nasconde l'egoismo e il desiderio sfrenato di soddisfare prima di tutto sé stessi e mascherando sotto un falso altruismo, certe azioni che conducono sempre ai propri interessi più abbietti.

La temperanza, l'equilibrio, il rispetto verso il nostro Sé Divino ma soprattutto l'Amore vero ed altruistico verso l'altro, ne sono i rimedi.
 
 
Dante e Virgilio nell'Inferno di William Bouguereau 1825 - 1905
 
L'ira è sempre connessa all'orgoglio e alla presunzione di sé ed anche se dipende molto dal temperamento, si combatte con la pazienza, con il senso di comprensione e di sopportazione, con il perdono, ma soprattutto con l'umiltà.

Anche la passione della gola, che apparentemente sembra innocua, è strettamente correlata con la lussuria perché anche questa, essendo permeata di egoismo, mira soltanto a soddisfare i suoi appetiti smodati.

La concupiscenza è sempre una manifestazione negativa perché accentrante nell'ego ogni desiderio di ricavarne piacere. Se non la si taglia alla radice con la sobrietà e la semplicità rappresenta un serio impedimento per il progresso animico.

Questa tendenza si può manifestare anche nell'àmbito spirituale, specialmente in questo periodo, desiderando continuamente i poteri dello Spirito, come la brama di rivelazioni speciali o locuzioni interiori, trascurando però la propria crescita per cercare altre vie più gratificanti.

Ma il vizio di gola si può esprimere in senso figurato anche attraverso l'impulso continuo a mormorazioni e pettegolezzi negativi fino ad arrivare al giudizio vero e proprio o addirittura alla calunnia micidiale e diabolica.

Le parole hanno sempre un peso, non dimentichiamo il detto evangelico di Gesù: "Sia il vostro parlare Sì [se è] sì, No [se è] no, il di più viene dal maligno" Mt. 5,37. Infatti è quest'ultimo il grande Bugiardo, sempre in contrapposizione al Cristo che è la Verità assoluta: "Io sono la Via, la Verità e la Vita" Gv. 14,6.

Inserisco qui una nota speciale sull'ipocrisia, pianta velenosa che alligna ovunque nel cuore degli uomini. Questa maschera tremenda appare bonaria e sorridente e nel frattempo pugnala alla schiena.

 
 
È il veleno sottile che contamina tutto e tutti e di cui dobbiamo assolutamente liberarci se non vogliamo affondare nella melma disgustosa e letale delle sabbie mobili!

Questa orrenda passione deriva dal desiderio continuo di presentare un aspetto diverso dal vero, che vogliamo coprire a volte con la scusa di non voler ferire gli altri, e ci auto-inganniamo.

È sostenuta spesso dall'orgoglio che induce al timore di essere scoperti e dall'autostima che, non volendo essere messa in discussione, ricerca troppo spesso le giustificazioni a sua difesa.
 
L'invidia sembrerebbe un vizio minore, invece è uno dei più pericolosi per l'evoluzione spirituale perché colpisce il cuore stesso della Carità che è Amore incondizionato. Chi ne è vittima può essere portato all'odio e alla vendetta. Va sempre a braccetto con la gelosia.

Questa "scoria" affonda la radice nel terreno di coltura di tutti e sette i vizi, dunque nell'orgoglio, nell'amor proprio centrato su sé stessi, perché l'io non tollera che altri riescano, desiderando essere il solo ad eccellere e a suscitare ammirazione.

Se questa tristezza non venisse bloccata in tempo, potrebbe uccidere, se non con la spada almeno con la lingua. Gli effetti di questa passione sono devastanti perché, se covata nel cuore, ha la facoltà di annientare la vita spirituale, anche non colpendo nessuno.

 
 
Prima che si radichi, va contrastata sùbito con la carità ed imponendosi di gioire per i successi del prossimo anzi cercando di agevolarlo il più possibile.

È indispensabile una volontà ferrea, ma soprattutto è necessario acquisire la consapevolezza profonda che tutto appartiene a Dio, avendo Egli disposto nella Sua giusta Economia che i doni personali non siano soltanto nostri ma vengano distribuiti a vantaggio della totalità umana.

Eccoci all'ultima passione, l'accidia, vale a dire la poca volontà di combattere; è la resa, è la rinuncia all'evoluzione vitale, è il rinnegamento del patto stipulato con la Legge dell'Eterno prima di incarnarci nel percorso terrestre.

L'etimologia di questo vocabolo, dal greco akedìa, è noncuranza, trascuratezza, indolenza e a volte anche tristezza, noia, infiacchimento.

Tale vizio è pericoloso per tutti perché per crescere spiritualmente necessità l'azione, che a sua volta richiede la buona volontà per raggiungere la Méta e quando si è immersi nelle cose del mondo risulta molto gravoso cambiar vita e compiere una totale inversione di marcia!

Se si è tristi ed annoiati quando ci si trova a contatto con le cose dello Spirito, vuol dire che non si è per nulla entrati nella logica del vero significato della vita e si sperimenta quindi un senso di costrizione, come se fosse un obbligo accettare il Nuovo e lasciare il vecchio sistema materialistico.

Per dirla in breve, l'accidia è lo sbadiglio dell'Anima ed ha purtroppo conseguenze distruttive perché il tempo che ci viene concesso è prezioso e non spenderlo bene, come ci si era ripromessi, porterebbe inevitabilmente a dei seri rimorsi di coscienza per l'occasione perduta.

 
 
Il rimedio per questa passione è prendere coscienza dell'epoca straordinaria che stiamo vivendo, chi siamo in realtà e dove si sta dirigendo l'Umanità tutta.

Questo vuol dire coltivare certi interessi per poi iniziare ad alimentare lo Spirito onde entrare in una maggiore coscienza, uscendo dal torpore che la attanaglia e rientrando nel ritmo che accompagna l'intero Universo.

Molto determinante in questo caso è il non sovraccaricarsi, oltre misura, del lavoro quotidiano o di altre "esigenze" o peggio "evasioni" in modo da lasciare spazio ed energie alla Nuova Ricerca di Sé stessi e quindi alla nostra Origine Divina.

Completato il quadro sintetico delle debolezze umane, è doveroso per me ricordare che secondo la Legge di attrazione ogni tipo di frequenza ne attira una analoga e quindi, a livello invisibile ai nostri occhi, diventiamo dei veri magneti quando ci abbandoniamo ai nostri vizi.

A seconda delle singole passioni che ci governano, diventeremo quindi facile preda di entità baròntiche (dal greco "barus" = gravoso e on-ontos = essenza o ente), di eggregore varie, di larve e simili che vibrano nei più bassi piani dell'astrale.

 
Le Essenze dimoranti nelle rispettive Biotesi
 
Queste essenze o agglomerati energetici potenzieranno, caricandole ulteriormente, le inclinazioni negative rendendo il cammino di rinascita spirituale sempre più difficile.

Bisogna sapere che noi stessi siamo gli artefici della maggior parte delle malattie che si manifestano in un punto o in un altro del nostro organismo, a seconda del modo di pensare, di comportarsi e di affrontare le varie prove della vita.

Infatti le somatizziamo e, in quest'opera deleteria e inconsapevole, non sono estranee tali influenze nascoste perché, attratte dalle nostre scelte insane, vibrano in sintonia con noi.

Sembrano discorsi da medioevo o da caccia alle streghe, ma vi assicuro cari Amici che ne ho avuta ampia esperienza nell'arco della mia lunga vita e non sono espressioni esagerate o lontane dalla realtà.

D'altra parte basterebbe documentarsi, non solo sul Vangelo, ma su quasi tutti i testi sacri tramandati in ogni parte del Pianeta, per rendersi conto che presenze immateriali "afose" hanno sempre afflitto subdolamente l'Essere umano.

Le stesse "tentazioni" di cui parla la Chiesa, da dove vengono? Semplicemente da entità che, per i loro interessi, spingono a compiere atti che loro stesse non potrebbero realizzare perché sprovviste del corpo fisico e impossibilitate quindi a ricavarne piacere, voluttà, appagamento dei sensi.

Vedere QUI per approfondire, specialmente la seconda parte "Il problema del Male".

Affiancano inoltre gli individui per assorbirne l'energia eterica o prànica. Così, moltissimi umani, in balìa delle proprie passioni, vengono maggiormente indotti all'alcolismo, al gioco d'azzardo (infatti si dice "il demone del gioco"), alle droghe, al suicidio, all'omicidio e via dicendo.

Ci sono inoltre essenze involute che operano per vendetta, verso la vittima designata o verso la sua discendenza e in questo caso abbiamo i vari "Karma di famiglia".

Questi esseri che si trovano ancora nel "letargo" e nel "rimorso", i bassi strati delle biòtesi (dal greco biòs = vita e thesis = stato, condizione) a più lento ritmo energetico, dove esiste la sensazione di gelo, di buio e l'aria permane irrespirabile come fosse lezzo di palude se non addirittura acre come zolfo, hanno necessità dei nostri pensieri d'Amore e non di condanna.

 
 Posizione delle Biotesi nel Sistema Solare e oltre, secondo l'Ultrafanìa.  
 
Questo è il motivo di un tale articolo: aiutare qualsiasi Anima assetata di Conoscenza affinché celermente diventi conscia della Realtà che ci attornia e ci compenetra tutti, in modo che acceleri il passo verso il rientro alla Dimora Celeste.

È scritto che "La Verità verrà gridata dai tetti" e "Nulla vi è di segreto che non sarà svelato" Lc. 12, 2-3 e così si compiono le Scritture secondo lo Spirito di Sapienza: "Il vento soffia dove vuole e tu senti la sua voce, ma non sai né donde venga né dove vada" Gv. 3,8

Post scriptum: per avere maggiori informazioni su ogni singola passione o vizio cliccare QUI.


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