venerdì 14 ottobre 2016

Le Astronavi sono Viventi!

Olivier de Rouvroy




Le Astronavi sono viventi!

I vascelli della nostra Famiglia galattica sono costituiti da Luce vivente. Sono in sé stessi degli esseri coscienti e non hanno bisogno di essere "fabbricati" per risultare operativi e per spostarsi.

Gli equipaggi viaggiano in simbiosi telepatica con le loro astronavi. Essi formano insieme un ente collettivo dotato di una coscienza unitaria, capace di prefiggersi un obbiettivo comune e di conformarvisi.

È questo essere vivente nella sua globalità che decide, scegliendo di muoversi attraverso tale o tal altra regione di ciò che noi chiamiamo "iperspazio" e che può "sparire" da un luogo per "riapparire" in quello dove sceglie di proiettarsi.




Le navi dei Galattici non hanno solamente dei nomi, come ne possiedono i nostri navigli, i nostri aerei e i nostri missili. Hanno anche una personalità come noi, e un'intelligenza, come noi.

Esse forniscono una risposta adeguata ogni volta che un'esigenza collettiva richiede la loro presenza o il loro intervento all'interno della banda di frequenza che a loro corrisponde.

Ogni vascello sta al suo equipaggio come la conchiglia sta alla lumaca: la conchiglia è una proiezione della lumaca, ma nello stesso tempo, essa fa parte della lumaca.

Dunque, quando i contattati ci dicono che i nostri Fratelli e Sorelle di Luce sono sul punto di manifestarsi in massa e di venire a visitarci a bordo delle loro belle astronavi dai colori dell'arcobaleno, questo rappresenta un impegno di gruppo, inclusa una partecipazione cosciente dei vascelli, dei loro equipaggi e della stessa Umanità terrestre,  perché  insieme  formano  un'unità  vivente.

Coloro che, tra noi, saranno capaci di unire le loro energie a quella delle navi e dei loro occupanti potranno sentire l'irraggiamento di questa unione. Avranno la possibilità senza alcun problema di integrarsi al gruppo che corrisponde ad essi "vibratoriamente"  e  raggiungere  il  LORO  (proprio)  vascello.




Pensateci un istante: Voi non avete probabilmente mai esaminato le cose da questa angolatura. Avete supposto che, arrivato il tempo, quello del nostro spostamento nella quarta dimensione, forse essi (i nostri Fratelli galattici; ndt) avrebbero utilizzato una sorta di raggio o di tecnologia iper-sofisticata per imbarcarci sulle loro astronavi.

No, se noi dovessimo salire a bordo, non sarebbero loro a decidere di "aspirarci" all'interno. Saremmo noi stessi a farlo!

Sarebbe l'energia della gioia che inonderebbe il nostro cuore, la sensazione di partecipare alla magia di questi ritrovamenti cosmici, che ci aprirebbe grandi porte; poi, graviteremmo naturalmente o, più esattamente, "leviteremmo" verso questa sensazione di felicità e pace che noi condivideremmo tutti insieme e che colmerebbe il vuoto del nostro cuore.

I vascelli non sono solamente dei mezzi di trasporto. Essi permettono a tutte le forme di vita presenti a bordo di fiorire. Le maestose astronavi-madre non sono dei piccoli dischi né dei piccoli cilindri ma delle immense entità sferiche o talvolta cubiche.

Le navi come la "Città di Shan" sono delle strutture giganti grandi come un pianeta. Sono viventi esattamente come lo è la Terra e viaggiano attraverso la vastità dello spazio nella medesima maniera in cui il nostro globo si muove intorno al Sole e nell'Universo.

Le grandi imbarcazioni portano il nome di “vascelli-madre”, perché sono delle nutrici per i loro equipaggi, come la Terra è una madre per ciascun essere incarnato sul suo suolo. Proiettandoci nella terza dimensione materiale, noi abbiamo già dato vita al pianeta.

Esso era all'inizio il nostro bambino ed è diventato nostra madre. Nell'identico modo, le navi sono i bambini dei nostri fratelli galattici, ma si sono rese loro portatrici o si potrebbe dire loro "madri trasportatrici"! Ed insieme formano un'unità.




Per il momento, noi viviamo ancora rinchiusi come delle matriosche russe e confinati all'interno di uno spazio artificialmente ristretto, quello della terza dimensione.

Supponiamo, per esempio, di abitare in una piccola casa situata in un villaggio che si trova in un comune e questo, in una provincia. Quest'ultima, a sua volta, si trova in una località che fa parte di una nazione che appartiene ad un continente ed infine ad un pianeta, che è relativo ad un sistema solare o ad una costellazione collegata ad una galassia. 

Così, viviamo tutti immersi nell'Universalità, vale a dire nell'Unità divina che esiste da tutta l'eternità al di là delle illusorie divisioni del tempo, dello spazio e delle dimensioni.

Dal momento in cui accettiamo la prospettiva di un cambiamento imminente di dimensione e di un accesso rapido alla multidimensionalità, vuol dire che, in una certa maniera, stiamo già per imbarcarci sui vascelli e che ci prepariamo ormai al nostro grande ritorno a Casa e alla riunione con la nostra Famiglia spirituale.

La Transizione in atto è un punto focale, un punto di adunata per tutti coloro che sono destinati a conoscere l'Età dell'Oro. Ed essi vi sono destinati semplicemente perché l'hanno scelto.

Siamo sempre più numerosi ad essere staccati dai valori che ci hanno trattenuti in questa vita che abbiamo sperimentato fino ad oggi, deambulando come formiche per dedicarci ad occupazioni che consideriamo ormai assurde.

E pertanto, noi continuiamo ad applicarci tutti i giorni al nostro lavoro e a dedicare molto tempo a compiti che abbiamo sempre più difficoltà ad accettare e ad assumere. Ci capita anche qualche volta di sentirci talmente incompresi tanto da arrivare a considerare degli atti di disperazione.

È che noi abbiamo già superato un punto che gli altri non sono ancora riusciti ad attraversare. Abbiamo già coscienza che la grande Famiglia di Luce è la nostra Vera Famiglia.




Sentiamo intuitivamente che non siamo alla nostra prima ed unica incarnazione su questo Pianeta; che eravamo presenti dalle origini della nostra Umanità per formare un'alleanza, a partire dalla quale, il mondo su cui noi camminiamo oggi stava per essere creato.

Comprendiamo di intrattenere una relazione speciale con la Terra perché essa è in realtà come un nostro bambino. È nostra creazione e noi l'amiamo con tutto il nostro essere.

Ci dà sofferenza vedere ciò che alcuni le fanno subire, tentando di appropriarsi delle ultime gocce del suo prezioso sangue, prima che tutto il sistema attuale non collassi e che essa non rinasca nella Luce.

La Terra esiste solo perché abbiamo avuto necessità di costituire uno spazio di terza dimensione consono alle prove che noi abbiamo scelto di intraprendere quando abbiamo accettato di separarci dalla nostra Famiglia galattica originale.

Abbiamo dunque una responsabilità verso di essa; dobbiamo assisterla affinché rinasca alla sua prossima piattaforma di esistenza, sulla lunga spirale che risale fino alla Sorgente.

Dei codici di luce sono stati nascosti nei messaggi che ci sono stati trasmessi attraverso i relè della nostra Famiglia galattica, da coloro che noi chiamiamo "contattisti". Noi utilizziamo a nostra insaputa la vibrazione delle loro parole per elevare la nostra coscienza.

Quando leggiamo queste parole, tali codici passano nel nostro corpo e cercano i gemelli che loro corrispondono all'interno della nostra struttura cellulare. Ciò funziona come un diapason, un po' alla maniera di un vascello dello spazio che vibra sulla stessa lunghezza d'onda del suo equipaggio.

Se noi fossimo un diapason regolato sulla nota LA, non passerebbe nulla fintanto che la stessa non risuoni e fintantoché il suo impulso non dovesse viaggiare nella nostra direzione per raggiungerci.

Entreremmo allora in risonanza con questa nota; essa comincerebbe a suonare dentro di noi come una campana, e poco a poco si metterebbe a risuonare come un gioioso carillon. Questa potrebbe essere una musica piacevole e attraente, come un balenìo di luce.




Ma in ogni caso questa musica, questa luce dirà "Sì". "Sì, io conosco ciò". "Sì questo mi è familiare". "Sì è per me". "Questo mi corrisponde".

Non è il prodotto di un pensiero analitico. È una RISPOSTA, una risonanza, un'eco che risponde dal fondo del nostro essere, la risposta interiore alla domanda:

"È arrivato il momento?" Sì, il momento è giunto, i nostri Fratelli e Sorelle dello Spazio sono lì ora. I membri della nostra Famiglia di Luce sono ormai costantemente presenti ai nostri fianchi, pronti in ogni istante ad accoglierci nella loro cerchia.

Cominciamo infine a comprendere che facciamo parte della stessa Famiglia spirituale ed aspiriamo con tutta la nostra essenza a ritrovarla. In fondo, il processo è semplice e facile a capirsi. Non comporta nulla di misterioso né di soprannaturale.

Si può chiamare questa la tecnologia dell'Amore o la metodologia della forza vitale. È sufficiente aprire il nostro cuore come un fiore spiega i suoi petali per ricevere i raggi del Sole. Poiché essi ci inondano in permanenza del loro Amore; tutto ciò che dobbiamo fare è di aprirci per riceverlo.

La cosa più importante per noi è di non accordare un'attenzione smisurata alle immagini che ci pervengono dal resto del mondo.

Non si tratta di isolarsi sistematicamente da coloro che soffrono né di ripiegarsi nell'indifferenza, ma di osservare la progressione degli avvenimenti con il distacco e la lontananza necessari.

Noi possiamo da sùbito fare l'esperienza di maggiore pace e beatitudine, di una accettazione più serena di noi stessi e delle condizioni di questo palpitante viaggio con destinazione: il Nuovo Mondo che ci aspetta.




Se ci identificassimo troppo con ciò che osserviamo, la sofferenza in aumento, la follia che si esprime intorno a noi, rischieremmo di obliarne il suono, la nota della Famiglia di Luce, la gioia, la pace e l'Amore che possiamo sentire ogni volta che ci connettiamo ad essi e alla loro vibrazione.

Se ci sentissimo soltanto trascinati dalla tempesta, inesorabilmente ci ritroveremmo risucchiati da essa, nelle lotte fratricide che si propagano dappertutto nel mondo e che si intensificheranno ancora mano a mano che la transizione accelererà.

Ogni volta che ci ritroviamo immersi nello sconforto di questa banda di frequenza, è sufficiente in modo molto semplice svincolarsene.

Rileggere tale o tal altro messaggio spirituale elevato, andare a fare una passeggiata nella natura al levar del sole, risultano atti bastanti per rendersi conto che la maggior parte dei fatti sordidi di cui siamo testimoni non ci appartengono.

Lasciamo emergere la bellezza e compenetrarci da dietro il sudiciume. Essa è là. Apriamoci a lei. Disimpegnamoci. Lasciamo cadere tutto ciò che non ci apporta né gioia, né amore, né pace. Allentiamo la presa e lasciamo Dio occuparsi dei dettagli!


Fonte: erenouvelle.fr

Post Scriptum 

A conferma delle parole di Olivier de Rouvroy aggiungo qui una testimonianza strabiliante su chi ha avuto modo di constatare quanto siano vere le asserzioni sopra menzionate e, anche se hanno dell'incredibile, necessita che cominciamo a farci una ragione di quante cose d'ora in avanti scopriremo tanto da rimanerne del tutto sconcertati ed interdetti!


David Adair

David Adair, consulente tcnologico, ha lavorato presso il luogo S3 di Groom Lake, Nevada, Area 51 ed è uno dei pochi testimoni che, durante un'intervista video, ha confermato i suoi incontri con un'astronave aliena e ne ha visionato la struttura del motore.

Lui stesso ammette che era un giovanissimo ragazzo prodigio quando fu messo al servizio del generale Curtis Lemay dell’Air Force nel 1971 a Groom Lake.

Ascoltando la sua testimonianza di prima mano, per quanto concerne l'avanzata tecnologia extraterrestre e i segreti più gelosamente custoditi dai nostri militari, non possiamo fare a meno di rimanerne sbalorditi.

Adair spiega come all'età di 17 anni abbia costruito un sistema elettro-magnetico al plasma, un vero e proprio motore innovativo e sia stato inviato successivamente a White Sands  per un lancio di prova sotto il controllo dell'Air Force.

Questo lo ha portato ad essere una tessera importante del puzzle all'interno del team di scienziati che opera presso il sito S3 dell'Area 51, dove lui stesso ha visto un motore che era anni-luce al di là di qualsiasi cosa sulla Terra.

David dichiara che le astronavi extraterrestri sono sofisticate, si comportano come bio-macchine... reagendo ai pensieri e alle emozioni dei loro piloti, muovendosi in apparenza proprio come apparati viventi.

Ha inoltre affermato che, secondo le informazioni di cui è a conoscenza, ci sono moltissimi modelli e tipologie di tali vascelli... e che essendo biologici hanno anche la possibilità di mutare la loro forma e diventare invisibili.

David Adair:

"Sono un ex rapito dagli alieni e sono stato preso a bordo di una nave ET (extraterrestre). Loro stessi mi hanno detto che la nave era un organismo vivente e possedeva un vero e proprio ciclo di vita. Questi mezzi spaziali hanno lo scopo unico di effettuare viaggi interstellari."

Adair che afferma di aver avuto anche numerosi incontri con il fisico premio Nobel Stephen Hawkings ha deciso, dopo 25 anni, di rivelare queste "scomode" verità in un video documentario.

Anche i nativi americani, attraverso le loro leggende, dimostrano di avere una conoscenza approfondita di queste navi-viventi che chiamano "manisolas".

Queste sono dunque astronavi bio-meccaniche che hanno varie facoltà tra cui quella di aprire varchi inter-dimensionali e di attraversarli.

Secondo il libro Landig poi... le manisolas sono state interpretate in vari modi dalle diverse culture umane e potrebbero comparire come vortici di energia (eterea o meno) onnicreante e onnipresente (non ricordano forse la descrizione di Dio o degli antichi dei negli antichi testi sacri di tutte le tradizioni religiose?).

Le manisolas potrebbero essere costituite dall'inesauribile energia tanto cercata, invano, dai nazisti che probabilmente sapevano molto di più di quanto ci si vuol far credere su tale argomento, il "famoso" VRIL!

Traduzione, adattamento e cura di: Sebirblu.blogspot.com

Fonte: greatdreams.com

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